Il Presidente Mattarella e l'onorificenza ai sub per il recupero dei corpi dei nostri sommozzatori / il femminile di giornata novantasei Con immediatezza e incredibile sensibilità il Presidente Sergio Mattarella ha conferito “motu proprio” (ovvero di propria iniziativa) l'Onorificenza al Merito della Repubblica italiana ai tre sommozzatori finlandesi che hanno recuperato i corpi dei ”nostri” sub nella grotta delle Maldive.
Uno spazio davvero, e purtroppo, irrilevante quello dedicato dall’informazione all’iniziativa del Presidente nei confronti dei subacquei finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e PatriK Gronqvist. Peccato!
Riflettendo sulla tragica vicenda seguita per alcuni giorni con dolore e conclusasi, appunto, con il recupero dei corpi dei cinque sommozzatori e sommozzatrici (tre donne e due uomini) italiani da parte degli “amici finlandesi", non è difficile identificare nel loro meraviglioso gesto segnato dalla scelta della gratuità dell’intervento le ragioni dell’atto del Presidente Mattarella.
Un’onorificenza, come ci racconta proprio la dicitura latina “motu proprio” che, per sua libera e volontaria decisione, il Presidente ha potuto proclamare ed attuare con immediatezza e senza mediazioni. Un gesto a cui i tre finlandesi, per precisione due uomini e una donna, hanno risposto di essere "onorati e commossi” per il riconoscimento: poche ed essenziali parole che hanno mostrato la loro davvero eccezionale umanità e modestia, affermando con semplicità disarmante di aver accettato la chiamata di Dan Europe - Assicurazione che assiste e protegge i subacquei - “perché volevano dare una mano alle famiglie” ribadendo a intervento riuscito e terminato di essere “lieti di aver aiutato le famiglie a trovare pace”.
Rigore, essenzialità, umanità, gratuità ed eccellente professionalità che il prestigioso riconoscimento ha evidenziato, esantando anche il forte valore etico ed umanistico dei protagonisti.
Un piccolo grande dono e insegnamento l’intervento solidale dei sommozzatori finlandesi che ha rappresentato, in un momento di estrema drammaticità, l’atto d’aiuto decisivo per le famiglie dei nostri studiosi italiani dei misteri e meraviglie delle profondità marine.
Quasi contemporaneamente all’intervento del Presidente Mattarella si sono svolti i funerali dei cinque subacquei legati, seppur con ruoli, storie e responsabilità differenti all’Università, il tutto incentrato soprattutto sulla figura della professoressa Monica Montefalcone, morta insieme a sua figlia. La professoressa di biologia marina, vera autorità dell’Università di Genova e del Dipartimento Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita, che subito dopo l’incidente era stata addirittura cancellata dal sito della sua Università, insieme alla ricercatrice Murriel, parallelamente a dichiarazioni che tendevano a prendere le distanze da eventuali responsabilità dell’Università stessa, quasi come a lavarsi le mani da possibili coinvolgimenti scientifici, giuridici e magari amministrativi.
A riportare a un’atmosfera umana ed equilibrata è arrivata la stima e l’affetto soprattutto degli studenti della professoressa, che con la loro vicinanza senza confini ne hanno sottolineato, numerosissimi, la morte insopportabile data la sua esperienza e prudenza, sottobraccio a sua figlia Giorgia, alla ricercatrice Murriel, al neolaureato Federico e al capobarca Gianluca.
Stima, affetto e dolore per la tragedia, ancora senza un vero perchè, che sono esplosi nell’ultimo addio del giorno dei funerali con la partecipazione traboccante d’emozione, affetto, rispetto e dolore per le perdite immense umane e professionali, finalmente onorate anche dalla presenza del Rettore dell’Università, forse a fronte di un riconoscimento di tale spessore, in particolare per la professoressa Monfalcone, impossibile da ignorare.
Certo, pur nella consapevolezza che il dolore per la disgrazia è per ogni famiglia ugualmente durissimo da affrontare, è difficile non spendere una parola in più per Carlo Sommacal, marito di Monica e padre di Giorgia, che dichiara per un verso di non riuscire a credere a quanto avvenuto e dall’altro racconta la bellezza di moglie e figlia, ciascuna con la sua storia e i propri sogni. E questo mentre aggiunge che deve essere forte per suo figlio Matteo e anche per Federico, il fidanzato di Giorgia, che proprio al funerale spende parole d’amore per lei dicendo fra l’altro ”e io sono qui ad aspettarti. Ti sento nelle piccole cose che nessuno nota. Tu eri casa, una sensazione rara". Parole profonde che pensiamo possano essere condivise da tutte e tutti nelle famiglie di chi ha lasciato il suo respiro nelle grotte profonde delle Maldive.
Grotte sommerse in cui Sami Paakkarinen, postosi come portavoce del gruppo venuto dalla Finlandia, ha dichiarato che penserebbe di tornare a quelle grotte per poter comprendere meglio e identificare le cause del pericolo che ha causato la morte dei sub italiani ed evitare così altre tragedie.
Come sempre la vita continua ed il silenzio cade sulle vicende che la cronaca ci sottopone per essere sostituite da altre storie, da altri racconti di vita e di vite che escono dall’anonimato, per rappresentarci un’infinità di realtà che ci vivono accanto e che, come in questo caso, talvolta per il lettore intrecciano la scoperta di dolore e speranza come nello specifico, quel guardare oltre appunto con positività, che proprio Mattarella ha voluto evidenziare con l’onorificenza a chi gratuitamente ha messo a disposizione, come fosse un servizio di tutti, la sua rara professionalità nutrita d’incredibile e sorprendente gratuità e umanità.
Paola Ortensi
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