Eccezionale scoperta in una chiesa di Prata di Principato Ultra
Nella storica chiesa dell'Immacolata ritrovata la mummia di una giovane nobildonna, Maria Macrina Grillo, vissuta da suora laica e morta a soli 26 anni
Ho sempre avuto un rapporto speciale con l'Irpinia, territorio della Campania che custodisce tesori di valore e bellezza indescrivibili. Ho dedicato anni di studi, passeggiate, scoperte e reportage fotografici. Ci ho scritto libri e molti saggi per la rivista che dirigo, Reportages Storia & Società (www.reportagesweb.wordpress.com).
Per me, è sempre un piacere girare fra paesi e paesini di questo territorio strabiliante, che parla di storia e gronda umanità dappertutto.
Pochi giorni fa mi sono recata a Prata di Principato Ultra, comune irpino situato nella Valle del Sabato, per conoscere più da vicino la storia della oramai famosa mummia ritrovata in una chiesa del centro storico.
C'è un particolare senso di fierezza per la propria storia che accompagna gli abitanti di questo comune. Un orgoglio che si è particolarmente rinvigorito proprio al seguito di questo straordinario ritrovamento. In paese non si parla d'altro.E questo singolare orgoglio si è molto probabilmente accresciuto in seguito al ritrovamento del corpo mummificato della nobildonna Maria Macrina Grillo, una santa laica morta a soli 26 anni, il 22 aprile 1843.
Ne hanno diffusamente parlato giornali e televisioni nazionali.
La mummia, in eccellente stato di conservazione, si trova ora alla Soprintendenza di Avellino per i rilievi del caso, ma è assai probabile che ritorni al suo paese a dicembre di quest'anno.
E' anche probabile, mi dicono gli abitanti, che in quel mese siano completati gli imponenti lavori di ristrutturazione del castello baronale che domina dall'alto il paese.
C'è tanta storia qui, mi dicono, e sicuramente uscirà altra roba. Noi abbiamo tantissime altre cose, oltre la mummia scoperta di recente.
Nel paese si respira una grande voglia di riscatto e di attaccamento alle radici. E la ribalta nazionale non fa altro che esaltare entrambi, mentre la popolazione ripone una grossa fiducia nella nuova amministrazione comunale, alla quale è come se fosse affidato il compito di interpretare questo desiderio, sempre più impellente, di valorizzare questo posto della bella Irpinia, con tutto quello che esso contiene.
E così, dopo avere fatto una tappa alla basilica paleocristiana dell'Annunziata - che si trova in ua contrada non molto distante dal paese - e dopo un ottimo caffè sul gradevole corso principale, intraprendo la mia piacevole passeggiata attraverso le tante ricchezze di Prata, perdendomi nelle storie del passato.
La gentilezza dei pratesi è unica e l'accoglienza qui è di casa.
Mi dirigo verso la chiesa dell'Immacolata, sede del rinvenimento. E' completamente impacchettata dai ponteggi. Ora è in ristrutturazione grazie ai fondi del Pnnr. Era inagibile da decenni.
Maria Macrina era nata il 30 ottobre 1816 da padre notaio. In paese si racconta che era una donna bellissima ed il suo corpo mummificato sembra confermarlo ampiamente. Ma, soprattutto, si racconta che fosse una donna assai caritatevole, una vera benefattrice del suo popolo.
I suoi resti sono stati rinvenuti nascosti da un panno che la copriva interamente, con la mano sinistra lasciata fuori dal panno, nell'atto della donazione a Cristo, a destra un mazzo di fiori, come sua sposa.
Andando in giro, la gente mi parlava di come tutto il patrimonio di questi posti non abbia avuto finora l'attenzione che merita. Mi dicono: ha visto? I castelli sono chiusi, come quello di Tufo e quello di Chianche, posti vicino a Prata. E' un peccato. E' uno spreco.
Mi chiedo perché. Forse è proprio il modo di essere di questi posti silenziosi e resilienti. Forti come pietre dure e nascosti come pietre preziose. Senza voglia di apparire troppo, gelosi della propria tranquillità.
Ad un certo punto mi sono soffermata sul belvedere intitolato a Maria Luisa Ripa, una giovane donna, un'artista andata via a soli 36 anni. Sul balcone di fronte è affacciata la signora Rosa: "Era mia nipote".
Mi chiede di ritornare e di bussare al suo portone, la prossima volta.
Anche qualche anno fa mi capitò la stessa cosa con un'anziana che abita di fianco alla macelleria. Mi disse: "La prossima volta che venite suonate e vi offro il caffè".
Cose così, fatte con semplicità e senza diffidenza, con apertura verso chi capita in queste comunità dove ci si conosce tutti.
Sono stata molto bene a Prata, soprattutto per il clima fresco al punto giusto, che mi ha dato un po' di respiro in questa estate rovente.
Sono stata benissimo, come al solito, tra gli amici irpini.
L'Irpinia non mi delude mai. Non delude mai.
Aspetto per rifarmi una passeggiata, magari a castello ristrutturato ed a mummia ritornata a casa. A presto Prata.