Vincenza Alfano – scrittrice e giornalista napoletana - ha dedicato il suo ultimo romanzo “La guerriera dei libri” (Solferino, 2026) a Guerriera Guerrieri, protagonista della storia della cultura bibliotecaria italiana, raccontandola in modo sincero e appassionante, «eroina senza armi, eroina della pace in tempo di guerra a difesa dei beni che le erano stati affidati».
Laureatasi in lettere a Napoli nel 1926, e diplomatasi presso la scuola di paleografia e archivistica dell’archivio di Stato, Guerriera Guerrieri vinse il concorso del 1932 iniziando a lavorare presso le biblioteche governative. Dieci anni dopo divenne direttrice della Biblioteca nazionale di Napoli e soprintendente alle biblioteche della Campania e della Calabria. “Signorina” la chiamavano, ma lei era la direttrice. Era – ed è – difficile farsi rispettare come donna in un ruolo apicale e di prestigio.
Quando «questa follia che gli uomini chiamano guerra» arriva a distruggere tutto, la vita e tutto ciò che gli esseri umani in questa vita hanno costruito, Guerriera scelse di salvare i libri, cosciente che i libri meritano di essere salvati. «“Come si sopravvive a tutto questo?” si è domandata quando le prime bombe sono cadute su Napoli e la città si è piegata docile alla morte mostrandosi fragile e indifesa. La risposta era lì a portata di mano, offerta ai suoi occhi da centinaia e centinaia di volumi. Custodi di vite reali e immaginate, dei loro affetti, della loro sapienza. “La salvezza è nei libri” si è detta».
Indubbiamente aveva già scritto il proprio destino nel nome: lei era, però, una Guerriera per la costruzione, non per la distruzione, una guerriera per conservare, non per cancellare, una vera protagonista della resistenza. Forte, decisa, determinata, coraggiosa, astuta, capace di opporsi alla violenza della guerra, ai divieti dei soldati, all’inerzia dei burocrati. Capace di tutto, per la sua biblioteca. Nulla la fece arrendere: non le bombe, non i saccheggi, non la necessità di trasferire il patrimonio librario per salvarlo, non la necessità di proteggere e ricostruire fisicamente la biblioteca dopo i bombardamenti del 4 agosto 1943. Guerriera imballò e accompagnò personalmente le casse di libri nei vari rifugi - dal Monastero di Montevergine a Teano fino a Calvi Risorta, San Giorgio del Sannio e Aversa -, non si fece intimidire dal pericolo né dall’autorità dei soldati che la intercettarono. Lei doveva salvare la cultura, ciò che di buono gli esseri umani hanno prodotto. «La sua vita si regge su questa insana follia: considerare suoi questi libri che non le appartengono o forse le sono appartenuti da sempre».
Raccontò lei stessa le speranze e i timori di quegli anni in “Vicende della biblioteca nazionale di Napoli. Diario di guerra 1943 — 1945”. E proprio nell’introduzione a quella pubblicazione troviamo la gratitudine di Benedetto Croce alla monuments woman Guerriera Guerrieri: «Noi studiosi di Napoli, e non di Napoli soltanto, dobbiamo alla dott. Guerrieri la salvazione di tutto il patrimonio librario della Biblioteca Nazionale. Essa curò di trasportarlo in luoghi lontani per sottrarlo ai bombardamenti e agli incendi. Essa accompagnò sempre di persona i camionisti che trasportarono le casse per vigilare che niente andasse perduto. Essa le ritrasportò a Napoli con questa partecipazione non solo diretta ma personale… Se io ora penso che tutto il patrimonio delle biblioteche governative è salvo per l’amore e la devozione della Signorina Guerrieri il mio animo si riempie di gratitudine». Disgraziatamente la chiamava “signorina” anche lui, nonostante la stima. Nelle ultime pagine del libro di Guerriera Guerrieri troviamo invece le parole di questa eccezionale bibliotecaria, che, sopravvissuta insieme ai suoi libri alla devastazione della guerra, guarda rifiorire il luogo da lei amato e protetto: «Lentamente la vita della Biblioteca si è avvicinata alla normalità. Il catalogo ha ripreso posto nella sua Sala: al pubblico sono state riaperte la Sala di distribuzione e tre Sale di lettura; ha ripreso a funzionare il servizio del prestito. Ed il pubblico che si aggira nei nostri locali ha potuto seguire l’opera di ricostruzione. […] Ma c’è ancora moltissimo da fare. […] Vogliamo con desiderio vivo tornare alle ricerche erudite e laboriose, alle sottili indagini incunabulistiche, alle discussioni che spesso solleva un’accurata compilazione di cataloghi. Aspiriamo a ricercar l’inedito, a ricostruire la famiglia di un codice o a far ricerche sull’appartenenza di una legatura pregevole o di un grazioso ex libris. Ci accingiamo con nuova cura a completar collezioni, a colmar lacune, a rendere più utile e accogliente la Biblioteca allo studioso. E che la bufera passata non sia che un ricordo amaro, quale di ammalato che torna alla vita e questa più apprezza e più sollecitamente tutela».
Più tardi Guerriera fu anche autrice di un longevo manuale con il quale continuò a trasmettere le sue competenze a nuove bibliotecarie e nuovi bibliotecari. Dal 1952 al 1972 insegnò Biblioteconomia alla Scuola di perfezionamento per bibliotecari e archivisti dell’università di Napoli e, in seguito, nella facoltà di magistero dell’università di Salerno. Nel 2023 le è stato intitolato il monumentale salone di lettura della biblioteca nazionale di Napoli. «L’intitolazione alla Guerrieri del Monumentale Salone di Lettura – dichiarò l’allora direttrice Maria Iannotti - non è un atto dovuto, ma è il segno della riconoscenza della città alla sua opera e vuole rappresentare un modo per dare visibilità alla professione di bibliotecario, di cui non si è ancora compresa appieno il ruolo sociale e scientifico. In questo periodo in cui la Biblioteca affronta la grave difficoltà della mancanza di personale non si può non rivolgere l’attenzione all’opera della Guerrieri. Un esempio di donna combattiva, tenace e determinata, ma anche di appassionata studiosa e bibliotecaria. Il suo impegno e la sua dedizione nello svolgere fino agli ultimi giorni della sua vita la sua missione di bibliotecario ci ricordano che per svolgere con competenza il nostro lavoro, non si può prescindere dall’impegno civile, che significa promuovere il diritto alla lettura, alla conoscenza ed informazione come diritto di tutti».
L’eredità che la direttrice Guerriera Guerrieri ha lasciato alle biblioteche e all’Italia è davvero grande. Ora la domanda è: l’Italia che non legge e che relega la cultura all’ultimo posto degli obiettivi politici cosa intende fare di questa grande eredità?