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"Il cielo e il sangue" dialogo tra Artemisia Gentileschi e Galileo Galilei

"Il cielo e il sangue" di René de Ceccatty mette in scena una relazione intellettuale e umana di straordinaria intensità tra Artemisia Gentileschi e Galileo Galilei. Sebbene si tratti di un testo drammaturgico con una forte componente poetica e d'ispira

Venerdi, 28/08/2026

Il 28 agosto 2026 al Festival di Tindari alle 20.30 andrà in scena "Il cielo e il sangue" la pièce diretta e interpretata da Maximilian Nisi nei panni di Galileo Galilei e Viola Graziosi in quelli di Artemisia Gentileschi.
Sull'incontro tra Artemisia e Galileo, ho chiesto a Nisi in che modo è avvenuto il dialogo che ha messo di fronte due personalità così distanti, l'uno scienziato l'altra pittrice, in una società al maschile e quanto il contributo femminile sia stato determinante per favorire la loro amicizia e la stima reciproca.
Ho immaginato alla base di questo incontro, la scienza ingentilita dall'arte al femminile.

"La scienza ingentilita dall'arte al femminile" è il cuore dell'opera di René de Ceccatty -spiega Nisi- e questo non avviene rendendo la scienza morbida o decorativa ma umanizzandola e fornendole un corpo e un'emozione.
La scienza di Galileo rischiava di rimanere un'astrazione geometrica, fredda, perseguitata dai dogmi, un calcolo matematico tra i cieli. L'incontro con Artemisia Gentileschi porta quella visione rigorosa e teorica a misurarsi con la realtà della carne, del dolore, della luce terrena e della sensibilità umana. Galileo guarda l'universo attraverso un cannocchiale di vetro; Artemisia guarda la vita attraverso gli occhi di una donna che ha conosciuto il dolore, la violenza del processo e la fatica di affermarsi. La pittrice insegna allo scienziato che la verità non si trova solo nelle orbite celesti ma anche nell'impronta drammatica e viva che la luce lascia sui corpi.
Il rigore razionale maschile del Seicento tendeva a catalogare e dominare; la sensibilità artistica di Artemisia introduce l'ascolto, l'empatia e la vulnerabilità, così la scienza impara a non essere un mero strumento di forza o sterile verità ma una forma di compassione verso l'esistenza" Maxilimian Nisi

In questo dialogo poetico Artemisia regala alla scienza di Galileo una dimensione terrena e passionale, dimostrando che la ricerca della verità è incompleta se la mente razionale non incontra la sensibilità del cuore e dell'esperienza femminile.

Sarà emozionante ammirare lo spettacolo questa sera, tra le pietre millenarie del Gymnasium di Patti, sospese tra il soffio del mare e la memoria della terra e la musica di Stefano De Meo.

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