Firenze / Of Boxes and Ceilings, 180 manifesti per la città
L’arte pubblica contro gli stereotipi di genere e la violenza nelle relazioni (Dal 15 settembre al 15 ottobre 2026)
Mercoledi, 02/09/2026
Riceviamo e pubblichiamo
L'Accademia di Belle Arti di Firenze presenta 'OF BOXES AND CEILINGS, 180 manifesti per la città. L’arte pubblica contro gli stereotipi di genere e la violenza nelle relazioni' (Dal 15 settembre al 15 ottobre 2026). La nostra trasformazione, individuale e collettiva, avviene attraverso la costruzione di uno spazio creativo radicale, capace di affermare e sostenere la nostra soggettività, di assegnarci una posizione nuova da cui poter articolare il nostro senso del mondo. bell hooks
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Centottanta manifesti diffusi nelle strade di Firenze segnano, martedì 15 settembre, l’avvio di Of Boxes and Ceilings, progetto di ricerca artistica promosso dall'Accademia di Belle Arti di Firenze, capofila della rete nazionale del PRIN AFAM 2024 che riunisce l'Accademia di Belle Arti di Roma, l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e l'Accademia di Belle Arti di Frosinone.
Le opere, realizzate dalle studentesse e dagli studenti delle Accademie partner, selezionate da un'apposita commissione, saranno presentate attraverso il circuito comunale delle affissioni e sui grandi impianti 6m×3m, oltre agli spazi di Digital Signage, collocati nei principali punti di accesso alla città. Una campagna di arte pubblica che invita la cittadinanza a riflettere sugli stereotipi di genere, sul disagio giovanile, sulla costruzione dell’identità e sui modi in cui si costruiscono i legami tra individui, interrogandosi sulle forme di violenza che affondano le proprie radici in rappresentazioni sociali profondamente sedimentate.
Uno degli aspetti più inquietanti della violenza è che continuiamo a pensarla come qualcosa che riguarda sempre la vita degli altri e mai la nostra. Muovendo da questa consapevolezza, Of Boxes and Ceilings invita a riconoscere come la violenza non sia un fenomeno distante o confinato alla sfera privata, ma attraversi la quotidianità, i linguaggi e le forme con cui costruiamo le relazioni. L'arte pubblica diventa così uno spazio in cui riconoscere e mettere in discussione i meccanismi culturali che la rendono possibile.
Il progetto affida al linguaggio dell’arte contemporanea il compito di aprire nuove prospettive di lettura della realtà. Il titolo è tratto dal saggio Of Boxes and Ceilings (2016) della studiosa di politiche culturali e curatrice Pascale Charhon, dedicato al ruolo dell'arte come pratica capace di superare norme, categorie e abitudini consolidate. Il riferimento a “scatole” e “soffitti” richiama metaforicamente le categorie e i limiti invisibili entro cui spesso vengono costruite le identità individuali e collettive, e la possibilità dell'arte di oltrepassarli.
Of Boxes and Ceilings nasce da un ciclo di incontri promosso dall'Accademia di Belle Arti di Firenze nel corso dell'anno accademico 2024/2025 insieme a Eros Cruccolini, allora Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Firenze. Da questo percorso di confronto è scaturito un concorso interno che ha coinvolto le studentesse e gli studenti nella realizzazione di manifesti dedicati al disagio giovanile, alle dinamiche di genere e ai modelli culturali che possono alimentare discriminazioni e violenze.
Più che offrire risposte, il progetto intende creare uno spazio condiviso di confronto e partecipazione, coinvolgendo la comunità nella messa in discussione di stereotipi e modelli relazionali. È in questo senso che risuona ancora oggi la celebre affermazione dell'artista americana Barbara Kruger: «Ogni violenza è l'illustrazione di un patetico stereotipo». Una frase che riassume l'ambizione di Of Boxes and Ceilings: utilizzare l'arte per rendere visibili i meccanismi culturali che alimentano la violenza.
Il progetto si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell’arte come spazio di trasformazione individuale e collettiva, in dialogo con il pensiero della scrittrice e teorica femminista statunitense bell hooks.
L'esposizione rappresenta il primo capitolo di un programma che proseguirà nei mesi successivi con seminari, workshop, giornate di studio, incontri e azioni performative realizzati sul territorio della Città Metropolitana di Firenze e nelle sedi delle Accademie partner. Coinvolgerà artisti, antropologi, psicologi, ricercatori e operatori culturali in un dialogo interdisciplinare dedicato ai temi dell'educazione alle differenze, della consapevolezza di genere e della prevenzione della violenza.
Sarà realizzata anche una piattaforma digitale che offrirà strumenti di informazione, orientamento e supporto dedicati alle tematiche di genere: contenuti interattivi, testimonianze, approfondimenti, collegamenti ai centri di ascolto e ai centri antiviolenza, risorse educative e strumenti di partecipazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni.
Attraverso il coinvolgimento delle istituzioni, del sistema AFAM, delle scuole e del territorio, Of Boxes and Ceilingsintende fare dell'arte un luogo di ricerca, educazione e partecipazione civile, favorendo una riflessione condivisa sui modelli culturali che influenzano il nostro modo di costruire le relazioni, abitare lo spazio e immaginare il futuro.
È realizzato grazie al PRIN AFAM 2024 – Progetto 00061 OBAC – Of Boxes and Ceilings – finanziato con il contributo del Ministero dell'Università e della Ricerca ai sensi del D.D. n. 2214 del 24 dicembre 2024 – CUP J53C25001970001. Con il patrocinio del Comune di Firenze.
Coordinamento scientifico: Accademia di Belle Arti di Firenze (capofila), Marina Brancato, Cecilia Dealis, Paolo Parisi; Accademia di Belle Arti di Roma, Cecilia Casorati; Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, Cesare Viel; Accademia di Belle Arti di Frosinone, Loredana Finicelli.
Commissione di selezione dei manifesti: Andrea Bruno Savelli (Assessorato alla Cultura Comune di Firenze), Barbara Tonetto (Ufficio Affissioni – Comune di Firenze), Barbara Caponi (IREOS e Florence Queer Festival), Eros Cruccolini (Comitato Impariamo a dire Noi), Andrea Bagni (Comitato Impariamo a dire Noi), Marina Brancato (docente ABAFI di Antropologia e Commissione PhD), Cecilia Dealis (docente ABAFI di Pittura e Responsabile all’inclusione), Stefania Rispoli (curatrice MUS.E e Museo Novecento), Paolo Parisi (Vicedirettore ABAFI).
Info:Accademia di Belle Arti di Firenze
Via Ricasoli n° 66 - 50122 Firenze
Tel. +39 055 215449 | +39 055 2398660 | +39 055 2396921
E-mail: ufficiostampa@accademia.firenze.it
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