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Casa mia, casa mia per piccina che tu sia ………tu mi sembri una badia

Casa mia, casa mia per piccina che tu sia ………tu mi sembri una badia

La Spagna e le proteste sulla casa che porteranno a nuove e lezioni a novembre .Una storia iniziata con lo sfratto da casa di Mericarmen a 87 anni, dopo esserci entrata a 16, facendola di venire il simbolo del potere inumano di un fondo d'investimenti, a

Martedi, 06/10/2026

Casa mia, casa mia per piccina che tu sia ………tu mi sembri una badia
Fra gli innumerevoli proverbi e detti popolari che definiscono l’importanza e il valore della casa, di una casa in cui si vive:-“ Casa mia Casa per piccina che tu sia ,tu mi sembri una badia” è forse quello che più che mai sintetizza, con semplicità ed un tocco di giocosa poesia, cosa significhi averne una di casa, o altrimenti, di conseguenza il trauma di non averla, essere cacciato, estromesso, e non contare più su di un “tetto” che ti protegge e ti garantisce sicurezza.
Come non comprendere, allora, con immediatezza, e partecipare della solitudine, del dolore, della rabbia che dopo 7 anni di resistenza di cause e contrattazioni alla fine nella città di Madrid il 23 settembre la signora Maricarmen Abascal a 87 anni è stata costretta ad uscire dalla casa dove viveva dal 1956, quando aveva 16 anni, dietro l’irremovibile arroganza del fondo d’investimento spagnolo URBAGESTION, come leggiamo, divenutone il proprietario dell’immobile ! E lei divenuta conseguentemente il”casus belli” simbolo di un grande problema diffuso, che si chiama emergenza abitativa, ha dato origine in Spagna, ad un’ampia ed irrefrenabile protesta per il diritto alla casa, e contro le politiche e gli interessi che di fatto, quel diritto lo negano per troppi cittadini e non solo in Spagna. Una protesta dilagata da Madrid a Valencia, Barcellona ed oltre in tutta la Spagna. Manifestazioni di massa che hanno portato decine di migliaia di persone in piazza, con mazzi di chiavi, fatte suonare come simbolico testimonial delle proteste. Richieste di un serio impegno verso l’affrontare il problema abitativo e che hanno visto, come risposta, un pacchetto di misure d’emergenze proposte dal governo di Pedro Sànchez, irrimediabilmente bocciato in Parlamento, al voto delle forze politiche, costringendolo a decidere, dopo una breve valutazione della situazione politica, elezioni anticipate previste presumibilmente per fine novembre. Un movimento, dunque una protesta di risonanza europea e mondiale e che riprendendo proprio la storia della Signora Maricarmen racconta, nodi e problemi riguardanti la casa, su cui riflettere perché ritrovabili in buona parte dell’Europa e non solo, considerando come per esempio a New York è proprio sul progetto di una convincente politica abitativa che si ritiene abbia vinto le elezioni l’attuale sindaco Zohran Mamdani in carica dal 1gennaio 2026.
Ma tornando a Maricarmen Abascal la sua storia vale la pena sia ripercorsa, pensando davvero possa simboleggiarne migliaia e migliaia situazioni analoghe non arrivate alla notorietà e fare pensare alle conseguenze che ne sono derivate e vanno allargandosi nelle richieste, denunce e proposte. E così scopriamo che circa 7 anni fa, quando l’edificio dove c’è il suo appartamento, pare sia stato acquistato appunto dal fondo investimento Urbagestion, le si chiese di portare l’affitto mensile dai 500 euro, del momento a 2650. Estenuanti trattative, per opporsi a ben 4 sfratti, accompagnate dall’avvocatessa Biatriz Durò, ottennero nel tempo la concessione di scendere a 1650, ovviamente ugualmente inaccettabili per la nostra. Ma l’arroganza degli interessi, quando si scatenano e s’impongono è tale che, divenuta la storia di Maricarmen, nota e seguita dall’informazione, al fondo Urbagestion, venne proposto da benefattori il cui nome rimane anonimo, sia di comperare l’appartamento per farla rimanere pagando la cifra d’affitto di sempre, o addirittura pagare l’affitto aumentato da una persona che lo avrebbe fatto , come un dono a lei. Nessuna proposta ha trovato udienza, divenendo però di giorno in giorno sempre più di dominio pubblico tanta inumanità, che considerando la forza dell’affittuaria che per sette anni si è battuta , consapevole di non voler perdere la casa ma anche di opporsi al principio della violenza che la riguardava è divenuta simbolo del diritto alla casa. La sua protesta si è moltiplicata generando con una crescita vertiginosa di partecipazione popolare, lo specchio del malessere di migliaia e migliaia cittadini guidati dal sindacato degli inquilini e delle inquiline che proprio a Maricarmen, divenuta bandiera della lotta hanno tentato di chiedere di non mollare, facendo dello slogan : “Maricarmen resisti” la parola d’ordine delle proteste. E la nostra ottantasettenne, nonostante per l’età abbia alla fine visto cedere la sua fibra, tanto da dover essere ricoverata in Ospedale in contemporanea con l’esecuzione dello sfratto, ha dichiarato il suo orgoglio e felicità di non aver ceduto per anni e di vedere la sua resistenza divenire lotta degli spagnoli, arrivando financo a dichiarare: “ho combattuto affinchè altri imparassero a farlo. Una storia , privata divenuta simbolo di un sentimento, una difficoltà diffusa in Spagna al punto tale da portarla ad elezioni anticipate, ma in realtà senza confini, perché analoga ad altri paesi d’Europa iniziando dall’Italia dove il problema casa è al centro di richieste di nuove scelte politiche e conseguentemente economiche. IN un paese, l’Italia appunto dove il mito della casa può essere testimoniato nella sua importanza, anche solo citando la percentuale, che raggiunge l’80%, riguardo ai cittadini proprietari di casa, seppure la reperibilità di appartamenti da affittare rimanga e si pone come un grosso problema unito ai costi degli stessi e come è noto, anche rispetto al tema dell’uso crescente delle case per affitti brevi legati al turismo che chiede regole ,perché non sia percepita come una discriminazione che peggiora la vita dei residenti permanenti . La casa dunque che ripetendo come rappresenti un problema serio, difficile e importante in molti paesi e non solo, partendo dai fatti di Madrid e facendo i conti col ” il popolo delle chiavi” come si è autodefinita la cittadinanza spagnola in piazza , purtuttavia si è imposto e può allargarsi come protesta a fianco ad altri momenti che richiamano attenzione e risposte. Basterebbe a tal fine considerare la Francia studentesca in rivolta e non solo. Il problema della casa, dunque, chiama e pretende decisioni, che si dimostrano difficili eppure da proporre in tempi veloci e credibili, ovunque si pone anche se con meno visibile e organizzata protesta di massa. La casa, le case, mi piace aggiungere, che ricordano un luogo che senza se e ma molto ha significato e significa per le donne in positivo e in negativo, sia quando ne venivano considerate le regine, sia quando hanno deciso di uscirne spalancando le porte con sempre maggiore consapevolezza; ridefinendo la loro relazione che rinunciando volentieri alla nobiltà reale, ogni donna cercherà sempre, di più di averla con la casa e che sia modellata a sua immagine e somiglianza .
Paola Ortensi

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