‘Woman Unknown’ vince la Palma d’oro a Venezia: il corpo delle donne durante e dopo la guerra
L’unica regista donna, la danese Mayy al-Tukhi, vince alla Mostra del Cinema, con una storia di rivalsa sociale e di genere nella Copenaghen del secondo dopoguerra
Saranno state le tante polemiche rispetto alla mancanza di registe donne in concorso al Festival di Venezia (per fortuna in altre sezioni, come le GdA, non è stato così, anzi), sarà stata la presidenza della Giuria affidata all’attrice, regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica statunitense Maggie Gyllenhaal, nota per la sua attenzione alle questioni di genere ed all’interesse per lo sguardo al femminile nel cinema, sarà soprattutto che il film è piaciuto unanimemente alla Giuria, o forse tutti e tre i fattori insieme, sta di fatto che il Leone d’Oro della 83a Mostra Cinematografica del Cinema di Venezia è stato assegnato al film ‘Woman Unknown’ (in danese ‘Kvinde ukendt’), l’unico film, sui 21 in concorso, diretto esclusivamente (non in co-regia) da una donna, la regista danese Mayy al-Tukhi (di madre danese e padre egiziano), al suo terzo lungometraggio.
Per il ruolo di protagonista del film, inoltre, la giovane e bravissima attrice Mathilde Arcel ha vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile, quindi ‘Woman Unknown’ ha ottenuto al Festival ben due premi che raramente vengono assegnati nell’ambito della stessa opera.
Il film è ambientato nella Danimarca del 1945, nei giorni immediatamente successivi alla liberazione dall'occupazione tedesca: Marie, la protagonista, lavora come domestica e bambinaia presso la casa di Christian, un ricco industriale di Copenaghen vedovo e padre della giovane Leonora. Poco a poco il rapporto di lavoro fra i due si trasforma in qualcosa di più, fino ad una proposta di matrimonio che lascia intravedere a Marie la possibilità di una rapida ascesa sociale, da ‘femme de ménage’ a padrona di casa.
Ma presto il misterioso passato di Marie riemerge, mettendo a rischio la sua nuova promettente posizione sociale quando un uomo, durante i preparativi delle nozze, la riconosce per essere stata, durante la guerra, fra le ragazze bollate come tyskerpiger ("ragazze tedesche"), donne che, durante l'occupazione nazista della Danimarca (1940-1945), avevano avuto relazioni sentimentali o sessuali con i militari tedeschi, e che venivano chiamate anche dispregiativamente feltmadrasser ("materassi da campo", da felt, campo di battaglia/militare, e madras, materasso) e tyskertøse (termine usato in passato per "sgualdrina").
L'idea del film, secondo i racconti della stessa regista, è nata dalla pubblicazione su un giornale danese di fotografie d'epoca (immagini insieme intimidatorie e propagandistiche), che ritraevano una donna seduta su una panchina, con gli abiti strappati e una svastica dipinta sulla schiena, e donne rasate a zero per aver frequentato i tedeschi: così, e con analoghe forme di pubbliche umiliazioni (non potendo attivare denunce penali), venivano infatti punite queste donne considerate traditrici, in un clima nazionale segnato dalla caccia alle streghe, partendo dall’idea che tutte le donne anche solo sospettate di aver avuto rapporti intimi con soldati tedeschi durante l'occupazione meritassero una vendetta popolare.
Per questo Marie cerca disperatamente di nascondere e cancellare il suo passato: se il suo coinvolgimento in tale contesto fosse venuto a galla, se lei fosse stata scoperta, ciò avrebbe messo gravemente in pericolo la sua reputazione e la posizione sociale che era quasi riuscita a conquistarsi.
Il numero di queste donne d’altra parte era decisamente consistente: secondo le stime della storica Anette Warring, autrice di una monografia sull'argomento, furono almeno 50.000 le donne coinvolte e tra i 5.500 e i 12.500 i bambini nati da queste relazioni. Si trattava di rapporti leciti sia per la legge danese sia per quella tedesca, ma che la società civile considerava una forma di tradimento nazionale. La stampa clandestina della Resistenza li descriveva con termini pesantemente sessualizzati e denigratori. Le conseguenze spesso si protrassero per decenni, colpendo anche i figli di queste unioni attraverso l'isolamento familiare e sociale.
