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"Occhi in Libano"

La missione di AVS in Libano per testimoniare cosa sta accadendo e dare voce a ciò che non viene raccontato

Domenica, 06/09/2026

In questi giorni si è compiuta la missione di AVS nel sud del Libano, dove “gli invisibili” sono bombardati quotidianamente. Sono tutte quelle persone che fuggono dalla guerra civile in Siria, dalla Palestina, e dal Libano, rifugiandosi dove possono dando un addio alle loro case distrutte. Dopo lo sterminio del popolo palestinese, ancora in atto, i morti nel Libano sono già arrivati a più di10.000, con lo sfollamento di più di un milione di persone. I sopravvissuti non godono di alcun tipo di diritto. Con le case, non più loro, poiché occupate come i territori, i civili attaccati brutalmente, dovranno capire come ricostruire la propria vita. Sono degli esseri ormai “invisibili”. Nessuno nel mondo sembra accorgersi di quanti civili sono sterminati ogni giorno, al solo scopo di occupare le loro terre, cancellando così, con le bombe o senza, anche la stessa vita. Il diritto internazionale sembrerebbe non esistere più di fronte alla FORZA distruttiva di alcuni esseri viventi, che di umano sembrerebbero avere ben poco. Una cosa è certa: i traumi e le persecuzioni non si dimenticano. Possono riaffiorare, anche dopo moltissimo tempo, al pari di un disturbo miasmatico, in una forma simile all’impregnazione genetica. Questo sembrerebbe il destino degli eletti…
In Italia le persone -quella minima percentuale nel mondo che gode ancora di alcuni diritti, di pace e di un benessere basilare-, sono impegnate nella giusta pausa estiva, nel godersi le tanto attese vacanze. I media ufficiali non trattano quasi più dei diritti umani calpestati, di genocidio, epurazione e di gravissimi attacchi ai civili, dimenticando forse che in Libano, per il solo contingente UNIFIL ci sono almeno 1000 militari italiani.
Il giornalismo d’inchiesta sembrerebbe ormai una rarità, e quando fa capolino diventa un “nemico” da epurare. Le brutali ingiustizie che stanno accadendo nel mondo sono così tante che la banalità del male sembrerebbe essere penetrata al pari di un’epidemia nei nostri pensieri, come indifferenza totale. Eppure anche nella nostra Europa stanno aumentando i nostalgici del nazismo che, proprio come altri “eletti”, amano la violenza, la sopraffazione, l’unicità delle loro vertà assolute contro ogni forma di pensiero libero, complesso, democratico. Ci dovrebbe interessare ciò che accade ai civili di altre nazionalità, perché il Male può essere molto contagioso.
Al contrario di alcuni giovanissimi affascinati dall’onnipotenza e dalle semplificazioni dell’ex militare attualmente impegnato in politica per le prossime elezioni, esistono persone come Benedetta Scuderi che sentono il bene comune come loro missione. L’onorevole Luigi Bersani ammoniva chi non voleva vedere la crescita delle destre e dei populismi con la metafora della mucca. Avvertiva i rampanti politici del momento che “la mucca stava percorrendo il corridoio e sarebbe arrivata alla porta”. Già prima di lui Pierpaolo Pasolini scriveva negli anni ’70 che il nuovo potere consumistico potesse realizzare una forma di dominio maggiore di qualsiasi dittatura, attraverso l’omologazione culturale e dei comportamenti. Secondo Pasolini, il fascismo storico non era riuscito a trasformare la mentalità degli italiani, al contrario del nuovo potere economico-mediatico, capace, invece, di modificare velocemente: desideri, linguaggio, abitudini, modelli di vita, cancellando progressivamente le differenze culturali e sociali. Una trasformazione paragonabile, per la capacità di conformare gli individui, a una nuova forma di autoritarismo.
La giovane eurodeputata Benedetta Scuderi fa parte di quei giovani che lottano per i diritti di tutti noi, soprattutto di quei popoli oppressi dal nuovo colonialismo. “Impossibile capire ciò che accade in Palestina senza conoscere ciò che sta accadendo in Libano”, afferma l’eurodeputata, che è andata con una delegazione di AVS per capire, guardare, parlare, conoscere ciò che sta accadendo in Libano, un paese molto piccolo che accoglie rifugiati siriani e palestinesi. L’unica istituzione che può fare qualcosa è l’UNRWA, attaccata e definanziata, mentre il governo libanese non fa niente nemmeno per i concittadini rifugiati. L’eurodeputata Scuderi insieme all’attivista e presidente di Assopace Palestina, Luisa Morgantini incontrano il Dott. Ghassan Abu Slittah, chirurgo palestinese, dove nella clinica “American University of Beirut”, opera i bambini palestinesi mutilati dalle bombe israeliane, medico già attivo da trent’anni nelle zone di guerra insieme con Palestine Children’s Relief Fund. A Shatila, nel campo profughi dei palestinesi, i rifugiati vivono in condizioni impossibili, per intere generazioni, senza speranza di una vita dignitosa. Il governo libanese non fa nulla per loro. Durante l’apparente “cessate il fuoco” dopo la sbandierata “Pace” tra Palestina e Israele, sono arrivati almeno 70 bambini mutilati e la lista d’attesa conta purtroppo migliaia di nomi. Il lavoro dell’eurodeputata Benedetta Scuderi sarà chiedere al Parlamento Europeo l’assunzione di responsabilità verso questi popoli. La UE dovrebbe trattare con i governi dei popoli oppressi, considerando che l’UNRWA, l’unica organizzazione in grado di aiutarli è continuamente attaccata. “L’occupazione della Cisgiordania, delle alture del Golan, della Valle del Giordano, del Libano del sud, emerge che l’esercito israeliano sta radendo al suolo tutti i villaggi, per renderli inabitabili, prendendo di mira i luoghi di culto, devastando e saccheggiando tutti i raccolti.”
Secondo l’eurodeputata: “Questa non è solo emergenza umanitaria. È un’invisibilità sistematica, costruita e mantenuta dalle istituzioni”.

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