Sabato, 07/03/2026 - Per una persona che non conoscesse la nostra burocrazia, questo ennesimo allontanamento dei tre sfortunati bambini dai loro genitori e tra di loro, potrebbe apparire un manoscritto dimenticato nel cassetto da Franz Kafka. Proprio nello stesso giorno in cui i genitori si sarebbero incontrati per la perizia psichiatrica e i bambini il giorno seguente (fortunatamente rinviata considerando la reazione dei piccoli a questo ulteriore trauma), il Tribunale ordinava, dietro richiesta del Servizio Sociale, l’allontanamento della mamma dalla casa di accoglienza di Vasto, dando così il benservito a quella mamma e, quanto prima, anche ai bambini, a quei quattro ospiti che probabilmente gli esperti non hanno saputo gestire. Dividere dei fratellini è contro ogni comune buon senso in qualsiasi parte del mondo. Se ne era parlato ma non è stato ancora fatto. Andranno in un luogo segreto dove certamente troveranno un ulteriore trauma ad attenderli: da quanto si apprende dai media, addirittura ci saranno adulti problematici, magari anche dei veri devianti. La relazione dei Servizi Sociali deve essere stata così negativa da ricorrere a una decisione del Tribunale ancora più inaccettabile della precedente, al punto di far sbilanciare la criminologa invitata in un programma TV, che quei bambini si scorderanno di poter tornare con i loro genitori! Lo diceva con sicurezza come se conoscesse già il protocollo usuale riservato ai “figli dello Stato…”.
Fuori dalla casa della cosiddetta accoglienza c’erano i carabinieri e la polizia, come se si dovesse arginare una banda di delinquenti o camorristi. Moltissimi italiani solidali con la famiglia Trevallion non si spiegano tutto ciò, che anche il Prof. Cantelmi, un’autorità indiscussa, riferendosi alla precedente ordinanza l’aveva già definita “Un errore dal quale è difficile tornare indietro”. Dopo quest’ultima “Decisione da Paese non civile li stiamo traumatizzando per sempre”. “Come cittadino sono sgomento, come professionista incredulo”. Il Prof.Cantelmi in un’intervista a la Repubblica dice molto di più, che le professioniste assegnate alle perizie dei bambini, una lavorerebbe presso una Residenza con gli anziani e l’altra avrebbe altre competenze ma non su bambini minorenni (postato su FB da una di loro). E il Prof.Cantelmi aggiunge: “Ecco perché questa perizia sta prendendo una piega drammatica”. Gli specialisti, come il neuropsichiatra, aveva avvisato del trauma in corso vissuto dai bambini, nonché la madre si accorgeva ogni giorno dell’aggressività reattiva dei figli, fino a giungere a gesti di autolesionismo. Infine le crisi notturne di panico e gli incubi dei gemelli hanno finito per esasperare la madre, considerata dai servizi senza mezzi termini “ostativa”, con una condotta “oppositiva e ostile”. Il dubbio che verrebbe non conoscendo le contraddizioni del nostro Paese potrebbe essere: perché una madre vedendo ammalarsi giorno dopo giorno i propri figli dovrebbe non essere ostile a decisioni fortemente contraddittorie con la tutela dei minori? E ancora: Non sarebbe più logico che il personale “qualificato” alla tutela dei minori sviolinasse i propri talenti professionali per aiutare bambini e genitori? In fondo in fondo sarebbero pagati per questo e se persino loro rinunciano a trattare con una mamma disperata e con bambini traumatizzati, perché mai un genitore dovrebbe essere sereno, pacato e conciliante? Il prof. Cantelmi accusa la psicologa di mancata deontologia professionale per aver postato su FB le proprie opinioni negative sulla famiglia, che avrebbe dovuto invece aiutare e supportare. Inspiegabilmente, come sembrerebbe, donne contro donne e proprio a ridosso dell’8 marzo…
Forse questi genitori provenienti da altri Paesi e culture differenti non conoscono bene che da qualche anno nel nostro bel Paese esisterebbe la tendenza a facili conflitti di interessi, che i cittadini apprenderebbero sulla loro pelle; esisterebbe, in modo trasversale, una facilità a ideologizzare, proprio nel senso che alcuni sarebbero sempre nel giusto, solo per il fatto che altri di ideologie differenti, non lo sarebbero mai! Così si arriva perfino a sfruttare la sofferenza dei minori per strappare ai meno informati un assenso che, entrerebbe “come i cavoli a merenda”, nelle date referendarie del 22-23 marzo! Un gesto istituzionale andrebbe invece bene accolto: l’intervento del Garante dell’Infanzia, che avrebbe già richiesto la presenza della madre. Se non serpeggiasse tra i cittadini il terrore della guerra, per il ruolo poco chiaro del nostro Paese (dopo l’utilizzo delle basi militari), sarebbe auspicabile una sana protesta di massa.
Non si dovrebbe mai dimenticare che un bambino nasce libero, unico e irripetibile. Giudicare i genitori come patologici, nel caso che come tutti gli umani, avessero delle imperfezioni è un brutto segno dei tempi attuali, dove la forza per dominare gli altri esseri, porta a sgretolare il sistema sociale e l’identità dell’individuo, già attaccato sotto tutti i fronti. Scoprire i difetti di due genitori, tra l’altro molto diversi da noi per cultura e abitudini, spiattellandoli come gravi disturbi psichici, non potranno mai convincere le persone cosiddette “concilianti” a credere ancora nelle istituzioni. Tutte le minuziose descrizioni degli addetti alla tutela minorile, atte a motivare le ultime decisioni, molto probabilmente verranno lette dalle famiglie italiane, come mere razionalizzazioni. Anche la psicologia evolutiva ha avuto un suo peccato originale: l’idea di uno sviluppo “normale” nel cercare un valore medio sulla base statistica, valore medio che dovrebbe raggiungere ogni bambino. Per Köhler la normalità era soltanto il valore mediano di tutte le deviazioni di cui è costituita la realtà. Per lui era da intendere come una successione di fasi evolutive, dove si possono trovare momenti non progressivi e diversificati nei ritmi da bambino a bambino. Da esperto pedagogista curativo non avrebbe mai potuto concepire la penalizzazione -per usare un eufemismo- di bambini sereni dividendoli dai loro genitori per le loro scelte e atteggiamenti diversi dalla “norma”. Il bastone che i gemelli hanno sollevato contro le educatrici non era nelle loro abitudini di vita, così in armonia con gli amici animali e la natura. Nessuna razionalizzazione potrà mai oscurare la verità. Probabilmente nessun professionista ben preparato avrebbe potuto convincere i bambini sulla bontà di quella nuova e sgradita realtà.
Solo una persona della struttura si è commossa salutando i tre bambini cha dovranno uscire per sempre anche dalla sua vita senza conoscere ancora il loro destino: la maestra, mostrando con le sue lacrime, che il cuore può ancora donare pensieri.
Molti allora si chiederanno il vero motivo di tutto questo dramma capitato a persone non devianti e la risposta non sarà semplice, perché le ideologizzazioni, ormai morte, non potranno convincere più nessuno.
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