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'Il futuro è nostro. 1946, Il voto delle donne italiane': mostra a Prato

'Il futuro è nostro. 1946, Il voto delle donne italiane': mostra a Prato

Dal 30 maggio al 7 giugno è visitabile la mostra curata da Deborah Cecchi e Chiara Marcheschi allestita presso il Palazzo della Provincia

Mercoledi, 27/05/2026

Riceviamo e pubblichiamo
Anche l’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” coinvolto, insieme all’Archivio di stato cittadino, per la mostra “Il futuro è nostro. 1946, Il voto delle donne italiane”, curata da Deborah Cecchi e Chiara Marcheschi. Intende ricordare gli ottant’anni del voto femminile, che a Prato si registrò già per le elezioni amministrative, quindi prima del referendum costituzionale con cui gli italiani avrebbero scelto tra Regno e Repubblica. L’esposizione si svolgerà dal 30 maggio al 7 giugno nel palazzo della Provincia, in via Cairoli 8.
L’inaugurazione è prevista il 30 maggio alle ore 11.
Per i saluti istituzionali parteciperanno: il presidente della Regione, Eugenio Giani; il presidente della Provincia, Simone Calamai; il direttore dell’Archivio di stato, Leonardo Meoni; il direttore dell’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi”, Bruno Crevato-Selvaggi.
Interverranno inoltre: l’assessora alla cultura della Regione, Cristina Manetti.
La giornalista Elisabetta Boni approfondirà il libro “Parlami ancora” dell’avvocata Maria Alessandra Pisano.

L'Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” organizzazione di volontariato (www.issp.po.it) nasce nel 1982 e ha sede a Prato nello storico palazzo Datini, in via Ser Lapo Mazzei 37. Diverse le attività che propone nel settore postale e delle comunicazioni, fra cui: le ricerche archivistiche e bibliografiche, l’organizzazione di convegni e incontri con studiosi e accademici, gli annuali “Colloqui di storia postale”, i corsi di specializzazione, la pubblicazione dei “Quaderni di storia postale” e della rivista semestrale “Archivio per la storia postale - Comunicazioni e società”. Tra i suoi compiti, la conservazione dell'archivio proveniente dalla Direzione superiore della posta militare, che accoglie 400mila documenti originali riguardanti il XX secolo e che già ha fornito materiale per le pubblicazioni edite dall’ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito. In più, un archivio di storia postale con diversi fondi, la gestione di una biblioteca-archivio ricca di oltre 16mila volumi e opuscoli, cui si aggiunge l’emeroteca di 1.200 testate; entrambe sono consultabili su appuntamento dal lunedì al venerdì, con cataloghi pure on-line. Non vanno dimenticate le 1.800 collezioni presenti sul sito.  

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