Oltre a scegliere cinque "eccellenze femminili" come candidate alle elezioni europee, Luigi Di Maio privilegi le innumerevoli donne comuni richiedenti da mesi il ritiro del ddl Pillon
Mercoledi, 17/04/2019
Se veramente si vuole mettere mano ad una revisione della legge 54/2006, che tenga conto delle specifiche problematicità dell’affidamento familiare, non si possono fare colpi di mano, come quello preliminare di prevedere che il ddl Pillon fosse discusso in commissione fino ad arrivare ad un testo su cui l’aula parlamentare avrebbe dovuto esprimere solo il voto finale. Dal 9 aprile la modalità di formazione del testo normativo è stata modificata, perché in Senato ogni forza politica potrà produrre emendamenti, su cui di volta in volta raccogliere consensi prima del voto conclusivo in aula, ma resta di base il ddl Pillon. Come se le decine di audizioni parlamentari, fortemente critiche al suo riguardo, non fossero servite a niente, come se oltre 170.000 firme in calce ad una petizione richiedente il ritiro del ddl Pillon fossero quisquiglie, come se una costante protesta delle donne italiane valesse men che niente.
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