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Ardea / 'Fernanda Pessolano. FIABE ITALIANE. Teatro in miniatura'

Ardea / 'Fernanda Pessolano. FIABE ITALIANE. Teatro in miniatura'

Il Museo Giacomo Manzù fino all'8 giugno ospita la mostra realizzata a cura di Fernanda Pessolano e Maria Sole Cardulli con opere ispirate alla letteratura per ragazzi

Domenica, 29/03/2026 -

È un percorso visionario attraverso le fiabe italiane con rivisitazioni evocative che tra arte e artigianato interpretano e mettono in scena la letteratura per l’infanzia, classica e contemporanea.
La mostra “Fernanda Pessolano. FIABE ITALIANE. Teatro in miniatura”, ospitata nel Museo Giacomo Manzù di Ardea (Roma), “è una fantasmagoria di colori e dettagli di cui bearsi allo sguardo e che si presta anche a ulteriori livelli di lettura grazie alle connessioni che Fernanda Pessolano crea con la letteratura per l’infanzia”. Maria Sole Cardulli, direttrice del Museo e curatrice della mostra insieme all’artista, sottolinea che l’esposizione “dialoga perfettamente con la produzione di Giacomo Manzù il quale, come scenografo e costumista teatrale, ha collaborato a produzioni musicali che spaziano da Stravinsky a Petrassi fino a Strauss”. Le connessioni con le opere del Maestro, raccolte nel Museo adagiato all’ombra della rupe tufacea dell’antica capitale dei Rutuli, si ritrovano anche nelle sculture dei bambini (Giulia e Mileto in carrozza), nelle ballerine oppure negli oggetti della quotidianità, come le sedie e i cesti (Cestino di frutta).
Fernanda Pessolano, artista e costumista, (TIconZERO) si ispira ad autori e autrici contemporanei - Calvino, Rodari, Munari, Morante, Montessori - e mette in scena i loro testi per l’infanzia. I teatrini sono il risultato di una minuziosa ricerca di materiali e oggetti che l’artista colloca dentro e intorno alle singole opere, realizzando composizioni straordinariamente ricche di particolari che, nell’insieme, animano e interpretano la storia. “Sono oggetti che cerco o che mi vengono donati e le didascalie indicano la provenienza, citano chi me li ha donati o specificano il tipo di materiale: lino, seta, coda di topo, passamanerie… È un modo per insegnare a distinguere le differenze. Inoltre, mescolando nuovo e vecchio, ho il piacere di restituire valore a quei materiali”.
Altrettanto affascinanti sono i personaggi/marionette che raccontano testi poetici – alcuni firmati da Papa Francesco, Eugenio Montale e Alda Merini – o le fantasiose figure raccolte sotto il titolo ‘I burattini della quarantena”, che spaziano dall’espressione della paura alla rappresentazione della connessione.
Tra ricordi, suggestioni e sollecitazioni, la mostra accoglie e cattura grandi e piccoli invitando all’esercizio liberatorio dell’osservazione e dell’ascolto: una magia che è perfettamente riuscita durante le performances artistiche dell’inaugurazione, quando due danzatrici hanno rapito il pubblico con movimenti lentissimi immersi in un corale silenzio, offrendoli alla libera interpretazione.
L’intento della mostra di “restituire la forza immaginativa del teatro” è accompagnato dai testi di Lorenzo Cantatore e dalle audioletture di Caterina Acampora.  
Durante la durata della mostra, che sarà aperta al pubblico fino all'8 giugno 2026, sono previsti laboratori di costruzione di teatrini di carta tenuti dalla stessa Fernanda Pessolano e riservati a bambini e bambine dai 5 agli 11 anni. 

Il Museo Giacomo Manzù
Dedicato allo scultore Giacomo Manzù, il museo, che ospita le opere donate dall’artista allo Stato italiano, fu aperto al pubblico nel 1981. 
La Raccolta Amici di Manzù fu inizialmente ideata nel 1965 dalla moglie dell’artista, Inge Schabel, affiancata dal Comitato Amici di Manzù (di cui facevano parte, tra gli altri, Cesare Brandi e Alexandre Rosenberg). Il cantiere architettonico ebbe inizio nel 1967, mentre la Raccolta venne inaugurata ufficialmente nel 1969.
Il museo, che ha sede nell’edificio voluto da Manzù stesso per la sua Raccolta, si trova sulla via Laurentina, sotto la rocca tufacea su cui sorge Ardea. Conserva un consistente nucleo di opere, tra le quali una novantina di sculture - quasi tutti bronzi, due grandi opere in ebano, una scultura in alabastro e un bassorilievo in stucco - oltre a timbri, medaglie e a una collezione di trecentotrenta opere grafiche, disegni, incisioni, bozzetti teatrali.
La ricchezza della collezione consente di apprezzare quella continua rimeditazione formale e contenutistica che caratterizza la produzione di Giacomo Manzù.
La maggior parte delle opere riguarda il periodo della maturità del maestro, tra il 1950 e il 1970. Alcuni esemplari degli anni iniziali dell’artista, come il bassorilievo in bronzo Adamo ed Eva del 1929 o il David del 1939, si uniscono ai più noti Cardinali, dalla fine degli anni Cinquanta, e alle famose Crocefissioni, realizzate dal 1939 e proseguite nel dopoguerra. Le Porte di Salisburgo (1958) e di Rotterdam (1968) sono rappresentate da due bozzetti, mentre di quelle di San Pietro (1964) si possono vedere le borchie con i simboli degli animali dorati, il pannello in bronzo della Morte per violenza, che riprende l’iconografia della Morte del partigiano, e uno della Morte di Papa Giovanni. Più recenti creazioni degli anni Ottanta, come il Cestino di frutta, evidente omaggio a Caravaggio, confermano la sempre più raffinata tecnica raggiunta dall’artista. Dal 1954, anno dell’incontro di Giacomo Manzù con Inge Schabel, il tema del pittore e della modella si viene ad intrecciare con l’immagine della donna sua futura moglie e quasi unica musa. Alle grandi sculture degli Amanti, si unisce il tema del gioco e della gioia nella serie di Giulia e Mileto in carrozza, ispirata agli affetti familiari, realizzata dopo la nascita dei due figli.
Il Museo Giacomo Manzù assicura la valorizzazione dell’opera di Giacomo Manzù e del territorio di riferimento, in coerenza con la scelta dell’artista dei luoghi dove istituire il museo, nonché dell’arte contemporanea o che dimostri attinenza con l’opera di Giacomo Manzù.
È costituito da due grandi sale collegate, che ospitano sezioni tematiche. L’attuale ordinamento risponde all’esigenza di tracciare un percorso unitario articolato in sezioni che illustrano, da una parte, lo sviluppo della personalità dell’artista e, dall’altra, le scelte e gli orientamenti generali della sua produzione.

Fernanda Pessolano
Artista, costumista per la danza contemporanea, crea piccole e grandi installazioni con carta o altri materiali accompagnate da azioni
site specific. Costruisce teatri in miniatura e burattini, recupera la tradizione del teatrino di carta attraverso il gioco del teatro e piccole narrazioni sceniche, promuove la letteratura e la lettura attraverso manifestazioni culturali, laboratori, spettacoli.


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