Incontriamo Valeria Bianchi Mian, psicologa e psicoterapeuta, appassionata a Jung e Hillman, scrittrice e poeta. Specializzata in psicodramma, ne ha ideato una versione che utilizza i tarocchi, il cosiddetto modello Tarotdramma®. Conduce corsi di scrittura terapeutica e di poesiaterapia con Giunti Psicologia e con la scuola PoesiaPresente di Monza. Ha scritto e curato saggi tra i quali “Fare storie” (Giunti, 2025) e numerose sillogi e antologie di racconti, tra le quali “Bestie, femminile animale” (2022), “La rivoluzione poetica degli animali” (2025). Sceneggia mazzi di carte metaforiche tradotti in diverse lingue per la casa editrice White Star. Per le Edizioni del Capricorno ha pubblicato i noir Il corpo crudo (2024), Le signore dei giochi (2025) e L’angelo di sangue (2026), quest’ultimo arrivato al 2^ posto del concorso noir “Garfagnana in Giallo”. Valeria Bianchi Mian condurrà un laboratorio di poesia oracolare a Costarainera (IM) il 30 luglio nell’ambito de Le Muse Festival.
Ciao Valeria, grazie per aver accettato l’intervista. Raccontaci un po’ di te… direi che l’inconscio, l’occulto e la scrittura sono la tua casa, la tua essenza. È così?
Sono immersa nell'immaginario onirico, fiabesco, mitologico sin da bambina. Fare storie estraendo contenuti dall'inconscio è un tratto della personalità, certe volte. Non se ne può fare a meno. Se i mostri e i demoni fanno paura, occorre relazionarsi con loro e avviare un dialogo. Negli anni sono diventata brava a farlo, tanto da realizzare questa comunicazione come professione: la psicoterapia.
Conduci corsi di formazione, di comunicazione, di tecniche espressive e scrittura creativa-curativa. Raccontaci!
Dal lockdown in poi, tutte le mie attività hanno subito una sorta di rimescolamento che si è rivelato funzionale. Prima di allora ero per lo più abituata a condurre in presenza. Con l’arrivo del Covid ho dato vita a una serie di gruppi online, attivando corsi in collaborazione con Psicologia.io e con altre piattaforme molto attive nel campo della mia professione. Ho aperto il sito www.tarotdramma.com, nel quale raccolgo articoli e proposte relative al mio metodo. Mi sono dedicata alla cura di spazi virtuali che mi danno molta soddisfazione perché, a dispetto della distanza fisica, avvicinano persone da ogni parte del mondo.
Già durante la formazione ho cominciato a mettere in piedi gruppi espressivi dedicati alle carte dei tarocchi, alle fiabe, al sogno… Ho lavorato nelle comunità per il trattamento delle tossicodipendenze e in strutture per anziani occupandomi di arte-terapia e di scrittura poetica. La poesia è davvero trasformativa, è una poesia cura, come la scrittura. Questo è anche il messaggio dalla scuola monzese di Poetry Therapy con la quale collaboro.
Negli anni ho condotto gruppi con anziani nelle case di riposo e con bambini delle primarie, e so che per ogni età lo spazio creativo si forma ad hoc, nasce, cresce, trasforma i partecipanti e dona bellezza.
Hai inventato un metodo che combina psicodramma e simbologia dei tarocchi. Come ti è venuta l’idea? In che cosa consiste?
Alla fine degli anni Novanta, subito dopo la laurea, ho cominciato a intrecciare il lavoro artistico, narrativo e poetico alla simbologia alchemica, argomento che avevo ampiamente trattato nella mia tesi di laurea, dedicata al processo ermetico femminile e alle carte dei tarocchi. La mia passione per la simbologia mi ha portata a esplorare gli scritti di Jung e di Hillman. Sono arrivata alla psicologia archetipica, grazie al professor Giorgio Girard, filosofo del pensiero e della psicologia cosiddetta debole, un filone che in poche parole ci rimanda all'apertura e alla elasticità della psiche.
Il Tarotdramma® è nato come psicodramma immaginale e sociodramma con i tarocchi, ma ha oggi una complessità che è cresciuta nel tempo diventando un modello specifico. Ho iniziato a condurre laboratori e gruppi con questo metodo nel 2000 e anche esperienze Tarot Telling, cioè di creazione di storie o poesie con l’uso delle carte. Successivamente, ho cominciato a proporre la creazione artistica e poetica di immagini, perché ai partecipanti piaceva l’idea di portare a casa un elaborato. Ho anche creato io stessa un mazzo di carte per la silloge uscita con Miraggi nel 2020, Vit(amor)te e in seguito sceneggiato mazzi di carte metaforiche per la casa editrice White Star.
Il termine “tarotdramma” descrive un incontro tra psicologia, psicodramma e tarocchi, mondi apparentemente distanti. Uno spazio-tempo in cui narrazione corale, individuale e percorsi poetici con le carte creano davvero una specie di “teatro della coscienza.”
Insomma, fare un’esperienza di Tarotdramma significa affrontare un viaggio nell’inconscio…
Ti faccio un esempio, la carta numero zero, il Matto: il suo è un viaggio, non è eroico in senso stretto, piuttosto un vagabondaggio, una ricerca. Una specie di discesa negli inferi senza spade e armature, senza una vocazione alla vittoria. Il Matto è la prima carta e l'ultima di una danza archetipica, lui porta il vessillo del numero zero, la bandiera della cosa di poco conto, in un cerchio di ventidue elementi che come contenitori cangianti accolgono e rimandano ognuno a una molteplicità di altri elementi. L'amplificazione è inevitabile quando abbiamo di fronte certe figure che si prestano così bene a essere qualsiasi cosa possiamo e vogliamo leggervi dentro. Matto, Mago, Papa e Amanti, Diavolo e Luna, Sole e Mondo, tutti i personaggi arcani possono essere interpretati e rappresentati più e più volte in centomila modi diversi, pur ruotando sempre intorno a quel perno che offre non una definizione rigida ma una traccia. Lo ha scoperto per primo Calvino, quanto possono essere irriverenti i Tarocchi di fronte ai nostri tentativi di organizzare i simboli in modo schematico.
