Le opere di 11 artiste indagano 'il proprio essere donna in relazione con il mondo odierno e con il passato'. Visitabile a Corsico (Mi) dall'1 al 16 marzo
Giovedi, 26/02/2026 -
Si svolge a Corsico (Milano) una mostra organizzata e curata dalla Fondazione Sormani Prota-Giurleo ETS con il patrocinio del Comune di Corsico. Il titolo, 'Libertè Diversitè Sororitè', rimanda alla nota frase della Rivoluzione del 1789 assunta poi come motto nazionale della Repubblica francese.
Le modifiche inserite, Diversité in luogo di Egalité e Sororitè in sostituzione di Fraternité, indicano la volontà di esplicitare il senso della libertà femminile basata sulla differenza di genere e sulla relazione tra donne.
Una mostra che, anche attraverso il riferimento alle madri simboliche, artiste alle quali è stato riconosciuto il senso dell’esistenza e dei saperi, offra esperienze femminili positive alle quali le donne possano riferirsi e alle quali gli uomini possano riconoscere l’autorevolezza che induce al rispetto.
Le artiste invitate, Anna Buonapace, Margherita Cavallo, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Alicia Iglesias, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Silvia Paladini, Antonella Prota-Giurleo, Mintoy Puledda Piras. hanno indagato il proprio essere donna in relazione con il mondo odierno e con il passato.
Antonella Prota – Giurleo, artista e curatrice.
Liberté, égalité, sororité
"Invenzione politica, macchina volante, occasione di libertà che brilla per il suo valore politico. Ha avuto bisogno di tempo per incarnarsi nella realtà la parola sororità, per essere capita come occasione per sperimentare il senso libero della differenza sessuale.”
Mi appello a Luisa Muraro per significare sororité. Se libertà e uguaglianza (nella differenza) sono le parole dell’emancipazione, la sororità vuole porre l’accento sulle relazioni, le esperienze e le pratiche feconde che le donne hanno messo in atto, forti delle loro passioni, oltre le loro relazioni amicali.
Astratte, informali, materiche o concettuali, diverse per poetica e generazione, le artiste sembrano eludere un codice linguistico preciso non per sfuggire alla loro identità ma per sottrarre qualsiasi connotazione narrativa o psicologica al loro fare arte. Sono le loro opere a suscitare nell’osservatore non solo una partecipazione attiva, ma quella sorta di identificazione che ci chiama profondamente in causa, che ci invita a "sentire” che cosa l’opera muove dentro di noi. Se l'astrazione è stata più favorevole alle artiste donne perché le scelte iconografiche figurative erano soprattutto ad opera di soggetti maschili, oggi le artiste numericamente presenti e visibili sulla scena dell’arte hanno integrato nei loro lavori ogni possibile forma espressiva, unite dal loro naturale talento, dall’urgenza di agire il cambiamento.
Nell’opera di Anna Buonapace una pittura figurativa soffusa e sensibile esplora la dimensione del sogno ove Natura e genealogia femminile vivono in perfetta continuità in una sorta di reciproca protezione.
Su un fondo fotografico su cui si addensano a tratti di matita figure umane, animali e paesaggi dell’immaginario femminile Margherita Cavallo fa emergere con forza una “doppia” figura ritagliata nel metallo.
Nel lavoro di Fernanda Fedi tracce pittoriche come colature si sovrappongono a segni e scritture remote; nella sua narrazione artistica il grande deposito del passato si sedimenta nel contemporaneo.
Gretel Fehr mette in scena la presenza di una figura femminile stilizzata al centro della composizione, un centro prospettico, un punto chiave ove convergono linee e note dello spartito musicale; arte e musica si "appartengono”, tese ad assorbire l’una la linfa dell’altra.
Foto 1 Gretel Fehr
Nell’elaborazione digitale (tratta da una foto di una sua installazione di sculture lignee) di Mavi Ferrando i colori intensi e accesi aggettati alle sculture ne esaltano il movimento in una dinamica e inarrestabile sequenza creativa.

Foto 2 Mavi Ferrando
Alicia Iglesias con una tecnica raffinata e complessa rappresenta una figura femminile etrusca, simbolo di "indipendenza e ruolo di riferimento nella società del tempo.” La tecnica impiegata richiama, nell’intento dell’artista, la pittura murale etrusca.
Nadia Magnabosco con Sorellanza smagliata evidenzia la forza trasformativa dell’arte che ritesse, ricuce, rattoppa, con il nylon delle calze e l’utilizzo di colori forti, la rete delle relazioni rifondendole energia e libertà.
MarildeMagni estrosa ed eclettica mostra nel suo lavoro un repertorio fantastico di figure in bilico, oggetti sospesi nei labirinti della memoria del femminile che si inerpicano come acrobati appesi a fragili funi di una struttura instabile.

Foto 3 Marilde Magni
“Un fenomeno fondamentale nello studio dell'universo lontano, la Foresta di Lyman-alpha: una serie di numerose strette linee di assorbimento nello spettro della luce emessa da oggetti molto distanti, i quasar. Appare come una ‘foresta' di righe spettrali ‘pettinate' o 'a pettine'". Così Mintoy ci introduce a un lavoro artistico sobrio e seducente ove coniuga immaginazione e sapere scientifico.
Silvia Paladini con I pantaloni di Rosa Bonnheur rende un esplicito omaggio a Rosa Bonheur, prima donna Ufficiale della Legion d’onore, figura di spicco del primo femminismo in Francia, prima donna a indossare i pantaloni: la sagoma dei pantaloni su cartoncino, i bottoni veri, strutturano un’opera che rivela ironia, capacità inventiva, e tuttavia anomala nella ricerca di Paladini, volta prevalentemente a un linguaggio più prossimo all’astrazione poetica.
Foto 4 Silvia Paladini
L’opera di Antonella Prota Giurleo è composta da sagome di dee madri (l’artista fa riferimento a Maria Gimbutas e Christa Wolf) che affiorano dalle trame della memoria; il segno diviene elemento di connessione e coerenza tra le figure emerse riorganizzando la visione in un gioco di rimandi tra pensiero e immagine.
Foto 5 Antonella Prota – Giurleo
Cristina Rossi, giornalista, critica d’arte
Liberté Diversité Sororité Saloncino La Pianta. Via Leopardi 7. Corsico (Milano)
Da domenica 1° marzo alle ore 18 fino al giorno 16 marzo dalle ore 16 alle 18.30 con chiusura il martedì
Contatti: Fondazione tel +39 347 03 12 744 contatti@fondazionesormaniprota-giurleo.it
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