Login Registrati
'Donne e Islam. Le questioni controverse', il libro di Asma Lamrabet. Recensione di Maria Aprile

'Donne e Islam. Le questioni controverse', il libro di Asma Lamrabet. Recensione di Maria Aprile

La teologa musulmana femminista e riformista sostiene che "la subalternità femminile e le relative estensioni dipendono da fattori storici e culturali che hanno tradito il messaggio coranico . . .

Giovedi, 08/10/2026

Al di là dell'esperienza pratica, delle tradizioni e legislazioni misogine dei paesi musulmani, è vero che per la religione islamica le donne sono per volere divino subalterne agli uomini?

É vero che le mogli debbono obbedire ai mariti, che questi possono divorziare a piacimento, picchiare le mogli disobbedienti, e che la poligamia sia un diritto maschile?

Le donne debbono velarsi? La testimonianza delle donne vale la metà di quella di un uomo?

La tutela legale è necessaria per potersi sposare? Le donne musulmane possono sposarsi con non musulmani?

Le donne hanno diritto ad una minore quota d'eredità?

È vero che le donne non hanno diritto a cariche pubbliche o all'imamato?

Asma Lamrabet, teologa musulmana femminista e riformista, risponde di no. La subalternità femminile e le relative estensioni dipendono da fattori storici e culturali che hanno tradito il messaggio coranico e da una tradizione, passata attraverso le codificazioni religiose avvenute tra il VIII e il IX secolo, che si è sviluppata dopo le conquiste arabe dei territori appartenuti all'impero Sasanide e Bizantino.
Gli Hadith (raccolte di detti del profeta) e il Fiqh ( giurisprudenza islamica) furono le due principali fonti di discriminazioni prodotte essenzialmente da autori uomini che si erano ispirati principalmente alle loro tradizioni culturali, più che al messaggio coranico.
Un pensiero prodotto in epoche lontane ingessato e sacralizzato protetto da un ideologia letteralistica semplicistica ed una certa apatia intellettuale intorno alla religione che a tutt'oggi produce discriminazioni e disuguaglianza .

L'autrice, erede spirituale di Fatima Mernissi, dal 2011 al marzo 2018 è stata direttrice del Centro per gli Studi sulle Donne nell'Islam presso la lega degli Ulema del Marocco e dal 2023 è stata nominata come componente della accademia reale del Regno del Marocco.

La ricerca religiosa per la Lamrabet ha sempre avuto profondi riflessi personali ed espressioni pubbliche come nel 2018 quando, all'Università Nazionale di Rabat si era pronunciata in favore della parità di genere in materia di eredità o nel 2019 quando, mettendo in discussione l'interpretazione patriarcale dei testi, ha deciso di togliersi il velo, affermando che il diritto di scelta per essere tale deve essere sottratto ad una logica totalitaria e impositiva. Espressioni pubbliche che hanno avuto ricadute sulla sua vita in termini di minacce e critiche pesanti, ma che le hanno anche portato manifestazioni di solidarietà dalla parte più laica della società.

Nella lettura del Corano e della tradizione islamica Lamrabet si rifà all'ermeneutica di N. Ḥāmid Abū Zayd che distingue tre tipi di versetti coranici: universali, congiunturali e specifici. Distinzione indispensabile affinché i versetti più discriminatori non vengano applicati in maniera rigida e universale, mentre “l'islam ha una natura evolutiva e il metodo dell'ijtihad (sforzo intellettuale) serve ad adattarlo all'evoluzione dei tempi, mentre il taqlid (criterio d'imitazione) è cieco”.

Riconoscere le circostanze in cui il versetto è stato rivelato o i particolari destinatari, serve a dargli una lettura contestualizzata per far prevalere il messaggio universale sul contesto socio culturale della rivelazione.

Nel mondo contemporaneo il radicalismo islamico ha preso in ostaggio l'islam, riversando sulle donne l'obbligo di preservare e rappresentare un identità musulmana decontestualizzata, obbligo di cui portano le conseguenze tanto nella società islamica quanto in quella europea, in questo senso, la ricomparsa del velo, oggi anche codificato internazionalmente, è una manifestazione di questa presa in ostaggio.

La discriminazione delle donne è legata soprattutto ad alcuni Hadith di legittimità incerta, e per l'autrice si tratta di un prodotto del Fiqh e delle scelte che hanno indirizzato un uso estensivo e decontestualizzato di sei versetti del Corano, cosa che non è accaduta in relazione ad altri soggetti o tematiche.

Per l'autrice nel Corano uomini e donne sono uguali e il matrimonio è un atto che vede il necessario consenso degli sposi, è un patto solenne, caratterizzato da consultazione, comprensione, generosità reciproca; la trasformazione dell'attribuzione della responsabilità economica all'uomo, trasformata in dovere di obbedienza e subalternità femminile è una deviazione misogina e la poligamia sarebbe stata permessa per rispondere ad istanze sociali del momento e proteggere persone fragili, non come forma di abuso.
Restando nella concezione matrimoniale, ad entrambi i coniugi è permesso il divorzio, ed il ripudio da parte del marito è corrispondente alle norme del diritto consuetudinario, ma estraneo al Corano e agli hadith che prevedono una forma pubblica.

Nel suo libro emerge anche come agli albori dell'islam la partecipazione culturale, politica e religiosa fosse incoraggiata e la diffidenza verso l'assunzione di cariche pubbliche da parte di donne è legata ad un unico hadith riportato da Bukhari mentre è storicamente noto che Aisha, una delle mogli del profeta, ha avuto un ruolo giuridico e religioso importante e circa 800 donne sono incluse nella trasmissione degli hadith.

Asma Lamrabet insiste sulla necessità che donne che lavorano per un femminismo islamico dimostrino la legittimità dell'accesso femminile ai ruoli apicali, perchè divenire un'autorità religiosa pubblica è condizione sine qua non per incidere nei processi di elaborazione giuridica per liberare le donne, ma anche per far emergere dall'interno dell'islam quell'autocritica che permetta di affrontare i nodi caldi ed irrisolti per riconciliarsi con “la nostra storia e la nostra memoria, e di curare le ferite delle nostre identità segnate da rotture, umiliazioni e fallimenti non riconosciuti”. 

Asma Lamrabet
Donne e Islam. Le questioni controverse
Edizioni di Storia e Letteratura, 2025

©2019 - NoiDonne - Iscrizione ROC n.33421 del 23 /09/ 2019 - P.IVA 00878931005
Privacy Policy - Cookie Policy | Creazione Siti Internet WebDimension®