Login Registrati
In nome e per conto di Maria Spinelli/ il femminile di giornata

In nome e per conto di Maria Spinelli/ il femminile di giornata

La morte di Maria Spinelli uccisa al RAVE PARTY ad Aarau nel Cantone svizzero di Argovia. Lei unica a morire su 3500 giovani in festa. Lei che aveva conquistato finalmente in quel suo emigrare in Svizzera dall'Abruzzo un incredibile ottimismo per il suo

Martedi, 01/09/2026

In nome e per conto di Maria Spinelli/ il femminile di giornata
Maria Spinelli unica vittima, la notte del 30 agosto tra più di 3500 giovani ( i feriti sono fortunatamente tutti già rientrati a casa),protagonisti felici del RAVE PARTY ad Aarau nel cantone svizzero di Argovia , merita che di lei si parli, si racconti per conoscerla , riconoscerla e comprenderla quale presumibile “sorella” di tante altre ragazze assimilabili a lei, non lasciando così che sparisca, divenendo solo un ennesimo “fatto” giudiziario, seppellito nel pozzo sempre più profondo della cronaca nera e violenta in aumento costante .Lei uccisa in una circostanza che doveva essere festa e gioia e dove nella lotteria scatenata dalla crudeltà umana di qualcuno di cui ancora non conosciamo le ,comunque, inammissibili motivazioni, ha persa la vita .
Maria avrebbe compiuti ad ottobre 23 anni e solo da pochi mesi, lasciando Citta Sant’Angelo in Abruzzo il paese dove viveva con la sua famiglia, raccontata come difficile e impegnativa, forse, per come è stato sottolineato dall’informazione, anche per la “faticosa” origine rom, si era trasferita in Svizzera nella cittadina di Oftringen nel Canton Argovia. Località a circa 15 km da Aarau, sede del rave party, dove recatasi piena di gioia e condividendo amici come Tekibo che si esibivano nel corso del Rave e che ora non si danno pace, è morta. In quell’occasione di gioia e festa di musica techno, che lei amava moltissimo, ha persa la vita colpita da un‘assassino che sparando contro tutte e tutti ha centrata proprio e solo lei, stracciando il libro dei sogni che aveva iniziato a scrivere riempiendolo di futuro.
Solo pochi mesi quelli in cui era iniziata il suo viaggio di emigrata, seppur ben legata alla sua terra d’origine, se tante cronache su di lei raccontano, come i suoi social vedessero incrociate le bandiere Italiana e Svizzera. Social in cui esprimeva la sua positività e l’impressione di avere intrapresa la via giusta, e avere iniziato un lavoro che sarebbe cresciuto e migliorato, ma andava, nel verso desiderato. Un carattere forte e determinato, idee chiare sul suo domani, a cui riteneva “servisse” il suo studio, la sua preparazione per raggiungere un lavoro e un’indipendenza economica, come ,ricordandola, ha testimoniato uno dei suoi professori _Federico Anzellotti- docente all’istituto Alberghiero Zoli di Silva Marina frequentato appunto da Maria. Uno stato d’animo positivo che sottolineava anche col tatuaggio” Buena Suerte” che sembrava raccontare la sua certezza, tradita poi dalla casualità feroce, in modo così amaro; frutto di un atto umano inaccettabile.
Certo è che la notizia della sua morte ha aperto e confermato il racconto di una ragazza, certo con problemi, come lei stessa diceva e raccontava ma piena non solo di speranza e di ottimismo della volontà, ma oggi nel susseguirsi di testimonianze, caratterizzata da una speciale apertura, disponibilità, verso le persone che incrociava vivendo e da cui assumeva energia. Il racconto della sua amica Swami del Colle, intervistata dopo la sua morte descrive e conferma l’incredibile apertura agli altri, intrecciata alla volontà di farcela e potercela fare da sola, ma sempre pronta ad aiutare chi ne aveva bisogno. Un interesse per la gente, viene da pensare, esattamente antagonista per l’odio per l’umanità, che ha armato l’arma dell’assassino. Un carattere forte che si confrontava con gli altri a cui raccontava e poi condivideva i propri sogni, come ha ribadito il suo amico più caro, Christopher Dell’Elce che tanti anni prima, appena ragazzi aveva conosciuto in Abruzzo. Proprio lui che aveva raggiunto in Svizzera vivendo nella sua casa, insieme anche ad altri e che avrebbero cambiato proprio pochi giorni dopo. Lui che quella drammatica sera di sabato non era presente e che intervistato racconta di non poter riuscire a pensare ad altro che non sia l’ingiustizia” troppo impossibile” da accettare che è toccata a Maria, di cui ricorda, interrogato:” la cosa che ammiravo più di lei è che poteva sembrare una persona estroversa ma aveva un animo buono, puro, e tante doti e sempre col sorriso”. Aggiungendo poi:” non la ragazza rave, ma molto altro”. A consolidare e confermare i racconti delle amiche, degli amici, di chi l’ha conosciuta in Italia e in Svizzera, subito dopo la sua morte è la mamma, intervistata, e pronta a recarsi in Svizzera, che ha fatti ascoltare i messaggi che Maria le aveva inviati, solo il giorno prima esprimendo la sua felicità, i suoi racconti, anche degli amici che conosceva e che avrebbero partecipato al rave party e raccontando la sicurezza di essere li in Svizzera nel posto giusto, tanto da avere, addirittura, la sensazione che la sua vita fosse ricominciata. Sottolineava che le avrebbe raccontato tutto il giorno dopo … quel giorno che come sappiamo per lei non c’è più stato.
Soffermarsi sulla storia di Maria raccontarne la gioia per avere ripresa in mano la sua vita, come abbiamo letto, dopo problemi che se pur non conosciamo valutiamo come reali, e prendere atto della la sua speranza annientata da chi, sembrerebbe, neanche la conosceva e che l’ha cancellata dal mondo, pur in giorni di racconti altrettanto terribili, è importante e ricorda come dietro ogni morte ci siano troppo spesso vite che erano una speranza per l’umanità e che conoscendole mancano a tante e tanti di noi come nel caso di Maria che è importante far vivere comunque,almeno raccontandola per apprezzarne la positività che aveva dimostrato si possa sempre raggiungere.
Paola Ortensi

©2019 - NoiDonne - Iscrizione ROC n.33421 del 23 /09/ 2019 - P.IVA 00878931005
Privacy Policy - Cookie Policy | Creazione Siti Internet WebDimension®