Ideata dall’Associazione Qulture, presieduta da Michela Rossi, e affidata alla direzione artistica di Antonio Celano, la rassegna ‘Il Pensi(e)r Libero’ propone, in questa nuova edizione, dodici incontri con autrici ed autori, in programma da settembre 2026 a marzo 2027, nella suggestiva cornice di Palazzo Binelli a Carrara.
I libri presentati sono uniti da alcune linee tematiche che in questi anni hanno attraversato la produzione letteraria e saggistica italiana: il legame letterario con il Novecento ed il suo superamento, dopo questo primo quarto di secolo, ed un nuovo filone tematico, la “scrittura della diaspora” o “transnazionale” a cui la rassegna si era già avvicinata negli anni scorsi con la presentazione delle autrici Claudia Durastanti ed Elvira Mujčić.
Con scrittura della diaspora si intendono le opere letterarie, poetiche o saggistiche prodotte da autrici ed autori che, sradicate/i dai loro paesi d’origine, sono stati accolte/i in altri stati, adottandone la lingua e i ritmi della quotidianità, pur mantenendo un forte legame storico e antropologico con le comunità di provenienza, capace di arricchire il nostro mondo letterario attraverso uno sguardo fortemente sprovincializzante.
In programma per il 7 Novembre la presentazione di ‘La colpa di tacere’ (Morellini) di Daniela Dawan che, nata a Tripoli e costretta a fuggire da bambina per gli eventi drammatici della “Guerra dei sei giorni” (1967), è approdata in Italia ed è oggi avvocata penalista e Consigliera della Suprema Corte di cassazione “per meriti insigni”.
In questo nuovo romanzo un giudice rigoroso si trova davanti ad un processo che riapre ferite familiari mai rimarginate per la strage nazifascista di Prati del Vezza. In un’Italia segnata dall’occupazione, dalla Resistenza e dal peso della memoria storica, Jacopo si misura con domande che non hanno risposta facile: quale prezzo si è disposti a pagare per liberarsi dalla colpa di tacere?
Seguirà il 21 Novembre la presentazione di ‘Io non parlo russo’ (Feltrinelli) di Jana Karšaiová, autrice di origine slovacca (Bratislava 1978) che ha iniziato a imparare l’italiano da autodidatta e ha vissuto ad Ostia e Verona dove ha lavorato come attrice.
Il suo primo romanzo ‘Divorzio di velluto’ (Feltrinelli) sulla separazione tra Slovacchia e Repubblica Ceca, che riflette quella tra la protagonista e il marito, è stato candidato al Premio Strega nel 2022.
In questo nuovo libro, ricco di colpi di scena, la protagonista torna a Bratislava per votare e seguire le elezioni slovacche come inviata di una radio italiana. Mentre si decreta la vittoria dei populisti un incontro fortuito con un rifugiato fa riaffiorare alla memoria il suo difficile percorso di integrazione per ottenere la cittadinanza italiana.
Il 6 Febbraio del 2027 è in programma la presentazione di ‘La ragazza d’aria’ (Rizzoli) di Andreea Simionel, nata a Botoșani in Romania e vissuta a Torino dal 2007.
Con quest’opera ha vinto il Premio Comisso Under 35 e il Premio Salerno Libro d’Europa’, una storia toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’amore fra sorelle e il rifugio nei libri, con una scrittura capace di parlare alle fragilità del presente.
Aryna ha quindici anni ed è una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue e due identità. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che nel mondo che la circonda niente le somiglia. Lotta con il peso delle sue radici e la fame di trovare un posto in un paese nuovo, l'Italia, e lotta con il suo corpo, che cade, resiste e si rialza.
Concluderà la rassegna il 12 Marzo 2027 la presentazione di ‘La casa turca’ (Neri Pozza) di Açelya Yönaç, nata in Turchia nel 1978 e cresciuta tra Istanbul, Milano e New York, città in cui ha studiato scrittura creativa. In questo primo romanzo, con uno stile denso e poetico, descrive lo spaesamento della protagonista che da venticinque anni non torna ad Istanbul e non sa cosa troverà una volta scesa dall’aereo. Divisa fra un passato nella casa delle radici, il dolore per un fratello attivista scomparso ed il presente come affermata scrittrice occidentale, ad attenderla ci saranno una giornalista con il capo coperto, che vuole intervistarla, il lungomare del Bosforo che ha cambiato volto e le strade della città in cui cercare un’identità perduta.
Altre due autrici italiane arricchiscono il programma della rassegna.
Il 9 Gennaio Giulia Baldelli presenta un ‘Un mondo soltanto’ (NN), un romanzo di formazione sul difficile percorso di una ragazza con una madre tossicodipendente e su quattro donne che crescono attraversando tre decenni di storia italiana, un libro sull’amicizia come sentimento assoluto e sul perdono come liberazione. L’autrice ci mostra che per salvarsi bisogna coltivare la nostra parte più fragile ed ostinata, quella che nonostante tutto continua a lottare per l’amore.
Il 23 Gennaio Federica De Paolis presenta ‘Il Nemico’ (Feltinelli) un romanzo sul desiderio e sul potere, quello che gli uomini sentono ancora disperatamente il bisogno di esercitare e sulla genitorialità contemporanea quando degenera in accudimento esasperato. Una storia di personaggi alla ricerca di uno spiraglio di luce, divisivi e vitali, in cui l’autrice spiazza il lettore: che cosa succede quando, scivolando nel gioco di una doppia vita, tradiamo noi stessi, prima ancora dell’altro?
Il vero grande nemico è fuori o dentro di noi?
Una rassegna ‘Il Pensier Lib(e)ro’ che stimola al confronto e prende il nome da un celebre verso della canzone “Dimmi bel giovane” dedicata alla Comune di Parigi, scritta nel 1873 dall’internazionalista Francesco Bertelli, richiamando alla mente l’intima connessione fra i termini “libro” e “libertà”: un titolo ricco di echi storici nella città di Carrara che è stata roccaforte del movimento anarchico.