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Global Sumud Flotilla per Gaza: la seconda spedizione

Global Sumud Flotilla per Gaza: la seconda spedizione

Cinquantotto imbarcazioni Flotilla per aiuti umanitari dirette a Gaza bloccate vicino Creta

Venerdi, 01/05/2026 - “Tocca a noi attiviste e attivisti della Flotilla mobilitarci per la giustizia, per il diritto internazionale, per il popolo palestinese”, afferma l’eurodeputata Benedetta Scuderi. Purtroppo le forze armate israeliane hanno circondato nella notte, in acque internazionali, le imbarcazioni della Flotilla distruggendone 22 e catturando 175 attivisti, di cui 23 italiani. Le altre imbarcazioni sono riuscite ad arrivare in acque greche, eccetto una danneggiata e lasciata andare alla deriva con sette attivisti a bordo. Nessuna autorità si è mossa in aiuto, nemmeno dalla Grecia, vicinissima all’accaduto. Il governo italiano e quello turco hanno espresso dissenso per tale intervento ma la UE, fatta eccezione della Spagna, non ha manifestato un atteggiamento con proposte concrete, come sanzioni adeguate rispetto alla gravità degli eventi, definiti dagli attivisti, di autentica pirateria. L’arrembaggio della Marina israeliana in acque internazionali e la distruzione delle imbarcazioni anche di un solo Paese della UE, in altri tempi, avrebbe corrisposto a una dichiarazione di guerra ma ormai si tollera tutto. Tale tolleranza ricorda quella dei bambini vittime di un bullo o una band di bulli che li perseguita senza una coscienza o un senso morale della vita altrui. La “forza” delle armi, l’onnipotenza straripante con risvolti definibili patologici di alcuni governanti sta calpestando ogni diritto umano. Molto probabilmente a costoro, da bambini, veniva imposta una disciplina rigida e competitiva da un lato, ma soprattutto messianica dall’altro. Non sembrano esistere più limiti, né differimento, né confini in questi soggetti. Se poi subentra la convinzione religiosa di essere un “eletto” l’altro diventa una banalissima cosa da calpestare se di minimo impedimento alla loro missione.
Nonostante la distruzione delle imbarcazioni, alla fine Israele sembrerebbe avere accolto le richieste dei vari Stati comunicando la volontà della liberazione degli ostaggi. Ancora non si conosce l’esatta situazione degli attivisti e quanti dei trattenuti illegalmente riescano a uscire veramente dalla nave prigione israeliana. Nel governo c’è una forte pressione, non solo per trattenere i prigionieri ma per procedere con azioni e leggi esemplari riservate ai terroristi, così come considerano gli attivisti, forse per il fatto di essere umani intenzionati ad aiutare e sfamare altri umani. Si è parlato perfino del sequestro delle imbarcazioni per poi venderle all’asta!
Intanto l’Idf, le forze armate israeliane, permangono in zona per impedire alla Flotilla di ripartire.
Restano troppi innocenti uccisi anche dopo la cosiddetta Pace, circa 800 solo a Gaza, con bombardamenti mirati su civili inermi anche in altri paesi. La Ue non ha ancora il coraggio di parlare di genocidio. Quando non cadono sotto i bombardamenti molti muoiono di fame per il blocco degli aiuti umanitari.
Benedetta Scuderi parla di “equipaggio di terra” che rompa il muro dell’indifferenza, con i propri corpi e voci atti a supportare una nuova missione, perché la situazione tra Gaza, Cisgiordania e Libano è veramente drammatica. L’eurodeputata fa appello a una sorta di missione di Pace, affinché l’oppressione non diventi invisibile. La società civile può agire dove le istituzioni falliscono per offrire la speranza al posto del terrore. L’importante per tutti è restare umani opponendosi, almeno interiormente, alla normalizzazione della violenza e degli abusi.
Dopo il blocco della Global Sumud Flotilla ci sono state molte manifestazioni spontanee in 75 città italiane per chiedere la liberazione degli ostaggi. Solo a Roma, al Colosseo, hanno protestato cinquemila persone chiedendo con slogan il fine rapporto dell’Italia con uno “stato terrorista”. Presso la Fontana di Trevi, centinaia di barchette di carta hanno simboleggiato il senso della libertà per la missione di Global Sumud Flotilla chiedendo la liberazione degli attivisti.
Dall’altra parte però resta ancora la risposta lapidaria di sempre, con il mantra sulla complicità con i terroristi di Hamas! La morte di tutti quei bambini e civili innocenti chiama all'appello una coscienza lontana da ogni tipo di complicità. Gente comune che semplicemente non s’identifica con l’aggressore sentendo invece il dolore degli oppressi. Persone che contribuiscono a creare una nuova realtà, più giusta, con la loro coscienza umana. Quando c’è un risveglio della coscienza collettiva tutto può essere amplificato e non certo per manipolare la mente creando delle false coscienze, ma solo per sostenere il Bene distinguendolo chiaramente dal male.

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