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Non giudicante ma con il cuore spezzato, riflessioni sulla (non dolce) morte di Noelia Castillo Ramo

Non giudicante ma con il cuore spezzato, riflessioni sulla (non dolce) morte di Noelia Castillo Ramo

Una storia che ci tocca tutte e che va affrontata evitando polarizzazioni

Martedi, 31/03/2026 - Il presente articolo si propone di offrire alcune riflessioni relative al caso di Noelia Castillo Ramos. Anzitutto intende distanziarsi e contestare la polarizzazione che ha caratterizzato il discorso pubblico relativo alla sua storia. Da un lato, vi è chi si oppone a qualsiasi considerazione sul passato della ragazza e insiste sulla libertà di morire. Dall’altro, chi non considera il suo dolore fisico trattandola come una persona non in grado di scegliere.
La linea è molto più sottile. Taluni elementi imprescindibili vanno considerati.
Anzitutto è bene brevemente riassumere la legge spagnola che consente l’eutanasia, al fine di lasciare spazio alla comprensione di cosa davvero preveda tale ordinamento (Legge n. 3/2021 - Ley Orgánica de regulación de la eutanasia).1
Soffermarsi sui requisiti rende chiaro l’impegno del legislatore spagnolo al fine di permettere tale pratica solo se presente il consenso libero e informato dell’interessata/o. Dal punto di vista sostanziale è richiesta la maggiore età, la capacità di intendere e di volere e di essere cosciente al momento della decisione (altrimenti la presenza di disposizioni anticipate di trattamento). È inoltre necessaria una malattia grave ed incurabile oppure una malattia grave, cronica e invalidante.
Dal punto di vista formale e procedurale è richiesto che vengano condivise informazioni in forma scritta relative alla propria anamnesi e le alternative possibili. Anche il consenso informato deve essere rilasciato dalla/dal paziente per iscritto.
È prescritto inoltre che l’interessata/o rilasci due richieste con la medesima forma a distanza di almeno quindici giorni l’una dall’altra (salvo casi di necessità e urgenza).
Un’ulteriore forma di controllo corrisponde alla presenza di una prima verifica effettuata dal medico consulente che offre una valutazione qualificata ed esterna. A seguire vi è l’accertamento da parte della multidisciplinare commissione di garanzia e valutazione. Vi è inoltre un controllo ex post effettuato dalla stessa entro cinque giorni dalla morte della/del paziente.
Una volta aver compreso come la legge preveda requisiti che intendono scongiurare i rischi dell’eutanasia permessa smodatamente, è bene calare lo sguardo nel caso concreto, anzitutto menzionando gli elementi fondanti del passato di Castillo Ramos che hanno condizionato la sua scelta.
La sua storia ci tocca tutte.
Gli elementi rilevanti sui quali riflettere sono i seguenti. Anzitutto l’adolescenza trascorsa in una struttura sociosanitaria, in seguito alla separazione dei genitori.2
In secondo luogo, la violenza sessuale che l’ha condotta a tentare il suicidio. Non conta scendere in biechi dettagli su alcuno dei due eventi, conta invece soffermarsi su un elemento cruciale: Castillo Ramos è una delle moltissime donne (840 milioni di donne, quasi una su tre è stata vittima di violenza fisica e o sessuale) che subiscono violenza, in un sistema che non la disincentiva ma la rafforza con meccanismi di potere e gerarchie.3
Gli uomini odiano le donne e lo dimostrano nelle forme dei maltrattamenti, dei femminicidi, con la pornografia, la prostituzione e le varie pratiche culturali (sia in Occidente, sia in Oriente) che ne danneggiano la mente e il corpo. L’elenco potrebbe continuare.
Le donne vivono immerse nell’odio rivolto alla loro sola esistenza, e la donna preferita della struttura patriarcale è quella morta.
Così, anche in questo caso, si sono susseguite molteplici violenze: quella sessuale, quella autoriferita e infine l’eutanasia, che non è in senso stretto violenza ma che dovrebbe far riflettere sulle condizioni che hanno condotto l’interessata a morire.
In questo caso lo stupro.
In questo caso la negligenza e la solitudine che ne è seguita.
Nessuna donna dovrebbe rimanere sola a gestire le conseguenze della violenza. È cruciale la presenza di una comunità di supporto anche esterna alla tradizionale e patriarcale psicoterapia. È necessaria una comunità di donne che si comprendano, ascoltino e sostengano a vicenda. Non si intende romanticizzare il dolore quando si dice che in un’unione, in un abbraccio collettivo di donne Castillo Ramos non avrebbe scelto il primo suicidio, pertanto nemmeno il secondo.
Ciò è ancora più evidente ascoltando un’intervista trasmessa su Antena 3 in cui traspare il suo stato interiore.4
