Il documentario della regista Francesca Archibugi sulla storica femminista italiana, prodotto da Fandango con Rai Cinema e Luce Cinecittà, sarà Presentato a Venezia 83 nelle Giornate degli Autori
Quando si parla delle radici teoriche del femminismo italiano inevitabilmente viene fuori il nome di Carla Lonzi, critica d'arte, scrittrice e filosofa che, negli anni Settanta, sovvertì ogni modello patriarcale fondando, insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti, Rivolta Femminile, redigendo il Manifesto di Rivolta Femminile e pubblicando 'Sputiamo su Hegel' e 'La donna clitoridea e la donna vaginale', testi che sanciscono il distacco dalla cultura e dalla tradizione politica e teorica dominante, proponendo una critica radicale dei rapporti di potere, della sessualità e dei modelli di soggettivazione femminile.
Per raccontare l'intellettuale e la donna che fu Carla Lonzi, sarà presentato in anteprima alla 83ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori - Eventi speciali, il documentario 'Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo' diretto dalla regista Francesca Archibugi, che la conobbe da giovane per motivi personali.
Dunque, anche se per Antonio Barbera le cineaste donne non hanno realizzato quest'anno film adeguati al concorso dell'83mo Festival di Venezia (solo un film su 20 selezionati è diretto da una regista donna) le Giornate degli Autori, come sempre, valorizzano, eccome, i prodotti e il pensiero femminili.
'Carla Lonzi- Dentro e fuori dal mondo' è un progetto che va oltre il racconto biografico della celebre critica d’arte, filosofa e teorica del femminismo italiano, e che mostra accanto alla figura pubblica, considerata così intransigente, punto di riferimento di artisti e pensatori, anche quella privata, più affascinante e contraddittoria, restituendo un ritratto puntuale e allo stesso tempo empatico di una delle donne che più ha influenzato non solo le basi, ma anche il linguaggio del femminismo e dell’autocoscienza delle donne.
Attraverso materiale d'archivio inedito, fotografie e la voce della stessa Lonzi, Francesca Archibugi costruisce un racconto intimo e appassionato, avvalendosi anche delle testimonianze di familiari e amici, tra cui il figlio Battista Lena (musicista e compositore, autore delle musiche del documentario), la stessa regista Francesca Archibugi, Nanni Moretti, Giulia Siviero, Suzanne Santoro e la filosofa Maria Luisa Boccia.
In dialogo con tutte le esperienze rivoluzionarie degli anni Sessanta e Settanta, la ricerca della Lonzi attraversa tanti temi come il corpo, la natura, il mito e la memoria e la sua eredità è molto forte e attualissima.
"Con un po’ di imbarazzo devo parlare di me - racconta la Archibugi - e del perché ho fatto questo film. Ho conosciuto Carla Lonzi al liceo, era la madre di quello che sarebbe diventato mio marito, Battista Lena. Ma si è
ammalata ed è morta che eravamo troppo piccoli, non avevamo nessuna idea di quello che sarebbe stato il nostro futuro. Pensavo solo che dovevo assolutamente piacerle ed ero sicura che non ce
l’avrei fatta. Perché mi sentivo qualche stortura morale. Volevo entrare nel mondo e Carla ne voleva stare al di fuori. Carla e Battista, ma anche lo scultore Pietro Consagra, il compagno, erano diversi da tutto quello che avevo conosciuto fino ad
allora. Tutti i giorni
c’erano riunioni femministe, guardavo e ascoltavo rendendomi invisibile, strisciavo rasente i muri.
Carla trascorreva lunghi periodi in un podere molto isolato nel Chianti, completamente sola, in mezzo ai boschi e le vigne: quando lei non c’era, andavo nel casale grande e rovistavo nei cassetti, frugavo nelle
borse, spiavo gli appunti e le lettere private, annusavo le camicie, le ho rubato un paio di pantaloni. Ho vissuto attraverso suo figlio l’ansia della malattia. Mentre lei stava sempre peggio leggevo il diario, Taci anzi parla, diario di una femminista. Ne parlavamo: mi spiegava un po’ di cose sul sesso, senza imbarazzo e senza voyeurismo. Non assomigliava certo
a una suocera, ma alla più fantastica delle amiche adulte. La sua amicizia è stata come un regalo per il mio diciottesimo compleanno e l’entrata nella vita adulta.
Solo che se ne è andata troppo presto. Mi ha lasciato tantissime cose, prima di tutto suo figlio Battista.
Spero di essere riuscita a trovare l’equilibrio fra il riserbo e lo slancio affettivo. Vorrei far dialogare i pensieri contemporanei con Carla come se fosse ancora qui, e vedere se facendo attenzione, io
possa sentire ancora la sua voce. E farla sentire a tutti, anche a chi non c’era, a chi non l’ha conosciuta, a chi non la conosce ancora."
Il film è una produzione Fandango con Rai Cinema, in associazione con Luce Cinecittà e MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, realizzato e distribuito con il contributo del Fondo del Ministero della Cultura per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, 'Carla Lonzi- Dentro e fuori dal mondo' sarà al cinema con Fandango Distribuzione.
