Visitavile fino al 6 febbraio, la grande retrospettiva dedicata all’artista che ha portato per prima la figura femminile nello spazio pubblico
Martedi, 13/01/2026 - La grande retrospettiva dedicata all’artista che ha portato per prima la figura femminile nello spazio pubblico di Milano apre al pubblico il 14 gennaio e sarà visitabile fino al 6 febbraio 2026. "FIGURA FORMA. 100 anni di Rachele Bianchi" è il titolo della mostra co-curata da Erika Lacava e dall’Archivio Rachele Bianchi che è ospitata presso Palazzo Pirelli a Miloano (Via Fabio Filzi 22).L’antologica postuma ripercorre settant’anni di inesauribile ricerca artistica, offrendo un viaggio immersivo attraverso l’evoluzione del linguaggio di Rachele Bianchi e della profondità dei temi che hanno segnato l’intera produzione dell’artista. Il percorso espositivo si apre con una sala di highlights, dove quattro opere emblematiche sintetizzano la complessità del suo universo creativo. Accanto, le fotografie di Daniela Ferrante documentano la presenza pubblica dell’artista in Lombardia: dal monumentale Personaggio di via Vittor Pisani alle opere che dialogano con musei e spazi aperti. Una sezione intima introduce invece alla dimensione privata di Rachele Bianchi: pagelle, lettere, schizzi preparatori, fotografie e appunti d’archivio compongono un racconto che permette di “sfogliare” il suo vissuto quotidiano. Lungo il percorso, frasi tratte da interviste scorrono sulle pareti e accompagnano il visitatore.
La mostra prosegue con una sezione dedicata ai disegni degli anni Cinquanta, in cui il tratto essenziale della matita rivela lo studio del corpo femminile nel dopoguerra. Seguono poi le ceramiche, primi segnali del passaggio alla tridimensionalità e testimonianza dell’urgenza di “plasmare la materia” trasformandola in forma e narrazione.
Il cuore della mostra è la grande sala centrale, dedicata ai cicli più profondi e autobiografici dell’artista, dalle sculture ai bassorilievi: le natività e maternità degli anni Cinquanta e Sessanta, permeate di intimità; la donna ammantata, figura-protezione nata nei momenti di crisi; i Personaggi dal manto geometricamente strutturato e via via più rarefatto; e la “rete”, simbolo di inclusione e contaminazione, divenuta una delle cifre più riconoscibili del lavoro dell’artista.
Una sezione conclusiva è dedicata alle tele degli anni Duemila, opere sorprendenti per energia e libertà formale, che testimoniano come, anche oltre gli ottant’anni, Rachele Bianchi continuasse a sperimentare con uno sguardo lucido sul mondo. Il percorso si chiude restituendo l’immagine di un’artista autodidatta, prolifica e innovatrice, che attraverso la FORMA ha contribuito alla rappresentazione della donna nel secondo Novecento fino alle soglie del nuovo millennio, rivendicando oggi il suo posto nella storia dell’arte contemporanea. A corredo della mostra un catalogo edito da Nomos Edizioni. In occasione della mostra è stato composto da Giovanni Bariona il brano Ricerca. La composizione guida il visitatore in una dimensione altra, fatta di riflessione, introspezione e continua tensione verso la ricerca. I motivi ripetitivi ma delicati, intervallati da improvvise e luminose aperture, evocano il lungo e paziente processo di maturazione dell’idea artistica. Un percorso fatto di ritorni, variazioni e scarti, che riflette il lavoro di una scultrice come Rachele Bianchi, impegnata per tutta la vita in un dialogo costante tra forma, materia e pensiero.
L’Archivio Rachele Bianchi 3.0: quattro reti per una visione contemporanea
Nato nel 2019 come associazione culturale senza fini di lucro, l’Archivio conserva, studia e valorizza l’opera della scultrice Rachele Bianchi (1925–2018), portandone avanti l’eredità artistica con uno sguardo contemporaneo. Custodisce l’intero corpus dell’artista e promuove progetti che mettono in dialogo la sua ricerca con le sensibilità di nuove generazioni di artisti, italiani e internazionali. La sede dell’Archivio è concepita come uno spazio vivo e accessibile, una vera “rete aperta”: un luogo dove il patrimonio dell’artista continua a generare connessioni, visioni e nuove forme di creatività. Attorno a questa missione si sviluppano quattro “reti” che definiscono l’identità culturale dell’Archivio.