Castillo Ramos dice di sentirsi sola da sempre, incompresa, senza alcuna empatia da parte di chi la circonda. Anche prima di richiedere l’eutanasia definisce il suo mondo come oscuro, si considera senza obiettivi. Riferisce di apprezzare elementi superficiali legati alla cura dell’aspetto fisico come la cosmesi, ma riporta più volte di essersi sentita senza né scopi né desideri.
Oltre a chiarire che non vuole mangiare e che fatica a dormire, dice di ricordare il suo passato e di “averlo superato” ma, allo stesso tempo, che non ne può più di ciò che la tormenta e di quello che le è successo, di voler riposare e non sentire più dolore.
A seguire si concentra sul rapporto con il padre, il quale si oppone all’eutanasia ma non vuole più saperne di lei, che per lui lei è già morta. La contraddizione e la crudeltà sottesa a questo atteggiamento non possono passare inosservati. Da un lato, in quanto cristiano, eticamente è contro l’eutanasia; dall’altro non manifesta alcun interesse per la figlia. Castillo Ramos aggiunge che, una volta aver ottenuto la possibilità di procedere con l’eutanasia, il padre le ha detto «hai vinto tu», sentendosi rispondere da sua figlia che non è un gioco, non c’è chi vince e chi perde. La giovane donna condivide inoltre che è ferita dall’atteggiamento del padre che ha sminuito la sua sofferenza e che, pur avendone le possibilità materiali, non sia andato a trovarla: «Non mi ascolta, non mi chiama, non mi scrive. Sono io che lo cerco ma lui no». Quindi chiede: «Perché mi vuoi viva? Per tenermi in un ospedale?».
L’intervista riprodotta su Antena 3 si conclude con le parole della giornalista e conduttrice Sonsoles Ónega, la quale dice che ciò che è avvenuto potrà anche essere un dilemma etico ma è conforme alla legge.
La legge: strumento patriarcale che ancora una volta, applicata all’interno del sistema patriarcale, permette a una giovane donna di “riposare in eterno”, chiudendo gli occhi di fronte alle ragioni che l’hanno condotta alla paraplegia e al dolore che ne è seguito.
Alla legge si unisce un’altra istituzione patriarcale, sulla quale urge fare luce. Di fronte al dolore psicologico di Castillo Ramos, parte dell’opinione pubblica, contestando la sua scelta, ha suggerito di gestire la sua sofferenza affidandosi alla psicoterapia, un’ulteriore istituzione patriarcale. Per comprendere tale critica ci si può affidare a noti testi di autrici quali Betty Friedan, Shulamith Firestone, Germaine Greer, Andrea Dworkin, Mary Daly, Luce Irigaray, le quali hanno discusso taluni elementi problematici sia della diagnosi sia della cura dei problemi di salute mentale, indagando le loro perplessità attraverso le lenti del genere (o meglio, del sesso).5
Problemi di salute mentale, quali la depressione, sono pertanto politici e non meramente personali. È problematico trattare sintomi dell’oppressione della classe femminile come disordini da risolvere individualmente.
Nel caso di Castillo Ramos, il suo dolore non nasce in un vuoto. La violenza subita a più riprese non è neutra rispetto al suo sesso: è una donna vittima di stupro e di negligenza da quello stesso sistema patriarcale che ha permesso l’eutanasia. Cosa sono di fronte a questa oppressione la legge (che in Spagna rende legale l’eutanasia) e la psicoterapia suggerita da parte dell’opinione pubblica? Sono gli «strumenti dell’oppressore» che Audre Lorde indicava come inutili per smantellare la casa dell’oppressore.6
In altre parole, la struttura patriarcale ha creato sia le condizioni per la violenza subita e la negligenza che le ha permesso di tentare il suicidio; sia la legge che, di fronte alla paraplegia e il soddisfacimento degli altri requisiti, ne ha permesso la morte. Quanto è avvenuto, come ha detto la conduttrice su Antena 3, è legale, ma non si può ignorare che è stata non solo condonata ma ammessa la morte dell’ennesima donna vittima di violenza.
È bene concludere cercando di restituire quell’onestà nella narrazione, spesso calpestata dal mainstream, distanziandosi dalla polarizzazione e richiamando i seguenti elementi. Anzitutto la condizione fisica di Castillo Ramos, ossia la paraplegia, indubbiamente fonte di pesanti sofferenze. Ciò porta ad abbandonare una posizione giudicante preferendo lasciare spazio a una decisione, per quanto dolorosa, di ricorrere all’eutanasia.
La condizione fisica quindi non va ignorata e dal lato pratico è determinante ma il contesto non può essere sminuito. È indispensabile ricordare che la sua scelta, da rispettare nel silenzio di un dolore collettivo, è frutto di un sistema individualista, patriarcale e violento. L’auspicio è che questo caso mantenga viva l’urgenza di intervenire per contrastare la violenza maschile contro le donne, creare una comunità di sostegno e rafforzare le istituzioni presenti che dovrebbero prendersi cura delle persone fragili.

