Dal 25 settembre fino al 15 novembre presso gli spazi dell'Oratorio di San Lupo il percorso espositivo propone uno dei nuclei più significativi della ricerca dell'artista: i litofoni, sculture sonore realizzate a partire dagli anni '80
Giovedi, 17/09/2026 Con scultura, suono e percezione, la Fondazione Piero Cattaneo inaugura il 25 settembre 2026 la mostra Litofonie dedicata ad Amalia Del Ponte (Milano, 1936-2025), realizzata in collaborazione con l'Archivio Amalia Del Ponte e il Museo Adriano Bernareggi e curata da Marcella Cattaneo, Nicol Longoni Del Ponte e Roberto Pini.
Fino al 15 novembre gli spazi dell'Oratorio di San Lupo di Bergamo ospitano un percorso espositivo che approfondisce uno dei nuclei più significativi della ricerca dell'artista: i litofoni, sculture sonore realizzate a partire dagli anni Ottanta, attraverso le quali Del Ponte ha sviluppato un'indagine sul rapporto tra materia, vibrazione e ascolto, concependo la scultura come organismo capace di attivare un'esperienza percettiva in cui forma, spazio e suono diventano inseparabili.
Attraverso una selezione di opere storiche, la mostra restituisce la complessità di una figura tra le più originali dell'arte italiana del secondo Novecento, il cui lavoro ha attraversato arti visive, fenomeni acustici, archeologia, antropologia e studi sulle energie invisibili della materia, costruendo un linguaggio che ha anticipato molte delle ricerche contemporanee sulla percezione e sull'esperienza sensoriale.
L'allestimento è concepito in stretto dialogo con l'architettura dell'Oratorio di San Lupo, spazio del Museo Adriano Bernareggi, dedicato al confronto tra patrimonio storico e sperimentazione contemporanea. La conformazione particolare dell'edificio amplifica la dimensione acustica delle opere e trasforma l'ambiente espositivo in uno spazio di ascolto nel quale le pietre sonore instaurano una relazione diretta con il luogo e con il pubblico.
Il percorso si sviluppa attorno a due nuclei di litofoni, disposti per valorizzare le qualità sonore e la capacità di rendere percepibili le vibrazioni custodite nella materia. Azionate da speciali percussori progettati dalla stessa artista, le pietre producono timbri e risonanze che trasformano l'opera da oggetto da osservare a esperienza da vivere.
Scriveva Amalia: «In questi anni sto scolpendo un "insieme" di strumenti in pietra. La forma (luce) e il timbro (qualità) saranno le due componenti inscindibili, poiché il suono lo cerco scolpendo e modificando ciascuna pietra dell'insieme. Battendo su queste pietre si rivela la loro sostanza sonora e il ritmo profondo di chi le usa. Vorrei ottenere quella fusione di udito e vista che gli antichi cinesi definivano "luce degli orecchi"».
I litofoni nascono da un paziente lavoro di ascolto della materia. Attraverso interventi minimi e progressivi sulle proporzioni delle lastre o dei volumi, l'artista intona la pietra fino a ottenere la qualità sonora ricercata. Il procedimento richiama quello dell'accordatura degli strumenti musicali: la scultura si configura così come un dispositivo capace di generare frequenze, risonanze e vibrazioni. Ogni opera è al tempo stesso forma visiva, strumento acustico e campo percettivo.
Le diverse performance previste nel corso dell'apertura della mostra consentono al pubblico di sperimentare direttamente la dimensione vibratoria dei litofoni, rendendo percepibili le risonanze, le frequenze e le qualità timbriche che costituiscono un elemento centrale della ricerca di Amalia Del Ponte. L'intervento performativo si configura pertanto come parte integrante del progetto scientifico, poiché permette di comprendere la scultura non soltanto nella sua dimensione formale, ma come campo di relazione tra materia, suono, spazio e presenza umana.
La mostra si sviluppa come progetto di ricerca e formazione grazie alla collaborazione con il Politecnico delle Arti di Bergamo, che coinvolge gli studenti del corso di Percussioni, coordinato da Luca Casiraghi. Gli studenti saranno chiamati a elaborare composizioni e interventi performativi in dialogo con le opere esposte, estendendo la riflessione di Del Ponte verso nuove pratiche interdisciplinari.
Questa collaborazione conferma la vocazione di Fondazione Piero Cattaneo a fare della mostra non solo un luogo espositivo, ma anche uno spazio di sperimentazione, ricerca e confronto tra artisti, musicisti, performer e nuove generazioni, in continuità con lo spirito aperto e interdisciplinare che ha caratterizzato l'intero percorso di Amalia Del Ponte.
Amalia Del Ponte (Milano, 1936-2025) è stata una delle figure più originali della ricerca artistica italiana del secondo Novecento. Formata all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Marino Marini, ha sviluppato una ricerca interdisciplinare che ha attraversato scultura, installazione, performance e design, indagando il rapporto tra materia, luce, spazio e percezione. Dagli anni Sessanta, con i celebri prismi in plexiglass dei Tropi, fino ai successivi ambienti percettivi e ai litofoni, sculture sonore in pietra realizzate a partire dagli anni Ottanta, la sua opera ha esplorato il confine tra visibile e invisibile, intrecciando sperimentazione artistica, ricerca scientifica e dimensione poetica. La sua ricerca è stata presente in importanti istituzioni internazionali, tra cui la Biennale di San Paolo e la Biennale di Venezia, dove nel 1995 ha avuto una Sala Personale al Padiglione Italiano.
Fondazione Piero Cattaneo Ets
Costituita nel 2010 a Bergamo, Fondazione Piero Cattaneo ETS nasce per valorizzare e tutelare l’opera dello scultore Piero Cattaneo (Bergamo 1929–2003), artista formatosi all’Accademia Carrara e attivo nella seconda metà del XX secolo. La sua ricerca scultorea ha contribuendo in modo intenso ed originale e ad arricchire il panorama italiano delle arti visive. Accanto alla conservazione dell’eredità artistica di Cattaneo, la Fondazione si pone come centro di riferimento per la scultura italiana del XX secolo, impegnandosi nella salvaguardia, valorizzazione e divulgazione del patrimonio materiale e immateriale legato a questa disciplina.
La mostra di Amalia Del Ponte si inserisce nel progetto Officina della Scultura, ideato nel 2018 da Marcella Cattaneo, che permette di conoscere la scultura del XX secolo, attraverso i suoi protagonisti e i suoi spazi creativi, delineando il primo grande circuito dell’arte plastica italiana del secondo novecento. Alla sua nona edizione, Officina della Scultura mette in relazione luoghi, persone e paesaggi, trasformando gli atelier in spazi simbolo della scultura del Novecento.
Oratorio San Lupo - Il Bernareggi - San Lupo, via San Tomaso, 7, Bergamo
giovedì e venerdì 18.00 – 21.00; sabato e domenica 10.30 – 19.30