La fotografia pubblicata, si diceva poc’anzi, ha stimolato la regista May el-Toukhy a costruire un racconto della seconda guerra mondiale dal punto di vista dell'esperienza di una donna, in un genere solitamente dominato da vicende maschili, avvalendosi per la terza volta della collaborazione della sceneggiatrice Maren Louise Käehne (con la quale aveva già lavorato in Lang historie kort, 2015, e Dronningen, 2019)
La regista ha raccontato di essersi imbattuta nei materiali che hanno poi dato l’idea per il film, mentre faceva ricerche sulla caccia alle streghe durante la Riforma protestante, scoprendo fotografie del secondo dopoguerra di donne rasate e dipinte con svastiche, classificate spesso nei fascicoli d'archivio con la didascalia: "donna sconosciuta", da cui il titolo internazionale del film.
La cineasta ha affermato inoltre di essersi ispirata per la sua storia anche al libro: ‘La guerra non ha un volto di donna’ della Premio Nobel bielorussa Svetlana Aleksievič, che racconta la seconda guerra mondiale vista e vissuta attraverso le testimonianze dirette delle donne sovietiche.
«Sono una femminista – ha dichiarato la regista – e in quanto tale, credo che sia mia responsabilità osare raccontare personaggi femminili complessi. Non mi interessa realizzare film che parlino solo della brava moglie, della madre premurosa, della donna divisa tra lavoro e famiglia. La protagonista è una donna che ha scalato la gerarchia sociale per arrivare dove si trova. È una sopravvissuta. Non mi interessava indagare sul suo passato ma sul suo presente. L’attrice protagonista che ha vinto il premio, Mathilde Arcel, è fantastica, viene dal teatro, sa rendere il dolore e l’ambiguità di Marie. Trovo interessante raccontare storie di personaggi femminili ricchi di sfumature, in cui è difficile distinguere che cosa sia giusto o sbagliato e dove noi spettatori siamo portati a chiederci, come per Marie: ‘Io cosa avrei fatto?’ Le donne hanno spesso pagato il prezzo della guerra con il proprio corpo, subendo controlli e violenze sessuali. È come se il corpo femminile venisse considerato parte del territorio nazionale. E purtroppo, non è solo un fenomeno del passato».
Sobrio e austero, in alcuni momenti simile a un thriller alla Hitchcock, il film è girato in bianco e nero con rari elementi cromatici che emergono in momenti salienti, la protagonista è spesso ripresa a distanza o attraverso vetri e porte, per accentuare l’idea di controllo esterno e il continuo timore di essere scoperta.
Implicita la riflessione sul corpo femminile, mai veramente autonomo ma territorio da controllare e punire, proprietà pubblica sia durante l'occupazione, sia nella società del dopoguerra, dove ancora la protagonista può essere giudicata da una società maschilista che nasconde invece gli interessi (e il grave tradimento al Paese) di tanti ricchi industriali nella cooperazione economica con l’occupante nell’industria bellica, che sono riusciti a farla franca senza subire conseguenze, sviando invece le loro enormi responsabilità puntando il dito su altro ed infliggendo umiliazioni alle donne ‘sconosciute’.
Il Premio Speciale della Giuria è andato a ‘Naza’, codiretto da una donna e da un uomo, Rachel Szor e Yuval Abraham e (Regno Unito), girato di notte sui tetti di Tel Aviv, ed incentrato sul tragico meccanismo delle stragi d civili palestinesi a Gaza.
“Abbiamo realizzato questo film - hanno raccontato i registi - spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile. Durante le riprese negli ultimi tre anni, ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro? Come funziona dall'interno un sistema del genere? Molte delle rivelazioni contenute nel film sono state pubblicate quasi subito dopo che ne siamo venuti a conoscenza, nei mesi successivi agli attacchi del 7 ottobre, da The Guardian (tra i produttori di NAZA), in collaborazione con i partner d'inchiesta +972 Magazine e Local Call. Il film ci permette di esplorare qualcosa di più profondo rispetto al solo giornalismo d'inchiesta: non solo le parole pronunciate, ma anche quelle non dette, il silenzio. Spetta a tutti noi rompere quel silenzio.”