Note
1. Ley Orgánica 3/2021, de 24 de marzo, de regulación de la eutanasia, disponibile su: https://www.boe.es/buscar/act.php?id=BOE-A-2021-4628;
si veda inoltre: Carminati, B. (2021) Spagna - Ley n. 3/2021 del 24 marzo 2021: approvata legge organica sull’eutanasia. BioDiritto.
2. La storia di Noelia, la 25enne di Barcellona che ha scelto l’eutanasia: dalle violenze al tentativo di suicidio, Il Fatto Quotidiano, 26 marzo 2026;
si veda anche: La storia di Noelia, morta in Spagna per eutanasia dopo una violenza sessuale di gruppo, Europa Today, 30 marzo 2026.
3. UN WOMEN, Facts and figures: Ending violence against women, 2025, disponibile su: https://www.unwomen.org/en/articles/facts-and-figures/facts-and-figures-ending-violence-against-women.
4. Antena 3, Noelia Castillo Ramos | Las Entrevistas de Sonsoles, 26 marzo 2026 <https://www.youtube.com/watch?v=F33RyPOvKUc&t=439s&pp=ygUgbm9lbGlhIGNhc3RpbGlvIHJhbW9zIGludGVydmlld3M%3D>.
5. Daly, M. (1987) Gyn/Ecology: The Metaethics of Radical Feminism, Londra, The Women's Press;
Dworkin, A. (2025) Right-wing women, Londra, Penguin Classics;
Greer, G. (2006) The Female Eunuch, New York City, Harper Perennial;
Irigaray, L. (2017 a cura di L. Muraro) Speculum. Dell'altro in quanto donna, Milano, Universale Economica;
Firestone, S. (1972) Dialectic of Sex: The Case for Feminist Revolution, New York City, Bantam;
Friedan, B. (1984) The Feminine Mystique, Dell Publishing, New York City.
6. Lorde, A. (1984) Sister outsider. Penguin Classics, Londra. 

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