Laura Ravetto con Vannacci: Dalle quote rosa al femminicidio, un non senso da superare! / il femmini
Vannacci all'Auditorium della Conciliazione presentando il programma del suo partito Futuro Nazionale , affiancato da Laura Ravetto la parlamentare già di Forza Italia, già della Lega, attacca il concetto di femminicidio sostenendo che tutti i delit
Laura Ravetto con Vannacci: Dalle quote rosa al femminicidio, un non senso da superare! / il femminile di giornata
La nascita del partito di Vannacci FN (Futuro Nazionale) avvenuto nel fine settimana del 14/15 giugno a Roma, presso l’Auditorium, forse non a caso a Via della Conciliazione, per porsi al centro dell’attenzione e sottolineando una sua vicinanza non solo laica; fra i punti ideologici del suo programma non ha dimenticato di certo di rivolgersi alle donne. E così ecco esplodere la provocazione circa il non senso che a suo parere avrebbe il concetto di femminicidio, che va abolito, perché, guarda caso, secondo lui tutti i delitti sono uguali, per aggiungere ancora, fra i punti rilevanti come vadano anche abolite le quote rosa. E’ solo per merito, che bisogna, anche come donne, arrivare ad aspirare e “scalare” posti significativi di rappresentanza e diciamo pure di potere. Un assunto quest’ultimo che ottiene il consenso, il sostegno della nuova adepta del suo Partito l’on Laura Ravetto. Lei che sul concetto di” merito” piuttosto che di quote, è il caso di dire che si scatena con violenza. Il suo intervento a sostegno del valore del merito appunto, è quasi ridicolo per la retorica con cui lo condisce, brandendo a modalità di scettro, una confezione di spray marchio Merito, utile per l’appretto della stiratura. Una sceneggiata piuttosto teatrale per affermare che le donne non vivono solo per fare i mestieri di casalinghe, tra cui stirare appunto, ma per misurarsi e competere “meritando” posti rivelanti. Certo all’On Ravetto sarebbe interessante chiederle, per imitarla, come abbia fatto a raggiungere quel merito che l’ha resa deputata a fianco di Berlusconi già vent’anni fa e poi e poi, crescere, cambiare forza politica, emigrando da Forza Italia alla Lega e ora a Futuro Nazionale. Lei che evidentemente delle quote non ha avuto necessità. Ma se delle quote sarebbe interessante argomentare e discutere approfonditamente, anche perché fra molte donne ha rappresentato elemento di confronto, ma anche di apprezzamento perché ha permesso una nuova presenza femminile in posizioni di rappresentanza, che il merito pur reale, non sarebbe bastato a farle arrivare; ben più significativo e insultante è l’idea che il concetto di femminicidio non abbia senso, perché tutti delitti in pratica sono uguali.
E per precisione dice Vannacci: “ci sono istanze di parità vere”, l’uccisione di una donna non è tra queste “uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole”.
Un’affermazione offensiva e provocatoria spudoratamente declamata proprio nell’anno, nel tempo in cui si celebrano gli 80 anni del voto alle donne, in nome di un’uguaglianza, finalmente raggiunta nello specifico di un diritto determinante. Uguaglianza, va ribadito, quale concetto che ben si differenzia dalla semplificazione di quell’essere uguali a cui Vannacci ricorre con irritante supponenza, contando anche qui sul sostegno di Laura Ravetto che sembra ambire a rappresentare la voce femminile del nuovo Partito. Fortunatamente “la ribellione” alle considerazioni del Generale, circa il femminicidio, nel paese Italia, si sono dimostrate talmente offensive, da ricevere risposte politiche sia dalle forze, d’opposizione che di governo e poi da tante voci singole, iniziando da alcune di quelle famiglie dove i femminicidi hanno rappresentato tragedie devastanti, affiancate ancora nella protesta da personalità le più variegate. Tuttavia, la reazione alla provocazione Vannacciana, che consolida come il femminicidio sia oramai un delitto ben definito, non deve far minimizzare la provocazione di FN, sostenuta dai suoi militanti ed anche dalla nostra on Ravetto.
“lo Zingarelli” - dizionario della lingua italiana, andando oltre la politica, specifica: “femminicidio: uccisione e violenza compiuta nei confronti di una donna, quando il fatto di essere donna costituisce l’elemento scatenante dell’azione criminosa”. Il che accade spesso proprio in quella “famiglia tradizionale”, altro punto “distintivo”, e dirimente perché definita come l’unica famiglia accettabile nel programma di quel “Futuro Nazionale “che si presenta quale preoccupante novità di destra conclamata, della politica Italiana. Un nuovo partito e che non va sottovalutato ne minimizzato, magari dedicandogli meno pubblicità gratuita come di fatto sta incredibilmente accadendo. Meno pubblicità e piuttosto immediata risposta di “denuncia”, alle proposte dissestanti che questa nuova forza politica, smaccatamente di destra, ritiene di mettere al centro del suo programma, partendo prima di tutto da quella parola orribile di remigrazione su cui ci sono altre occasioni e contesti per approfondire. Una reazione significativa, si mostra necessaria a tutti i livelli, come è stata, fortunatamente quella della Fondazione di Lucio Dalla che ha contestato come FN abbia potuto senza autorizzazione far risuonare “Futura”, lo splendido brano di Lucio Dalla, quale accompagnamento musicale dei lavori. Ed è la risposta di Vannacci che deve far ulteriormente pensare. Il generale spiega infatti di avere regolarmente pagato il diritto-burocratico- di utilizzo del brano, dimostrandosi tetragono a ogni rispetto nei confronti del cantautore, di cui, conoscendone la vita e le idee non è difficile immaginare che non avrebbe mai accompagnato con il suo brano e la sua musica il programma di Futuro Nazionale. Ma questo a Vannacci non importa perché gli piaceva e aveva pagata la tassa! Che altro dire se non impegnarsi ,nello specifico come donne, a rappresentare le nostre conquiste e idee difendendole nei fatti senza mai darle per definitivamente garantite e scontate?
Paola Ortensi
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