Assaliti anche questa volta in pieno giorno in acque internazionali a largo di Cipro, tra lunedì e martedì i 430 attivisti della Flotilla dalle navi militari israeliane con proiettili di gomma, urla e umiliazioni. Tra i volontari anche 29 cittadini italiani, tra i quali l’eurodeputato di M5S, Dario Carotenuto e il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” Alessandro Mantovani. Tutti sequestrati e condotti in Israele con le navi della marina militare israeliana, proprio come in tempo di guerra. Per i nostri connazionali il Ministro degli Esteri Antonio Tajani convoca l’ambasciatore israeliano in Italia chiedendo allo Stato ebraico “protezione e incolumità”, mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella definisce tutto ciò come un “trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque interazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un Ministro del Governo di Israele”.
Il giornalista e l’eurodeputato, una volta rientrati in Italia, e in seguito anche gli altri raccontano nei dettagli il trattamento ricevuto: “Ci hanno gonfiato di botte” e si parlerebbe anche di 12 stupri su alcune attiviste e fratture alle costole. Trattati come terroristi, inimmaginabile un accanimento così feroce su volontari in missione umanitaria, soprattutto gli abusi sessuali sulle donne, considerando la presenza femminile nell’esercito israeliano. Legati con fascette rigide ai polsi dietro la schiena, bendati e fatti inginocchiare con il capo a terra. Immagini pubblicate dal Ministro della Sicurezza israeliano Ben-Gvir, leader dell’estrema destra, ostentando orgoglio e soddisfazione.
“Il Fatto Quotidiano” riporta che ad alcuni prigionieri palestinesi siano state riservate torture sistematiche di ogni tipo mai utilizzate prima d’ora, come i cani addestrati per lo stupro.
Facile ormai per chiunque provare un forte senso di sdegno per simili soprusi ma ancora è difficile assumere un’adeguata posizione politica, al di là delle parole sulla violazione di ogni diritto. Difficile parlare di alleanza con simili governi -che ancora si definiscono democratici-, ma di fatto persistono accordi economici e altro che renderebbero agli occhi di molti cittadini, gli Stati della UE complici di tale ferocia. Se da un lato, con le varie forme di violenza su civili inermi, ci si chiede come degli esseri umani possano superare ogni limite provando piacere nell’esercizio di ogni forma inimmaginabile di violenza, dall’altro gli attivisti della Flotilla ci ricordano con il loro coraggio l’esistenza del senso dell’Altro. Ci sono bambini palestinesi che vivono nell’indigenza totale dovendo tollerare la fame e condizioni anti igieniche così gravi (come ad esempio gli assalti dei topi che mordono le loro testoline), che nemmeno i loro genitori riescono più a proteggere. Difficile accettare l’idea della visione messianica di “eletti” contro tutti gli altri esseri viventi! Difficile ormai anche per gli stessi israeliani, molti dei quali si dissociano dalla politica emergente.
Lo studio della psicologia può aiutare a comprendere tutto ciò, perché chiunque arrivi a dimensioni patologiche così gravi, mostrerebbe una serie di altre manifestazioni associate, come i disturbi di personalità, tra i quali l’emergente sembrerebbe quello antisociale, con il persistente disprezzo per i diritti di tutti gli altri esseri umani. L’aggressività e la mancanza totale di rimorso caratterizzerebbero questo disturbo. Associato al disturbo narcisistico emergerebbe anche il senso di grandiosità con il bisogno di ammirazione e la totale assenza di empatia. L’abuso di sostanze come droghe e alcool possono favorirne l’aggressività riducendo le inibizioni. Purtroppo viviamo in un mondo dove l’uso della forza è dominante. Basti pensare alle gesta di Trump. Preoccupante restare in balia della banalità del Male senza comprendere che per la Pace occorrerebbero politiche molto diverse: la vita politica dovrebbe rispondere alle persone considerate portatrici di uguali diritti e la vita economica dovrebbe organizzarsi per i bisogni umani attraverso le frontiere. La direzione dello Stato e la pressione commerciale non dovrebbero condizionare la vita culturale e spirituale di un popolo.
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