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C’è + gusto …se + agricoltura c’è / il femminile di giornata

C’è + gusto …se + agricoltura c’è / il femminile di giornata

Contemporaneamente alla chiusura del festival gastronomico di Bologna "C'è + gusto", edizione del 2026 e a poche settimane a Torino di Madre Terra, "l'Agricoltura" certamente protagonista non secondaria per la qualità riconosciuta della cucina italia

Martedi, 13/10/2026

C’è + gusto …se + agricoltura c’è / il femminile di giornata
A nel cuore di Bologna presso Palazzo Re Enzo è appena terminato il festival gastronomico, tenutosi con enorme successo dal 10 al’11 ottobre, con il titolo di quest’anno assai impegnativo e contemporaneamente suggestivo e intrigante ovvero su “Libertà e responsabilità “. Due specifiche, incentrate, in sintesi estrema, su produzioni sostenibili, cultura del cibo e consapevolezza enogastronomica. Un programma ricco e supportato da innumerevoli attività programmate <<. Laboratori del gusto, mercato dei sapori, ospiti i più significativi ed il protagonismo di innumerevoli grandi protagonisti e protagoniste della cucina italiana e non solo. Chef e cuochi, maestri e maestre della cucina, che per quella Italiana, come è noto, significa misurarsi con un “Patrimonio culturale immateriale dell’umanità” come deciso o meglio decretato dall’UNESCO il 10/ 12/25, ovvero poco meno d’un anno fa. Il cibo a cui dedicare, più che mai, per l’occasione, l’impegno a costruire, elaborare, identificare modelli produttivi e cultural giusti e sostenibili. Temi e obiettivi che non è peregrino specificare, ricordare, sottolineare come chiamino in causa, la produzione o per dirla in modo esplicito l’agricoltura e la terra che ne è la base decisiva e ancora insostituibile, per ora, in termini maggioritari. Quella terra che parlando di cibo è opportuno affiancare anche al mare e alla pesca. Quella realtà che comunque costituisce la sorgente del nostro nutrimento e che con un gioco potremmo identificare in quella madre terra a cui si affianca il mare quale padre inaggirabile per l’alimentazione dell’umanità. Ma tornando al festival di Bologna e al suo successo non è certamente, peregrino, ma anzi piuttosto significativo, sottolineare che parallelamente alla sua chiusura corrisponde la notizia di un movimento, di una protesta forte e motivata che riguarda gli agricoltori, le agricoltrici ovvero i protagonisti a tutt’oggi della quasi totalità della materia prima di quella straordinaria produzione agricola che certamente non è secondaria nel valore per cui il nostro, la nostra cultura alimentare ha una fama nel mondo. E allora ecco che vale la pena, prima di tutto di capire e riflettere sulle difficoltà crescenti e preoccupanti della produzione che per questo è in movimento e ha deciso attraverso alcune organizzazioni di manifestare. E così se dalla Calabria, si segnalano proteste, organizzate con i trattori, a Roma la Confederazione Italiana Agricoltori ha deciso dal 13 al 15 e poi dal 20 al 22 ottobre una presenza a Roma di migliaia di agricoltori che a turno presidieranno Montecitorio con lo slogan: “I conti non tornano” come ha specificato il Presidente della Cia ( Confederazione Italiana Agricoltori) Cristiano Fini. E questa manifestazione contemporaneamente anche a richieste forti e motivate a livello Europeo perché che non si concretizzi la scelta di tagli del 20% sul bilancio agli aiuti agricoli, un rischio come ha confermato anche l’attuale Presidente del Copa Cogeca ( la principale organizzazione di rappresentanza e di lobbyng degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’europea ), attualmente presieduta dall’italia e precisamente da Massimiliano Giansanti contemporaneamente Presidente della Confagricoltura. Ma andando al merito delle proteste, bisogna sottolineare e capire quale sia il peso della crisi energetica per un settore come quello agricolo dove l’energia incide nel lavoro della terra, nell’irrigazione, nelle serre, nel movimento merci, nella conservazione, trasformazione e contemporaneamente valutare le dinamiche della filiera agroalimentare che spesso vede profondo divario, con aumenti incredibili tra il prezzo originario e quello del mercato o supermercato o alla trasformazione in generale, aggiungendo poi il peso dei cambiamenti e degli sconvolgimenti climatici. Difficoltà e malesseri del mondo agricolo dunque da cui vengono tante delle produzioni di qualità, le biodiversità che caratterizzano nel processo finale proprio in molti casi la qualità, la varietà delle materie prime da agricoltura e da allevamento che caratterizzano le offerte gastronomiche. Paola Ortensi

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