CARLA LONZI
Carla Lonzi (Firenze, 1931 – Milano, 1982) è una scrittrice e critica d’arte italiana, femminista teorica
dell’autocoscienza e della differenza sessuale.
Ha attraversato e messo in discussione i dispositivi di legittimazione dell’arte, della cultura e del
sapere, elaborando una pratica intellettuale fondata sull’autonomia, sulla parola e sulla trasformazione
delle relazioni.
Formatasi alla scuola di Roberto Longhi, con il quale si laurea in Storia dell’Arte nel 1956, Lonzi si
afferma negli anni Sessanta come una delle voci più autorevoli della critica d’arte italiana. Attraverso
l’attività curatoriale e la collaborazione con artisti italiani e internazionali — tra cui Lucio Fontana, Cy
Twombly, Jannis Kounellis e Giulio Paolini — contribuisce alla definizione di una nuova sensibilità
critica nei confronti delle pratiche artistiche contemporanee. Nel 1969 pubblica Autoritratto, opera
fondativa e radicalmente sperimentale, costruita attraverso il montaggio delle voci di quattordici artisti:
un dispositivo letterario e critico che decostruisce la linearità della narrazione storico-artistica e
restituisce la complessità della scena degli anni Sessanta.
Il 1970 segna una cesura decisiva nella sua ricerca. Insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti fonda
Rivolta Femminile e redige il Manifesto di Rivolta Femminile. Nello stesso anno pubblica Sputiamo su
Hegel e La donna clitoridea e la donna vaginale, testi che sanciscono il distacco dalla cultura
patriarcale e dalla tradizione politica e teorica dominante, proponendo una critica radicale dei rapporti
di potere. L’abbandono della critica d’arte non rappresenta per Lonzi una rinuncia, ma l’apertura di un campo di ricerca più ampio e radicale,
fondato sulla pratica dell’autocoscienza, sul separatismo e sulla costruzione di forme autonome di produzione e circolazione del pensiero.
Attraverso la propria casa editrice e una scrittura che intreccia teoria, autobiografia, dialogo e pratica politica, Lonzi sviluppa un pensiero capace di mettere in crisi le gerarchie del sapere e i fondamenti
stessi della cultura patriarcale. In opere come Taci, anzi parla. Diario di una femminista (1978) e Vai
pure. Dialogo con Pietro Consagra (1980), la parola diviene uno spazio di conflitto, relazione e
possibilità.
FRANCESCA ARCHIBUGI
Francesca Archibugi (Roma, 1960) è una regista e sceneggiatrice italiana.
Dopo gli studi classici, studia psicologia all'Università degli Studi di Roma La Sapienza; e nel 1983 si diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Gira alcuni cortometraggi per la Rai e per Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, vincendo nel 1985 il Premio Solinas per la sceneggiatura.
Il suo esordio al cinema è Mignon è partita (1988),
film che ottiene cinque David di Donatello e due Nastri d’Argento, e numerosi premi internazionali.
Seguono film come Verso sera (1990), Il grande cocomero (1993), Con gli occhi chiusi (1994), L’albero delle pere (1998), Domani (2000), Lezioni di volo (2007), Questione di cuore (2008), Il nome
del figlio (2015), Gli sdraiati (2017), Vivere (2019) e Il colibrì (2021). Ha inoltre realizzato serie
televisive, tra cui La Storia (2024), Nastro d’argento Miglior serie dell’anno. Accanto alla regia, ha
collaborato alla scrittura di numerose sceneggiature per altri autori, tra cui Paolo Virzì, Costanza Quatriglio, Maria Sole Tognazzi.
Nel corso della sua carriera ha lavorato con molti tra i principali attori italiani, da Stefania Sandrelli a
Jasmine Trinca, da Marcello Mastroianni a Pierfrancesco Favino.
Ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali e retrospettive del suo lavoro sono state fatte in Francia, Inghilterra, Germania, Argentina, Giappone e numerosi altri paesi.
Battista Lena, il figlio di Carla Lonzi, è il musicista di tutti i suoi film, dal primo
cortometraggio fino a questo documentario.
FILMOGRAFIA:
Illusione (2025)
La Storia, Serie TV (2022)
Il Colibrì (2021)
Vivere (2019)
Romanzo Famigliare (2018)
Gli Sdraiati (2017)
Romanzo Famigliare, Serie TV (2016)
Il Nome del Figlio (2015)
È Stata Lei, Cortometraggio (2013)
Giulia ha picchiato Filippo, Documentario (2012)
Questione di Cuore (2008)
Lezioni di Volo (2005)
Renzo e Lucia (2002)
Domani (2000)
L'Albero delle Pere (1997)
La Strana Storia di Banda Sonora, Documentario (1997)
Con gli Occhi Chiusi (1994)
L'Unico Paese al Mondo (1994)
Il Grande Cocomero (1993)
Verso Sera (1990)
Mignon è Partita (1988)