A nove anni dalla scomparsa della femminsta francese (1934-2017) una riflessione sulla sua denuncia del sessismo in quanto 'indebita appropriazione'
Giovedi, 07/05/2026 - Un'asserzione che può risultare banale, ma che non lo è affatto. Specialmente se la si contestualizza nell'epoca in cui fu in qualche modo pensata, costruita, registrata, pur in diverse perifrasi e varie declinazioni.
Guillaumin capovolge completamente la visione patriarcale, che tende a ridurre le facoltà mentali delle donne a mere proprietà biologiche o «magiche» del corpo femminile. Per secoli si è infatti creduto che alla donna fossero precluse le vie del pensiero razionale. Il massimo che una donna potesse fare era legato alla sua animalità, si credeva, all'istinto, all'intuizione più bassa. Alla donna era attribuito quindi un tipo di intelligenza pratica e materica, per lo più illogica e irriflessa.
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