TUTTI I PREMI DI VENEZIA 83
La Giuria di VENEZIA 83, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da KaoutherBen Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, ha assegnato i seguenti premi all’interno dei 21 film in concorso:
LEONE D’ORO per il miglior film a:
KVINDE UKENDT (WOMAN UNKNOWN) di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia)
LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a:
GA-NEUNG-HAN SA-RANG (POSSIBLE LOVE) di Lee Chang-dong (Corea del Sud)
LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a:
Ilya Khrzhanovsky per il film DAU (Germania, Francia, Svezia)
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a:
Mathilde Arcel nel film KVINDE UKENDT (WOMAN UNKNOWN) di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia)
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a:
John Malkovich nel film WILD HORSE NINE di Martin McDonagh (Regno Unito, USA, Cile)
PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce per il film UN BON PETIT SOLDAT di Stéphane Brizé (Francia)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:
NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor (Regno Unito)
PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente a:
Malou Khebizi nel film 15/18 (A PLACE TO HEAL) di Cédric Kahn (Francia)
ORIZZONTI
La Giuria ORIZZONTI della 83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, presieduta da Valérie Donzelli e composta da Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi, dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 13 cortometraggi in concorso, assegna:
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a:
UN DÉTOUR PAR DIANE (DIANE IN THE LOOP) di Ann Sirot e Raphaël Balboni (Belgio, Francia)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a:
Jacqueline Lentzou per il film MIA MERA STI ZOI TIS TZO: KEFALAIO FAIDRA (A DAY IN THE LIFE OF JO: CHAPTER PHAEDRA) (Grecia, Germania, Francia)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a:
LA MAISON DU VENT (HOUSE OF THE WIND) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a:
Laleh Marzban nel film MORAGHEB (FALLING HOUSE) di Mohsen Gharaei (Iran, USA, Germania)
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a:
Riccardo Scamarcio nel film I FIGLI DELLA SCIMMIA di Tommaso Landucci (Italia)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Tommaso Landucci e Damiano Femfert per il film I FIGLI DELLA SCIMMIA di Tommaso Landucci (Italia)
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a:
QUELQUES INSTANTS DE BONHEUR (A FEW MOMENTS OF HAPPINESS) di Shaden Safieddine Tazi (Francia, Regno Unito, Libano)
PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA
La Giuria LEONE DEL FUTURO - PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” della 83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, presieduta da Carolina Cavalli e composta da Akinola Davies Jr. e Ted Hope, assegna il premio
LEONE DEL FUTURO
PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” a:
LA MAISON DU VENT (HOUSE OF THE WIND) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar)
ORIZZONTI
VENEZIA SPOTLIGHT
PREMIO DEGLI SPETTATORI ARMANI BEAUTY a:
EU CONTEZ (I MATTER)
di Alina Șerban (Romania, Germania, Belgio)
VENEZIA CLASSICI
La Giuria di VENEZIA CLASSICI presieduta da Daniele Vicari e composta da 24 studenti – indicati dai docenti - dei corsi di cinema delle università italiane, assegna
il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a:
LA LUNGA NOTTE DEL ‘43 di Florestano Vancini (Italia)
VENICE IMMERSIVE
La Giuria VENICE IMMERSIVE presieduta da Paul Raphaël e composta da Négar Motevalymeidanshah e Kate Voet dopo aver visionato i 30 progetti in concorso, assegna:
il GRAN PREMIO VENICE IMMERSIVE a:
THE PIGEON RING di Shixin Tao e Yuqi Zhang (Cina)
il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA VENICE IMMERSIVE a:
OUT OF THE ASHES di Rory Mitchell e Nonny De La Peña (USA)
il PREMIO PER LA REALIZZAZIONE VENICE IMMERSIVE a:
EMPIRE AT SEA di Peter Flaherty (USA)
Premio 1964 POP ART AWARD | Cineteca della Calabria
vincitore: LA RAGAZZA CON LA LEICA di Alina Marazzi
Premio Airone della Laguna | Cinetour e Cinit