Spiegaci questa scoperta di Calvino…
Italo Calvino si è appassionato all'idea di scrivere un testo narrativo con i tarocchi dopo aver assistito ad un seminario tenutosi ad Urbino, nello specifico a seguito dell’intervento di Paolo Fabbri dal titolo Il racconto della cartomanzia e il linguaggio degli emblemi. Ha ideato un progetto fatto di intrecci articolati che avrebbero creato un disegno complesso a partire dal mazzo noto come Marsigliese, ma la difficoltà di “domare” le figure lo fece quasi desistere. Lui stesso afferma: «non riuscivo a disporre le carte in un ordine che contenesse e comandasse la pluralità dei racconti; cambiavo continuamente le regole del gioco, la struttura generale, le soluzioni narrative. Stavo per arrendermi, quando l’editore Franco Maria Ricci m’invitò a scrivere un testo per il volume sui tarocchi viscontei. Dapprincipio pensavo d’utilizzare le pagine che avevo già scritto, ma mi resi conto subito che il mondo delle miniature quattrocentesche era completamente diverso da quello delle stampe popolari marsigliesi. […] Provai subito a comporre con i tarocchi viscontei sequenze ispirate all’Orlando Furioso; mi fu facile così costruire l’incrocio centrale dei racconti del mio “quadrato magico“. Intorno, bastava lasciare che prendessero forma altre storie che s’incrociavano tra loro, e ottenni così una specie di cruciverba fatto di figure anziché di lettere, in cui per di più ogni sequenza si può leggere nei due sensi.»
Concretamente, come metti insieme poesia e tarocchi?
La poesia e la magia sono gemelle che trovano l'unione negli antichi riti di cura e guarigione. In poesia erano scritte sui papiri le formule per contrastare i mali, per richiamare a sé l'amore, per ottenere il denaro. Ad Heka, forza agente della magia generata da Atum, erano dedicati in versi proclamati dai sacerdoti. Con il linguaggio poetico il mago manipola i segreti e comunica con l'inconscio creando la nuova realtà. Ripetizioni ritmate. Rime. Suoni e vocalizzi. Il linguaggio nasce dalle forme delle cose, così ci dice la linguista Silvia Ferrara, e alle cose torna per definirle e chiamarle. L'incantesimo antico è parte della cura quotidiana di parole e gesti. Il bene e il male dei quali siamo capaci di esprimono nella formula così come nella preghiera. Pensiamo alle tavolette per chiedere la rovina di qualcuno, le famose defixiones incise sul piombo. Venivano sepolte e si chiedeva l'aiuto degli dei: Così come questo metallo è freddo e inutile così rendi la vita del mio nemico. Le formule, aforismi, parole magiche, e anche versi erano usati per invocare e comandare le potenze. Se pensiamo alla filosofia, troviamo i primi scritti in versi, frammenti di Eraclito, poemi della natura…
La poesia è magia sin dalle origini, scrive Anita Seppilli. Evoca e genera, performa, dice e tace, fa opera sacra e profana. I maghi porto conoscono le strategie di comunicazione con il mondo e con l'inconscio, attraverso formule ispirate, apotropaiche preventive e protettive creano meraviglia.
Quando si genera un testo poetico e lo si rappresenta con un'immagine che nasce nel processo, i pazienti o i partecipanti si stupiscono di fronte all’apertura di porte che permettono loro di accedere al sentimento e all’intuizione, funzioni psichiche comunemente più ostiche rispetto al pensiero e alla sensazione. Quando sboccia una poesia, quando si libra un’idea sottile, un soffio animico in parole, si attua un concepimento che dà vita a una originale correlazione dei fatti, a una visione nuova che congiunge i vissuti al significato profondo degli stessi.
Insomma, fare versi e storie con i tarocchi è una meraviglia che collega il passato al futuro nel gioco arcano della scoperta di sé e dei nuovi modi di osservare e abitare il Mondo.
Hai scritto tre noir in tre anni pubblicati da Edizioni del Capricorno. In tutti e tre l’occultismo, la magia e l’inconscio sono il cuore della storia. Ce ne vuoi parlare?
Il filo conduttore dei tre romanzi editi da Capricorno è l'Ombra dell'anima umana. Il corpo crudo affronta il tema dell'animale in noi: la nostra parte “natura” alla quale non possiamo e non dobbiamo rinunciare, pena la scissione, la frammentazione della vita stessa. Nella storia compare il lupo come simbolo antico, re delle foreste e guida nei meandri dell'inconscio. Nel secondo romanzo, Le signore dei giochi racconta una storia di donne e di Masche, di magia bianca e nera come parte integrante delle relazioni tra “sorelle” - in questi giorni ho saputo che nei prossimi mesi uscirà in un altro paese, non posso anticipare nulla ma sono entusiasta di questa Internazionalità delle streghe protagoniste. L'ultimo libro è L'angelo di sangue: un tuffo nelle moderne psicosette, gruppi manipolatori che attraggono adolescenti in crisi d'identità spirituale. Un libro che secondo me dovrebbe essere letto dai genitori ma anche dai ragazzi, perché è uno stimolo alla riflessione. Non credo che i gialli, i thriller e i noir siano solo intrattenimento. Intrattenendo, aprono porte e sollevano domande alle quali solo i lettori possono provare a dare qualche risposta.