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Dillo alla luna

Dillo alla luna

La missione Artemis II con la sua capsula Orion è arrivata a 406.777 km dalla Terra. I 4 astronauti per la prima volta hanno fotografato il lato sconosciuto della luna

Martedi, 07/04/2026 - Dillo alla luna / il femminile di giornata ottantotto
“Se c’è qualcosa che non va
Dillo alla luna
Può darsi che porti fortuna
Dirlo alla luna

Era il 1989 quando Vasco Rossi cantava, invitando a dirlo alla luna: “quando la realtà è dura, è meglio guardarla in faccia …. e dirlo alla luna” precisava. E chissà se questo pensiero rivolto, cantando, alla donna amata ma utilizzabile in senso lato, era presente anche nei quattro astronauti della Missione Artemis II, loro che a bordo della navicella Orion il 6 aprile del 2026 hanno raggiunto, firmando un traguardo mai raggiunto prima: i 406.777 km di distanza dalla Terra, sorvolando della luna il lato oscuro per la prima volta.
Il dubbio è possibile, se proprio in un periodo di guerre che sconquassano una parte significativa del mondo, leggiamo che vedendo la Terra da lassù, Victor Glove, uno dei tre americani a bordo dell’Orion, abbia dedicato alla nostro pianeta il primo pensiero, dicendo: “l’umanità è un popolo solo. Nessuna frontiera, nessuna bandiera, ma un unico pianeta”; trovando poi su questa riflessione la condivisione, il consenso del resto dell’equipaggio, dal comandante Reid Wiseman a Christina Koch e del quarto astronauta, il canadese Jeremy Hansen.
Un pensiero, un auspicio, forse un desiderio importante quello dell’astronauta Victor che è un sogno, una magia che, davvero, forse, la luna può ascoltare ed aiutarci a raggiungere, ma che certo non corrisponde alla realtà che oggi viviamo. Un presente fatto di divisioni e conflitti distruttivi, guidati proprio dal Paese da cui sono decollati i nostri eroi celesti.
E comunque il traguardo d’eccellenza di questa missione spaziale che ha raggiunto il lato oscuro della luna, un obiettivo progettato già 55 anni fa dopo la missione dell’Apollo 11 del luglio 1969, che scese sulla superfice lunare nel Mare della Tranquillità, e che portò poi, anche all’istituzione della giornata della luna, ogni anno il 20 di luglio, sicuramente rappresenta una notizia di progresso, di speranza circa obiettivi “buoni” che l’umanità ha fra i suoi orizzonti.
Valutando poi che la missione prelude al prossimo appuntamento che, nei progetti che leggiamo, sembra essere una stazione, una piattaforma, oppure una base; difficile dire quale sia il termine giusto, comunque qui, su questa parte sconosciuta della luna, osservata e fotografata dal nostro equipaggio. La luna, nella sua parte nascosta, oscura e misteriosa, che oggi impariamo a conoscere, ha un cratere, definito più giovane fra quelli nati da un antico impatto con un meteorite identificato con il nome 'Carrol', appartenuto alla moglie scomparsa del comandante Wiseman, ed ancora un altro ribattezzato Integrity. Nomi umani che si affiancano all’uso plurimo e affascinante che nei nomi delle missioni stellari, ricorda e onora la grande tradizione delle divinità greche.
Non a caso Artemide, che rappresenta la missione Artemis II, fu uno dei nomi affidati dai greci alla luna, dopo quello meno noto di Selene (dea sorella di Elio, il sole) e di Eos (l’aurora); come è presumibile che Orion richiami Orione, il gigante cacciatore che tanto nella mitologia greca quanto in quella romana, Giove o Zeus pose tra le stelle della costellazione che da lui prese il nome, per non dimenticare Apollo il dio raggiante che rappresenta innanzitutto, se non solo la luce del sole.
Ma torniamo alla luna, quella che cerchiamo e guardiamo dalla Terra alzando lo sguardo verso il cielo, al fascino della sua bellezza, al suo mistero e a quella sua vitalità in movimento che a noi si rivolge: spicchi di luna crescenti o calanti, la sua metà e il suo tondo pieno e illuminante, che talvolta diviene rosso splendente fino allo sparire, per essere attesa al suo rispuntare, quale spicchio di speranza e rinizio, davvero incredibile.
Formidabile è la sua narrazione nella lingua, nel parlare abituale, nel citarla abbinandola a comportamenti umani e significati che nascondono la voglia d’interpretarla di renderla compartecipe del nostro vivere, del nostro interrogarsi su di lei. Da questo l’infinità di proverbi, modi di dire e credenze tutti e tutte interessanti da ricordare. Se la luna sembra influenzare l’umore delle persone rendendole, in senso figurato, incostanti e soggetti a sbalzi d’umore, quasi seguissero i ritmi delle fasi lunari e ne subissero gli influssi; e da qui  Avere la luna di traverso o averla storta. Non meno potere le si riconosce sulla Terra, sulle coltivazioni, sui tempi di semina e raccolta.
Ma lo spettro dei modi di dire, che del linguaggio sono parte consolidata e scontata; sono tanti e divertenti da ripercorrere, oggi che di lei sappiamo e sapremo sempre di più.
Cercare la luna del pozzo”, ovvero l’impossibile, l’utopia, forse nata accanto a un pozzo in cui una luna un giorno si specchiò; per non scordare “Con questi chiari di luna”, usata per denunciare periodi di difficoltà o ”l’abbaiare alla luna” che indica l’inutilità di lamentarsi, o "essere nel mondo della luna" ovvero fuori della realtà; senza dimenticare, ancora, quel racconto di saperi semplici, che intrecciano il linguaggio comune come: "Gobba a ponente, luna crescente", "gobba a levante, luna calante" ; o ancora “luna crescente semina la semente".
Una luna, dunque, che nel tempo, nel linguaggio italiano, ha storicamente influenzato la cultura e la lingua, le pratiche agricole e la vita quotidiana, con proverbi, modi di dire, metafore d’ampio uso comune. Una consuetudine accompagnata da quel fascino, come già detto, che l’ha resa protagonista di meravigliose canzoni, poesie e romanzi. Canzoni famose ancora come “La luna rossa”, romanzi come ”Dalla terra alla luna” di Jules Verne e ancora poesie straordinarie fra cui quella famosissima di Giacomo Leopardi, accanto ai testi di Pascoli, D’Annunzio, Alda Merini, Neruda e tanti altri tra cui Gianni Rodari. Lo scrittore e poeta tanto caro ai bambini, alle bambine, ai ragazzi alle ragazze, a cui, riportandola qui, ci piace di dedicarla, pensando, come siano loro che probabilmente in viaggio, in un giorno non lontano, si metteranno e, sulla luna, approderanno.
Sulla luna di Gianni Rodari
Sulla luna, per piacere, non mandate un generale:
ne farebbe una caserma con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie i lunatici crateri.
Ha da essere un poeta sulla Luna ad allunare:
con la testa nella luna lui da un pezzo ci sa stare…
A sognar i più bei sogni è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile anche quando è disperato.
Or che i sogni e le speranze si fan veri come fiori,
sulla luna e sulla terra fate largo ai sognatori!


Paola Ortensi

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