Miglior film: MORAGHEB (FALLING HOUSE) di Mohsen Gharaei
Miglior cortometraggio: SILENCE di Pavlo Shpegun
Menzione speciale: IL SENSO DELLA TERRA di Alessandro Ingaria e Simone Massi, LOS PODERES di Salim Jaller
Arca Cinemagiovani | ARCA (Associazione Ricreativa, Culturale e Sportiva per i dipendenti del gruppo Enel e delle aziende associate)
Miglior film in concorso Venezia 83: POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong
Miglior film italiano a Venezia: L’ESTRANEA di Paolo Strippoli
Premio Autrici Under 40 Valentina Pedicini | Parallelo 41 Produzioni
Miglior regia: ex-aequo MICHELLE ZHOU per Huangyan shenghuo (Big Little Things) e MARÍA APARICIO per A veces me entra tristeza, otras veces rebelión
Menzione speciale per migliore regia e sceneggiatura: SHALINI ADNANI per Our Share of Sand
Menzione speciale per la direzione della fotografia: SIMONE HART per Eklipse di Manuel Wetscher
Premio BookCiak| Associazione Calipso
vincitore: IL FUOCO CHE TI PORTI DENTRO di Edoardo De Angelis
Premio Brian| UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
vincitore: MAKIKIRAAN PO di Lav Diaz
Menzione speciale: NO PARADISE IF YOU ARE KILLED BY A WOMAN di Halkawt Mustafa
Fundacion Casa Wabi – Mantarraya Award | Fundaciòn Casa Wabi e Mantarraya Production
Destinato al regista vincitore del premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”
XXXVIII Prix CICT-UNESCO Enrico Fulchignoni – Medaglia Fellini 2026 | Consiglio Internazionale del Cinema e della Televisione CICT UNESCO – Comitato Italiano
vincitore: DEAR AJAYI by Damilola Orimogunje
Premio Cinema & Arts | Associazione Kalambur Teatro in collaborazione con Ateatro e Centro Sperimentale Accademia Eleonora Duse
Miglior film: ex-aequo LOOK BACK di Hirokazu Koreeda, SHUMEI: THE LIVING LEGACY OF KABUKI di Takashi Miike
Miglior artista multi-disciplinare: ANATOLIJ VASIL'EV nel film DAU di Ilya Khrzhanovsky
Premio CinemaSarà | Fondazione Cineteca Italiana di Milano
vincitore: LOOK BACK di Hirokazu Koreeda
Premio CROCE ROSSA ITALIANA | Croce Rossa Italiana
vincitore: 15/18 di Cédric Kahn
Premio Edipo Re | Edipo Re Srl Sociale
Premio attribuito dalla giuria ufficiale: MIA MERA STI ZOI TIS TZO: KEFALAIO FAIDRA (A DAY IN THE LIFE OF JO: CHAPTER PHAEDRA) di Jacqueline Lentzou
Premio attribuito dagli studenti e studentesse dell'università Ca' Foscari: NAZA di Yuval Abraham, Rachel Szor
Premio Fanheart3 | Associazione Fanheart3
Graffetta d’oro: PEAU D’HOMME di Léa Domenach
Nave d’Argento per la migliore OTP - One True Pairing: CHRIS & LEE da Wild Horse Nine di Martin McDonagh
XR Fan Experience: EMPIRE AT SEA di Peter Flaherty
Menzione d'onore: LOOK BACK di Hirokazu Koreeda
Premio FEDIC | Federazione Italiana dei Cineclub
Miglior film: SERPENTI di Roberto De Paolis Maino
Miglior cortometraggio: SE MAI LE COSE di Giulia Cosentino
Premio Speciale Film Impresa | Unindustria – Unione degli Industriali e delle imprese Roma-Frosinone-Latina-Rieti-Viterbo
vincitore: UN BON PETIT SOLDAT di Stéphane Brizé
The International Critics Prize (FIPRESCI Prize) | FIPRESCI - International Federation of Film Critics
Miglior film del concorso Venezia 83: GA-NEUNG-HAN SA-RANG (POSSIBLE LOVE) di Lee Chang-dong
Miglior film di Orizzonti: THE COLOR OF THE SUN di Xavier Tera
Premio Giornate degli Autori (GDA Director's Award) | Giornate degli Autori
vincitore: A VECES ME ENTRA TRISTEZA, OTRAS VECES REBELIÓN di María Aparicio
Premio Label Europa Cinemas | Giornate degli Autori
vincitore: UNE FEMME AUJOURD’HUI di Robert Guédiguian
Premio del Pubblico/People Choice’s Award | Giornate degli Autori
vincitore: BALCANICA di Nicola Sorcinelli
The Golden Globes Impact Prize for Documentary in Partnership with Artemis Rising Foundation | Think-Impact Production in partnership con Artemis Rising
vincitore: LISTY (LETTERS FROM THE SILENCED COUNTRY) di Andrei Kutsila
Green Drop Award| Green Cross Italia
vincitori: NAZA di Yuval Abraham, Rachel Szor e L’ESTRANEA di Paolo Strippoli
Interfilm Award for Promoting Interreligious Dialogue | International Interchurch Film Organisation
vincitore: UN BON PETIT SOLDAT di Stéphane Brizé
Premio Lanterna Magica | Associazione Nazionale C.G.S.
