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Jannik Sinner gioca alla grande ma non perde d’occhio mamma Siglinde

Jannik Sinner gioca alla grande ma non perde d’occhio mamma Siglinde

La mamma del fuoriclasse del tennis ha seguito dal vivo la partita di Wimbledon, superando la tensione e le emozioni che prova sempre e ancor di più in questo appuntamento davvero storico

Martedi, 14/07/2026

Jannik Sinner gioca alla grande ma non perde d’occhio mamma Siglinde / il femminile di giornata 101
Leggere, ascoltare, constatare che Sinner, appena conquistata la sua seconda memorabile coppa ad Wimbledon, abbia rivelato come nel pieno della gara, senza perdere la concentrazione, si sia accorto che per ben due volte sua mamma Siglinde si fosse allontanata dagli spalti per l’emozione, è davvero incredibile. E tale avvenimento vale la pena sia rilevato una volta in più, per raccontare quale possa essere la straordinaria magia e potenza della ”normalità”, come compagna inseparabile, che pratica e ricorda questo grande atleta per il quale la famiglia rimane la base dei suoi rapporti e della sua energia vitale.
Le vittorie e i primati nel tennis di Jannik Sinner, oramai da alcuni anni sono di tale portata, ultimo ma non ultima- gli auguriamo- questa seconda di Wimbledon che è impossibile non appassionarsi, contemporaneamente, al tennis alla “storia” di questo giovane uomo oramai atleta leggendario per i tifosi italiani.
E’ interessante e coinvolgente conoscere e riflettere sulla sua famiglia, imparandone le vicende e valutando quanto sorprendente possa essere “la normalità" che produce effetti straordinari, continuando a regalare emozioni enormi, come ci regala ogni volta la cronaca della presenza e del modo d’essere della sua famiglia anche nel corso delle gare, con il particolare racconto della sua mamma e dell’importanza che lei sicuramente rappresenta nell’equilibrio emotivo del grande campione. Una famiglia che mi piace assimilare a un concetto di normalità perché, per raccontarla in poche parole, risulta fatta di grandi lavoratori: papà cuoco e mamma cameriera nel Rifugio Fondovalle in Val Fiscalina divenuti poi gestori di una casa vacanza in Val Pusteria, con due figli Mark (adottato 2 anni prima della nascita di Jannik) che innamoratosi prima dello sci e poi del tennis hanno avuto nel suo interesse, la lungimiranza di mandarlo a 13 anni in un centro per allenarsi lontano da casa, a Bordighera per la precisione, rinunciando a condividerne la quotidianità e sacrificandosi nel suo interesse. Un incrocio di lavoro e di scelte capaci di tenere conto del futuro dei figli così semplice, normale e autentico da produrre più che mai stima e affetto, mostrando oggi quale sia il reciproco e forte legame che si è creato, e che per Jannik rappresenta solidità e certezza di un permanente punto di riferimento nella sua famiglia. E così come non mai, se ce ne fosse stato bisogno, questa volta abbiamo verificato quale livello possa raggiungere l’empatia dell’amore, dell’affetto diciamolo pure, in particolare, di una mamma col figlio. Che mamma Siglinde abbia sempre dichiarato che preferisce seguire, non in presenza, “il gioco” di Jannik lo abbiamo imparato negli anni delle sue gare, che oramai sono non pochi, ma di certo è comprensibile come questa volta, data l’importanza della sfida, seppur rifiutando di sedere nella la tribuna d’onore, non abbia resistito dall’esserci in presenza. Un atto di coraggio che non è riuscito a papà Hanspeter rimasto nei box, insieme agli allenatori a seguire la gara. E allora eccola la nostra mamma, simbolo di tante infinite mamma e madri che mettendocela tutta c’è, e c’è in presenza pur con tanta sofferenza, tensione, ansia incontenibile fino al punto almeno due volte di dover correr via per non vedere.
Jannik lo sa ed evidentemente, realtà per noi incredibile, riesce a governare contemporaneamente la pallina, signora del gioco in sintonia con la racchetta e lo sguardo per non perdere d’occhio sua madre, di cui conosce l’apprensione, il totale coinvolgimento emotivo e per questo ne apprezza fino in fondo la scelta di esserci, il che evidentemente a lui da forza. Ed eccolo allora vittorioso e orgoglioso denunciare pubblicamente di essersi accorto della sua uscita dalle tribune per ben due volte, una verità, rivelata con ironica allegria, a cui segue un abbraccio memorabile a mamma Siglinde che si conferma quale riferimento decisivo insieme a suo padre e al fratello Mark.
Alla famiglia per la felicità di Jannik si è unita la fidanzata Laila Hasanovic con la quale è immaginabile trascorrerà, lontano da tutto e tutti, la meritata e necessaria settimana di riposo che ha raccontato, con gioia, di volersi godere. Una vacanza in cui oltre alla vittoria lo accompagnerà forse anche l’atmosfera di festa e gioia, i complimenti, gli auguri immediati e sentiti come quelli della Principessa del Galles, Kate Middelton che gli ha dedicato dopo avergli consegnato la coppa da vincitore per la seconda volta, affiancata al Principe William ed al Principino George e la Principessina Charlotte; ed ancora il tradizionale ballo al party post Wimbledon dove il nostro campione nell’elegante smoking ha aperto le danze in coppia con la vincitrice del torneo femminile, la ceca Linda Naskova. Tanta fatica, tanta gioia ed ancora una volta la normalità di un meritato riposo lontano dai riflettori e dedicato ad una quotidianità gioiosa da qualche parte nel mondo, ma senza gare, pur sapendo che presto torneranno a chiedere le energie del nostro campione dopo il meritato riposo, accompagnato dalla sua bella fidanzata e da quella famiglia che da sempre gli garantisce un porto sicuro dove trovare la calma, l’energia e i perché delle sfide, delle partite che gioca per vincere, ma mi piace pensare anche solo, talvolta, per il piacere di giocare.
Paola Ortensi

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