La suggestiva opera prima della regista svizzera Lisa Brühlmann, già vincitrice del premio Camera D’oro Alice/Taodue alla 12/ma Festa del Cinema di Roma
Mercoledi, 29/05/2019
“Ho voluto realizzare un film sulla crescita, sulla ricerca della propria identità, sull’emancipazione femminile - spiega la regista Brühlmann - Questo lavoro si focalizza sul sentimento di sentirsi imprigionata. Imprigionata in un mondo pieno di regole da rispettare, un mondo a cui adeguarti e adattarti soprattutto quando si è giovani. Per me la sirena è il simbolo del desiderio di libertà, di quel potere femminile primordiale e di un mondo senza confini. Ho cercato di dare delle risposte a quelle domande su come ci si sente quando il proprio corpo inizia a seguire delle leggi diverse, inizia a cambiare e non c’è via di ritorno, quando ci si sente impotenti mentre la situazione scivola via a poco a poco. In questo modo sarà forse possibile alle persone provare nuovamente che cosa vuol dire crescere.”
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