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L’argento europeo illumina la squadra italiana femminile di volley

L’argento europeo illumina la squadra italiana femminile di volley

Non sempre si vince ciò che si desidera e l'entusiasmo delle azzurre insegna il valore del gioco di squadra

Lunedi, 07/09/2026

Pallavolo: l’argento europeo illumina la squadra italiana femminile / il femminile di giornata 107
E’ il 6 settembre, una serata importante e significativa per lo sport italiano nel mondo. Cresce la leggenda del giovanissimo pilota italiano Kim Antonelli che a Monza, con il suo casco tricolore, compiendo ben 26 sorpassi porta la Mercedes alla vittoria, dopo 60 anni dall’ultimo pilota italiano vincente (Ludovico Scarfiotti) con la Ferrari.
Parallelamente anche un’altra attesissima sfida catalizza l’attesa di sportive e sportivi. A Istambul sotto la guida dell’allenatore Julio Velasco la nazionale femminile italiana di Volley punta a strappare la vittoria di campionesse d’Europa, da affiancare al titolo mondiale e all’oro olimpico già in loro possesso, garantendosi inoltre, in caso di vittoria, l’accesso alle olimpiadi del 2028.
La squadra della Turchia il titolo europeo già lo detiene dall’anno passato, ed è proiettata a non volerlo cedere, sostenuta da uno stadio tutto per loro, tra l’altro allenate dall’italiano Saltarelli.
Le motivazioni e le capacità di Italia e Turchia sono entrambe forti e solide e l’inizio della partita sembra proprio dire che l’Italia e le sue ragazze sono una volta in più un’eccellenza determinata a vincere come i primi risultati certificano. Ma la Turchia non molla, la gara è durissima e alla fine è la squadra di casa a farcela in rimonta e al tie-break, contro la nazionale azzurra, oro olimpico e mondiale, raddoppiando il loro titolo europeo. Certo la voglia di vincere, legittimamente apparteneva alle nostre ragazze, ma il loro argento lo hanno accolto comunque con la gioia di chi sa di aver dato il massimo nella situazione. Sono le immagini che mostrano la vicinanza, gli auguri, i complimenti alle vincitrici, le parole del loro allenatore, e poi soprattutto gli sguardi, gli atteggiamenti, gli abbracci reciproci che raccontano, pur senza negare che a quel terzo oro europeo ambissero; purtuttavia quell’argento va rispettato, perché se lo sono guadagnato e lo vogliono onorare non offuscandone la luminosità, ma godendosi il momento e continuando a guardare oltre. E a sottolineare ancora una volta quello spirito di gruppo frutto di un modo preciso di considerare la competizione, la gara, le vittorie e le sconfitte è il loro allenatore Velasco. Lui ne loda lo spirito e le modalità con cui accettano ed eseguono le sue indicazioni anche quando qualche volta le fanno loro senza totale condivisione o comprensione. Viene da sottolineare come, seppur siano notissimi alcuni dei nomi delle eccellenze della squadra, quello che appare grande protagonista è “il gioco di squadra”. Ciò che rende ognuna delle pallavoliste indispensabile è la realtà per cui anche la più brava ha sempre bisogno delle altre. Un modo dI impegnarsi e di giocare che diviene, se lo pratichi, davvero anche un modo di pensare e di essere che loro, ”le nostre ragazze”, sembrano avere, dagli atteggiamenti, dagli sguardi e dai loro volti In una giornata in cui speravano di volare anche più in alto, hanno comunque onorato il loro volo perchè d’argento splendente.
E come dice la loro capitana Anna Danesi a nome di tutte: “Sono fiera e orgogliosa di accettare la sconfitta a testa alta, con l’umiltà e da qui ripartire come sempre, dopo una grandissima partita”.
Uno spirito che piace pensare appartenga anche all’altra squadra femminile, quella azzurra di basket, che lo stesso 6 ottobre, solo qualche ora più tardi ha giocato contro gli USA in uno degli appuntamenti del campionato del mondo attualmente in itinere. Una presenza, quella della squadra azzurra, che mancava ben da 32 anni e che nella serata del 6 si è confrontata con il team USA imbattuto da 20 anni. Motivo per il quale le azzurre mai avrebbero immaginato di riuscire a sfiorare la vittoria, avendo infatti gli USA vinto con un punteggio di 55 a fronte del 52 delle italiane, ovvero solo per tre punti. Un’emozione inaspettata quell’avere sfiorato l’impresa epocale, che si può essere sicuri si trasformi per le nostre ragazze in un carburante d’energia vitale, imprevisto, per le prossime sfide in calendario.
Parlare di queste fantastiche atlete, dopo solo poche settimane in cui abbiamo seguito vittorie femminili incredibili e sorprendenti in tante altre discipline sportive - gare del nuoto, nell’atletica ed altro - porta a riflettere al successo, che in campo sportivo si moltiplica per queste - tante - ragazze, donne che scegliendo di misurarsi, anche sottoponendosi a sacrifici non indifferenti negli stili e luoghi di vita, ce la fanno, rappresentando un riferimento, un esempio positivo per tante altre giovani.
Vittorie magnifiche ma che raccontano anche rinunce, come è sempre vero, se scegliendo un obiettivo decidi di misurarti per raggiungerlo e cercare di ottenerlo. Un mondo, quello dello sport femminile, oggi di enorme interesse per l’evidente crescita persino multietnica delle protagoniste, per la sua carica di ottimismo della volontà, che non demorde e che forse non sarebbe male “studiare” di più per “scoprire” cosa davvero si possa imparare, lasciandosene contaminare. Grazie ragazze!
Paola Ortensi

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