La prima rete è dedicata al cuore del progetto: la conservazione, lo studio e la valorizzazione dell’opera di Rachele Bianchi, attraverso mostre istituzionali e iniziative di ricerca che approfondiscono la sua poetica e il suo percorso artistico.
Accanto a questa si sviluppa la Rete Aperta, il programma che ogni anno coinvolge giovani artisti e artiste selezionati dal Comitato Scientifico per creare un dialogo diretto con l’opera di Rachele Bianchi. In questo ambito si inserisce la mostra Reti 2025, ospitata fino al 30 novembre e realizzata con Isorropia Homegallery, che presenta le opere di Debora Garritani in dialogo con quelle dell’artista. Ad oggi l’Archivio ha ospitato gratuitamente oltre quindici artisti nell’ambito di questo percorso, offrendo loro uno spazio di confronto e sperimentazione.
La terza area è dedicata a Donne tra le righe, un ciclo annuale di incontri e presentazioni di libri che esplorano narrazioni, autobiografie e sguardi femminili, ampliando il lavoro dell’Archivio verso la dimensione letteraria e culturale legata alle donne.
Infine, il progetto più recente è La Rete delle Artiste, nato in occasione del Centenario: una rete che connette archivi, atelier e fondazioni dedicati ad artiste donne a Milano e in Lombardia, promuovendo collaborazione, visibilità e dialogo tra realtà culturali affini. Ne fanno parte, oltre all’Archivio Rachele Bianchi che è promotore dell’iniziativa, l’Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck, l’Archivio Eredi Nanda Vigo, l’Archivio Elisabetta Keller, l’Archivio Gabriella Benedini, l’Atelier Mazot Milano, la Fondazione Maria Cristina Carlini, la Fondazione Federica Galli e lo Studio Museo Bianca Orsi.
Il Centenario rappresenta per l’Archivio un momento di espansione e consolidamento, con una serie di azioni strategiche volte a rafforzare l’apertura alla città e al pubblico: l’istituzione di un Comitato Scientifico, il rinnovamento della piattaforma digitale e l’iscrizione al Registro delle Associazioni del Municipio 1 del Comune di Milano. Guidato da una visione culturale attenta ai temi dell’identità femminile, della ricerca artistica e del dialogo intergenerazionale, l’Archivio Rachele Bianchi continua a essere un punto di riferimento per la valorizzazione dell’opera dell’artista e per la promozione della creatività contemporanea.
RACHELE BIANCHI (Milano, 1925 – 2018) è stata una scultrice e pittrice che ha sviluppato un linguaggio originale fondato sui suoi iconici «Personaggi», figure simboliche che affrontano temi come identità femminile, memoria e sacralità. Attiva dalla Milano del dopoguerra agli anni Duemila, ha lavorato con bronzo, terracotta, marmo e ceramica, distinguendosi per la “rete aperta”, segno emblematico di relazione e dialogo. Il suo contributo pubblico culmina nel Personaggio di via Vittor Pisani, prima statua di una donna realizzata da una donna nel patrimonio monumentale della città. Dal 2019 l’Archivio Rachele Bianchi ne custodisce e promuove l’eredità.
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Crediti fotografici Daniela Ferrante Bernasconi
INFORMAZIONI MOSTRA
FIGURA FORMA. 100 anni di Rachele Bianchi
14 gennaio – 6 febbraio 2026
Mostra co-curata da Erika Lacava e dall’Archivio Rachele Bianchi
Palazzo Pirelli - Sede del Consiglio regionale della Lombardia
Via Fabio Filzi 22, Milano
Orari: lunedì - giovedì 9.00 – 18.00 | venerdì 9.00 – 13.00
Ingresso libero
ARCHIVIO RACHELE BIANCHI
Via Legnano, 14 – 20121 Milano
www.archiviorachelebianchi.it | Per informazioni: info@archiviorachelebianchi.it
Instagram: @archiviorachelebianchi | Facebook: Archivio Rachele Bianchi
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