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Il tabarro a Siena

Il tabarro a Siena

Puccini contemporaneo senza rinunciare alla forza originaria della partitura

Domenica, 26/04/2026 - L’allestimento de Il tabarro, presentato a Siena nel mese di marzo, si inserisce in un progetto che prova a rileggere Giacomo Puccini con uno sguardo contemporaneo, senza rinunciare alla forza originaria della partitura.
La regia di Sergio Basile costruisce uno spettacolo che non si limita a raccontare la vicenda, ma tenta di ampliarne l’orizzonte emotivo. Il dispositivo più significativo è l’introduzione di un prequel visivo in forma di graphic novel, affidato ai disegni di Spartaco Ripa. Non si tratta di un elemento decorativo, bensì di una vera e propria estensione drammaturgica: le immagini non illustrano, ma suggeriscono, aprono possibilità, accompagnano lo spettatore in una dimensione più interiore.
In questo senso, lo spettacolo si configura come un dialogo tra linguaggi: la musica, la scena e il segno grafico convivono senza sovrapporsi completamente, mantenendo ciascuno una propria autonomia espressiva.

Il contributo visivo di Spartaco Ripa
I disegni di Spartaco Ripa rappresentano uno degli aspetti più originali dell’allestimento. Il loro tratto appare volutamente sospeso, lontano da un realismo descrittivo. È un segno che non impone una lettura univoca, ma resta aperto, quasi instabile.
Si potrebbe definire, in senso positivo, un linguaggio “vagato”: non pienamente definito, ma proprio per questo capace di evocare. Le immagini sembrano collocarsi in uno spazio intermedio tra memoria e anticipazione, tra ciò che è accaduto e ciò che inevitabilmente accadrà.
Questa qualità si integra in modo particolarmente efficace con Il Tabarro, opera attraversata da tensioni sotterranee e da un senso di destino incombente. I disegni non spiegano i personaggi, ma ne suggeriscono una dimensione interiore, contribuendo a rendere la tragedia meno esterna e più psicologica.
Personalmente, è proprio questo elemento a distinguere l’allestimento: il contributo visivo non si limita ad accompagnare, ma partecipa attivamente alla costruzione del significato.

Una rilettura drammaturgica
La visione registica tende ad allontanarsi da una lettura strettamente verista per avvicinarsi a una dimensione più simbolica. La vicenda non è più soltanto un fatto ambientato in uno spazio preciso, ma diventa un intreccio di relazioni e tensioni universali.

Presenze e partecipazioni
La serata si inserisce nel percorso culturale promosso dai Teatri di Siena sotto la direzione artistica di Vincenzo Bocciarelli, il cui lavoro è orientato a costruire una programmazione capace di coniugare tradizione e contemporaneità, valorizzando progetti che sperimentano nuovi linguaggi senza perdere il legame con il repertorio.
Accanto a questo contesto, ha preso parte alla serata anche l’attrice Barbara Scoppa, la cui presenza ha contribuito ad arricchire ulteriormente il carattere trasversale dell’evento.
Particolarmente significativa è stata inoltre la partecipazione dei ragazzi delle scuole, coinvolti in un’esperienza che va oltre la semplice fruizione dello spettacolo. La loro presenza testimonia una volontà concreta di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio dell’opera, rendendolo accessibile e vivo, in linea con lo spirito stesso dell’allestimento.

Questo Tabarro non punta sulla fedeltà formale, ma su una reinterpretazione consapevole. È uno spettacolo che cerca nuove strade, assumendosi il rischio di contaminare linguaggi diversi.
Il risultato è un’opera che non si esaurisce nella narrazione, ma si espande in una dimensione più evocativa. Ed è proprio in questa apertura, in questa zona non completamente definita tra musica e immagine, che lo spettacolo trova la sua identità più autentica.

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