vincitore: 15/18 di Cédric Kahn
Premio Leoncino d'Oro Agiscuola | Agiscuola/UNICEF
vincitore: NELSON SAN, ANATA WA HITO WO KOROSHIMASHITAKA? (MR. NELSON, DID YOU KILL PEOPLE?) di Shinya Tsukamoto
Segnalazione Cinema For UNICEF: NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor
Premio Carlo Lizzani | ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici
vincitore: BALCANICA di Nicola Sorcinelli
Premio NETPAC | Netpac - Network for the Promotion of Asia Pacific Cinema
vincitore: LOVERS IN THE BLUE NIGHT di Anuparna Roy
Premio Fabio Sartor| NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori) in collaborazione con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani
vincitori: GAIA MERLONGHI per La città dei vivi e PIERO USBERTI per Prima della guerra
Premio Francesco Pasinetti | Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani
vincitore: RITORNO A BUENOS AIRES di Marco Bechis
Miglior attrice protagonista: VANESSA SCALERA nel film Il fuoco che ti porti dentro
Miglior attore protagonista: ADRIANO GIANNINI nel film Ritorno a Buenos Aires
Premio Speciale: LA RAGAZZA CON LA LEICA di Alina Marazzi
Premio La Pellicola d'Oro | Associazione Culturale S.A.S.
Miglior capo macchinista: ROBERTO DI PIETRO per il film The Echo Chamber di Andrea Pallaoro
Miglior operatore di macchina: LUIGI ANDREI per il film Succederà questa notte di Nanni Moretti
Menzione speciale per l’attività culturale e artistica sui mestieri e l'artigianato del cinema: LAURA DELLI COLLI
Premio Queer Lion | Associazione Queer Lion
Miglior Film con Tematiche Omosessuali e Queer Culture: QUEER EDWARD II di Theo Rollason e LONDON di Victor Di Marco, Márcio Picoli
Premio RB Casting | RB Casting
vincitore: EMANUELE MARIA DI STEFANO nel film La città dei vivi
Premio "Roma Film Award – Il Lazio per il cinema" | Fondazione Roma Lazio Film Commission
vincitore: ADRIANO GIANNINI
Gran Premio IWONDERFULL | Settimana Internazionale della Critica
vincitore: PRIMA DELLA GUERRA di Tommaso Usberti
Menzione speciale: EL FIN DE LOS TIEMPOS (THE END OF TIMES) di Bibiana Rojas Gómez, Juan David Cárdenas
Premio del Pubblico | Settimana Internazionale della Critica
vincitore: OUR SHARE OF SAND di Shalini Adnani
Premio Luciano Sovena | Settimana Internazionale della critica
vincitore: PRIMA DELLA GUERRA di Tommaso Usberti
Premio Mario Serandrei - Hotel Saturnia per il miglior contributo tecnico | Settimana Internazionale della Critica
vincitore: EL FIN DE LOS TIEMPOS (THE END OF TIMES) di Bibiana Rojas Gómez, Juan David Cárdenas
Premio al miglior cortometraggio SIC@SIC – Frame by Frame | Settimana Internazionale della Critica
vincitore: E-I-E-I-O di Noemi Arfuso
Menzione speciale: DOVE LE LACRIME ASPETTANO di Caterina Bertini, Blu Diego Fasoli
Premio alla miglior regia SIC@SIC – Stadion Video | Settimana Internazionale della Critica
vincitore: REVOLVER di Paoli De Luca
Premio al miglior contributo artistico SIC@SIC - Advista | Settimana Internazionale della Critica
vincitore: SE MAI LE COSE di Giulia Cosentino
Premio SIGNIS | SIGNIS International (World Catholic Association for Communication)
vincitore: LOOK BACK di Hirokazu Koreeda
Premio “Sorriso Diverso Venezia Award” | Dream On Srls
Miglior film straniero: UN BON PETIT SOLDAT di Stéphane Brizé
Migliore film italiano: RIDER di Roan Johnson, Davide Pavanello
Migliore regia under 35: NAZA di Yuval Abraham, Rachel Szor
Premio Soundtrack Stars | Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e Free Event
Migliore colonna sonora: LA NIÑA e ALFREDO MADDALUNO per Il fuoco che ti porti dentro
Premio speciale per la colonna sonora: DANIEL PERBENTON per Ink
Soundtrack Stars Special Award: DANIEL BLUMBERG
Premio UNIMED | UNIMED - Unione delle Università del Mediterraneo
vincitore: LOOK BACK di Hirokazu Koreeda
EVENTI COLLATERALI
Premio Pietro Bianchi | Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani
vincitore: TINTO BRASS
Premio Robert Bresson | Fondazione Ente dello Spettacolo e Rivista del Cinematografo
vincitore: PEDRO COSTA
Premio Kineo | Associazione Culturale Kinéo
vincitore: VARI