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Frau Elif e Frau Manuela: In Germania energia positiva per l’ottimismo della volontà! Il femminile d

Frau Elif e Frau Manuela: In Germania energia positiva per l’ottimismo della volontà! Il femminile d

Due Donne Candidate vincenti, con la loro campagna elettorale originale e controcorrente a fronte nella sconfitta irrefrenabile del Cancelliere Mertz e della CDU, e della crescita sempre più preoccupante dell'Afd. Una modalita da seguire?

Martedi, 22/09/2026

Frau Elif e Frau Manuela: In Germania energia positiva per l’ottimismo della volontà! Il femminile di giornata
Parlare e riflettere sui successi elettorali di Elif Erap con Die Linke (La sinistra) a Una campagna elettorale vincente quindi come lo è stata, come già si annunciava, quella della già Governatrice del Meclemburgo-Pomerania che è riuscita a fermare l’ultradestra dell’ Afd che, pur arrivata prima con il 38,2% non è in grado di trovare nessuna alleanza per governare, a fronte della rimonta incredibile di Frau Manuela Schweslig dell’Spd arrivata al35,5% e in grado di allearsi con La Linke e i verdi per tornare, speriamo, nuovamente governatrice. Lei che è stata brava in una campagna dove si è definita “Frau gegen Blau”( la Donna contro il Blu) ovvero il colore del Afd, cercando di prendere le distanze dal cancelliere Merz, ma anche senza troppo far riferimento al suo stesso partito, e dedicandosi come in tutto il suo mandato di Governatrice ad affiancare i bisogni della gente, essendo presente nelle campagne, riducendo le tariffe degli asili nido, o i costi dei biglietti di treni e autobus per studenti e anziani; solo per dare l’idea del suo metodo di governo.
Storie e vicende che se non possono annebbiare la grave, gravissima ascesa del partito d’estrema desta Afd ( Alternativa per la Germania) che solo due settimane fa ha strappata la vittoria in Sassonia -Anhalt, contemporaneo alla disfatta della Cdu; e possono e devono, però dare indicazioni delle nuove richieste dell’elettorato con cui misurarsi. Partendo poi in particolare dal valutare i due ultimi appuntamenti elettorali, e dal prendere atto che “la rivolta ” dell’elettorato ha radici profonde, guardando all’oggi, specificatamentenella ex Germania dell’Est .Quella terra di Germania in cui è “cresciuta” anche Angela Merkel che ha ricoperto il ruolo di cancelliere federale dal 2005 al 2021, e che dopo la sconfitta del suo schieramento politico di questi giorni ha rotto il silenzio che l’ha caratterizzata dalla fine del suo mandato dicendo : la Cdu deve continuare a essere “ consapevole dei suoi valori” e a “costruire ponti”, nel segno di Konrad Adenauer. Un momento difficile e davvero complesso quello che seguiamo in Germania, riflettendo anche alle conseguenze e al riflesso che la sua crisi politica proietta sull’Europa , anche rispetto all’insistenza di un rinnovato rapporto con la Russia, in particolare per l’acquisto del petrolio e non solo che, l’ Afd sponsorizza energicamente, anche e molto con la voce della sua copresidente Alice Weidel, che è nei fatti la figura divenuta più riconoscibile e identificabile come volto di questa forza politica di destra estrema, che, di certo non avanza in sordina. Una presenza, un protagonismo femminile quello che narrando dell’attuale terremoto politico tedesco presenta un diffuso crescente protagonismo femminile trasversale alle forze politiche in campo, ognuna alla ricerca di riuscire a proporre e veder affermarsi, col voto, il potere di avviare e realizzare il proprio progetto di sviluppo, la propria idea di civiltà e umanità. Signore, nello specifico del momento che la Germania sta vivendo, che rappresentano idee progettuali per lo sviluppo e forse per l’idea di comunità e di “democrazia “diverse per non dire conflittuali e/o radicalmente alternative. Una riflessione che conferma come sempre di più, in alcune parti del mondo, l’impegno femminile, nella rappresentanza e in politica cresca e si affermi con potere crescente, non offrendo di certo un modo univoco d’interpretare l’indirizzo, l’idea d’una società o quantomeno l’identificazione di un minimo comun denominatore che sarebbe stata forse solo un’utopia, un’ingenuità infantile qualora lo avessimo immaginato o magari solo desiderato.
Paola Ortensi

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