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'Oggi che il tempo si distende largo', il libro di Rosanna Marcodoppido

'Oggi che il tempo si distende largo', il libro di Rosanna Marcodoppido

L'introduzione scritta da Maria Mencarelli al libro pubblicato da Rupe Mutevole

Lunedi, 19/01/2026 -
Dall'INTRODUZIONE al libro di Rosanna Marcodoppido 'Oggi che il tempo si distende largo' (Rupe Mutevole) scrita da Maria Mencarelli

A Rosanna con riconoscenza e con affetto

Oggi che il tempo si distende largo

e più non corro a trattenere le ore

oggi restano i vuoti senza suono

da alleggerire col canto d’uccelli

e il respirare lieve di viole

 

É quasi un manifesto, una geografia dell’anima questa quinta raccolta di poesie dove la percezione del tempo fa scaturire il verso, scandisce la distanza fra memoria e ricordi, fra perdita, vuoto e complessità. La realtà entra nel tempo della contemporaneità e nella soggettività della poeta.

Dal passato tornano contraddizioni, divieti, temi capaci di segnare la vita nel profondo, soprattutto delle donne. Sono i temi da sempre presenti nella riflessione e nella sensibilità di Rosanna Marcodoppido ma in questa raccolta il dolore ha una connotazione diversa,appartiene alla propria ricerca poetica e umana con la lucidità di sempre,ma vissuta con una nuova,serena distanza.

 

Passo dopo passo attraversiamo la vita

ma è lei che ci attraversa

scompagina strutture complesse

 

 

…Ancora da cercare

le ragioni di castranti forzature

il piegarsi a posture innaturali

adeguarsi alla norma

 per non sentirsi oscena

 

È una constatazione amara dellacondizione dolorosa dell’esistenza che ha perso virulenza ma non definizione. Un percorso che, con qualche arbitrarietà di interpretazione, potrebbe avvicinarsi al perdono

 

Un lungo presente

è diventato il tempo

incistato nelle oscillazioni

del prima e del dopo

 

Il tema della vecchiaia irrompe con i suoi segni e fa dilatare il tempo.  Il presente si compie in due opposte direzioni: un lungo passato e un futuro breve. Tempocontrassegnato da trasformazioni e annotatocon qualche malinconica tenerezza, assunto con semplicità e senza infingimenti

“Io più non sono

se non per sottrazione”

 

“Io sono il mio corpo che mi lascia

di giorno in giorno”

“Non più risponde al tocco la memoria

risucchiata in labirinti misteriosi

solo se vuole rilascia

nomi date volti inabissati”

In questa nuova dimensione del farsi, il tempo regala alla vita una nuova maestà

Più non morde ai fianchi l’orologio

nel suo obbligato percorso

più non corro coi piedi e con la mente

poche le urgenze

 

Acquietarsi finalmente

con signoria distendersi sui giorni

 

Dai ricordi lucidi della propria infanzia, della madre, di lei stessa madre, emergono fragilità e contraddizioni che, nel definire la sua vita personale di donna,l’avvicinano a una dimensione umana che ci apparenta e ci commuove.

Il tempoinscena il declino del corpo, la difficoltà a comprendere ed agire ma non smorza la volontà di presenzanel mondo, il bisogno di capire, l’urgenza di lottare contro ingiustizie, miserabilità, dolore. Sono le poesie che parlano della nostra contemporaneità, narrano la tragica esperienza del Covid, i naufragi dei migranti, la violenza sulle donne, la guerra.

In queste realtà la poeta si immerge divenendone corpo, pensiero, sangue. Sono un altrove che si tesse dentro la propria esperienza umana. Non è tragedia distante, ci appartiene come fosse una dimensione quotidiana da depurare dalla banalità dell’indifferenza, del conformismo e dell’ideologia.

 

Radici profonde nel dolore

ha la guerra

nome che raschia sulle cose buone

latte tiepido e miele del mattino

          Ferri e fuoco affondano la carne

          e la dilaniano

          veleno entra nelle menti

          e le stravolge

Guerra

 e ancora guerra

la morte arriva come fosse giusta

la mano uccide come fosse santa

 

Sono poesie impastate di politica, dove ciò che accade e ci accade reclama una presa di posizione, un pensiero, una scelta che non sia passiva remissione agli eventi, neanche quando

 

 


Ci si prepara agli addii definitivi

nella voragine che apre

i centri del patire

fatica di esserci e di agire

spostando in avanti gli anni

e le ferite


 

Con estrema onestà di analisi, la poeta sa che il tempo corre veloce al suo epilogo.

Ed è un procedere minuzioso, fatto di gesti quotidiani

 

Da un buco nero mi guardo

lavare verdure cuocere pasta

togliere polvere aprire finestre 

camminare su asfalti sconnessi

patire i mali delle genti e i miei

come fossi già andata

io

inessenziale accumulo di vita

 

In questa perdita di essenzialità, la poeta non dimentica gli altri, le genti ai cui destini si sente legata. E in questo cammino, l’impegno a dare senso e valore a ciascuno apre una speranza.

 

Più corse non ho da fare

se non addolcire il cammino

che mi resta

riattivare ad ogni passo

 la speranza nell’umano

succedersi delle generazioni

finalmente libere da guerre

dove a morire oltre ai corpi

è il respiro leggero della Storia

 

Qui è il respiro leggero della Storia, altrove e spesso è la Natura che dà speranza

 

“Un sorriso questo fiore che s’apre

carezza di ciò che esiste

in un eterno presente che torna

e ritorna a espandere colori”

 

“Sono tornati i fiori di acacia

a ingentilire l’aria

fino ai polmoni

al ramificato corso del sangue”

 

 

La realtà irrompe nella vita, tingendosi dei colori che da pittrice coglie nelle sue particolarità ed è un’amorevole consapevolezza che nobilita l’istante. É scelta di donna, di femminista che dà senso e valore alla quotidianità di gesti noti, famigliari, sottratti all’insignificanza cui sono confinati da una cultura patriarcale. Prendersi cura di ogni cosa del mondo, dalla natura ai sentimenti, alle relazioni.Questo è il compito che ci salva, anche quando il tempo si è fatto nemico e il corpo inaffidabile e lento

 

 

Carezza tenera su precipizi oscuri

largo s’espande il mio canto

 

 

          a riparare strappi

          riallineare astri e neuroni

          tra pavimenti e piatti da lavare

 

 

Estranea al mio tempo

scissa in cento differenti frammenti

il sole guardo di questa mattina limpida

e quieta mi ricompongo

nel verde smeraldo sul balcone

 

In sintesi questa raccolta, che è un diario personale, vuol essere dialogo a distanza, dentro i tempi diversi della vita, dentro le sue diverse esperienze, dentro gli accadimenti ed è un manifesto politico per dire la pazienza per ciascuno e l’urgenza per il nostro tempo

 

Rimettere in ordine ogni cosa

come si fa con gli oggetti in cucina 

 

Maria Mencarelli

 

Roma, 28 ottobre 2025  


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