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Festival di Bioetica 2026: la 'Speranza' è il tema della X edizione

Festival di Bioetica 2026: la 'Speranza' è il tema della X edizione

Si terrà a Rapallo il 4 e 5 settembre l'evento ideato dall'Istituto Italiano di Bioetica. Il programma dei vari panel

Sabato, 04/07/2026

Festival di Bioetica 2026
SPERANZA. Uomo Ambiente Animali
Rapallo, 4/5 settembre

Speranza è parola ricorrente nel dibattito bioetico, almeno quanto un’altra che è paura. Occorrerebbe interrogarsi su questo accoppiamento e sulle sue ragioni, probabilmente riflesso dell’ambivalenza dei progressi biomedici che mettono in gioco le nostre convinzioni più profonde e fanno sì che le interpretazioni oscillino tra speranza e paura: speranza di una liberazione da pesanti fardelli – le malattie, le sofferenze, il dolore -, paura di una violenza fatta alla nostra umanità minacciata dai rischi delle tecnoscienze. E’ degno di nota che uno dei massimi protagonisti del dibattito bioetico -Hans Jonas – sottoponga a una critica serrata la nozione di speranza in nome di un’altra nozione chiave del suo sistema filosofico, appunto la paura, che invita ad astenersi da ogni innovazione, rinunciando alle promesse allettanti ma gravide di pericoli della moderna tecnologia. La speranza della modernità era l’onnipotenza di cui si sono visti tragicamente gli esiti. Oggi che cosa possiamo sperare? Come possiamo intendere la speranza noi, figli di Hiroshima e di Auschwitz, dopo il crollo di ogni filosofia del progresso? A questa visione, ispirata a un radicale pessimismo antitecnologico, se ne oppone un’altra che ci invita ad avviare un rapporto positivo tra ‘le due culture’, scientifica e umanistica. “Gettare un ponte verso il futuro”: così il medico oncologo Van Potter apre alla speranza nel suo testo Bioethics: a Bridge to the Future, in cui definisce la bioetica come “scienza della sopravvivenza dell’uomo nell’ecosistema”.
La speranza si configura in questa prospettiva come progetto che permette di passare dall’ analisi dei rischi all’azione etica trasformativa. Parlare di speranza in una bioetica globale significa infatti adottare una categoria filosofica necessaria per affrontare le sfide di un pianeta interconnesso di cui occorre prendersi cura nel quadro di un’etica della responsabilità. Ma essa è anche il motore che spinge la ricerca scientifica verso la tutela della biosfera, in vista di soluzioni relative al cambiamento climatico e al rischio di pandemie: non c’è salute umana senza salute animale e ambientale, come ci insegna l’approccio One Health.
La decima edizione del festival di Bioetica, nel richiamare alla centralità del valore della speranza in ambito etico e politico, ci invita a riflettere sulle sfide che ci attendono: la lotta contro le antiche e le nuove diseguaglianze in ambito sanitario, la tutela del benessere dei soggetti più vulnerabili, l’impegno per città più inclusive e vivibili per tutti (bambini, anziani, disabili), la salvaguardia del nostro habitat naturale.
Occorre aggiungere che la speranza non è una semplice disposizione verso il futuro, ma una modalità attraverso la quale costruire una nuova visione dell’economia nella quale il profitto sia un mezzo per la generazione di benessere a livello locale e globale e non un fine perseguito per l’arricchimento di pochi. Pensare a un’economia della speranza significa porre l’accento su progettualità e attività che originano dalla quotidianità, che valorizzano il locale in prospettiva globale. Si tratta di sviluppare imprese profit, non profit, cooperative e, al contempo, modalità innovative di collaborazione tali da integrare la produzione di profitto con l’economia sociale.
L’economia della speranza richiede, pertanto, capacità previsionali relative al futuro che si desidera; visione strategica che coniughi identità e innovazione mettendo in relazione le imprese, ossia la produzione di beni e servizi, con le istituzioni a livello locale e globale e costruendo, insieme, organismi di governance e partnership sociale. La speranza non si configura, perciò, come un’attesa passiva di cambiamento, ma come impegno realistico, qui e ora, a migliorare il nostro mondo, ossia, a ricondurre l’economia alla sua funzione originaria: individuare e generare azioni finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita nostre e delle generazioni future.

PROGRAMMA
4 Settembre 2026 – Venerdì
Villa Queirolo
Registrazione relatori e partecipanti dalle ore 12.30
Ore 14.30 Apertura del Festival e Saluti delle Autorità
Ore 15,00 – Lectio magistralis del vincitore del Premio Festival di Bioetica 2026

SESSIONE 1 – Ore 15.30 // Speranza e Utopia
SESSIONE 2 – Ore 16.30 // Esiste un diritto alla Speranza?
Ore 18 // Oasi di Speranza. Le Associazioni si raccontano

Chiosco della Musica
Ore 20.30 // Performance musicale
Ore 21 // Agorà
Le cellule della Speranza
Ore 21.45 // Conferimento del Premio Festival di Bioetica 2026
Performance musicale
Ore 22
Custodire l’umano. Le sfide della robotica e dell’Intelligenza artificiale

5 Settembre 2026 - Sabato
Villa Queirolo
SESSIONE 1 – Ore 9.00 // Per una teologia della Speranza
SESSIONE 2 – Ore 10.30 // Gli animali possono sperare?

Premiazione del Concorso Internazionale di Poesia
Pausa pranzo
SESSIONE 1 – h 14.30 // L’economia della Speranza
SESSIONE 2 – h 16.00 // Speranza di Giustizia
Ore 18
Oasi di Speranza // Le Associazioni si raccontano 

Istituto Italiano di Bioetica

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