La politica italica si è svegliata più povera: è morta Emma Bonino.
La Laeder radicale era malata da tempo. Alla politica italiana mancheranno le sue lotte civili. Fu una politica schierata sempre da una parte: quella delle donne e dei diritti civili.
Su Emma Bonino e sugli ideali per i quali ha impegnato la sua vita si possono avere punti di vista diversi, ma una cosa è chiara per tutti: l'Italia democratica ha perduto una propria icona, una bandiera dei diritti civili, una politica appassionata e sempre schierata da una sola parte: quella dei diritti, particolarmente delle donne, e della laicità difesa nelle istituzioni nazionali ed europee. Malata da tempo, era stata ricoverata d'urgenza nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Santo Spirito di Roma a causa di una grave crisi respiratoria. Chissà se nel paradiso laico dove ci piace immaginarla ha già incontrato Marco Pannella, altro leader indiscusso del mondo radicale e delle lotte referendarie, morto giusto dieci anni fa, il 19 maggio 2016. Forse, col solito cipiglio, stanno già discutendo di quest'Italia piccina piccina, dei tanti arretramenti nel mondo dei diritti e di quei referendum che sarebbe necessario promuovere in mezzo alla gente. Anche se il suo nome è particolarmente legato alle lotte in favore dell'interruzione della gravidanza — che ha consentito a numerose donne di uscire dal sommerso e da fetidi laboratori illegali — il suo impegno è stato tanto altro. Epiche le sue lotte in favore del divorzio, contro una società che è ancora oggi patriarcale, ma anche per il metodo della disobbedienza civile non violenta. Alla Camera dei Deputati era arrivata a soli 28 anni nel 1976, quando i parlamentari non erano nominati dai listini bloccati ed occorreva sommare il consenso voto per voto nel proprio collegio, rimanendo nelle aule di Montecitorio per più legislature; poi la presenza al Senato della Repubblica e al Parlamento europeo. Tra il 1995 e il 1999 è stata Commissaria europea con deleghe alla Pesca, alla Politica dei Consumatori e, in modo particolarmente incisivo, agli Aiuti umanitari, operando in aree di crisi complessa come i Balcani, l'Afghanistan e i Grandi Laghi africani. Ha inoltre fondato l'associazione "Non c'è pace senza giustizia" e condotto varie campagne internazionali per la moratoria universale della pena di morte e per l'istituzione della Corte Penale Internazionale. In un momento storico in cui il femminismo è troppe volte caratterizzato dall' effimero e prima di tutto dall' avvenenza fisica, mentre la politica nazionale si confronta per il programma di Roberto Vannacci sull'ideale di uno "Stato etico" quasi che anche l' Italia non si trovasse in un mondo sempre più globale, Emma Bonino già manca alla politica italiana ed il suo esempio dovrebbe essere da monito a quell' universo femminile che oggi come non mai ha bisogno di trovare sul campo rappresentanti di un certo stile, di un certo cipiglio e di un certo peso politico. A prescindere, come dicevamo, delle scelte valorisli e delle lotte per le quali si decide di impegnarsi.
Francesco Rizza