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Roma / Mostra personale 'Gazzie Rimembranza' di Monica Argentino

Dal 27 luglio al 7 agosto Villa Altieri ospita la mostra a cura di Roberta Melasecca, promossa dall’Associazione culturale Il Segno e con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale

Lunedì 27 luglio 2026 alle ore 17.30 inaugura, negli spazi della prestigiosa Villa Altieri - Palazzo della Cultura e della Memoria Storica, la mostra personale 'Gazzie Rimembranza' di Monica Argentino a cura di Roberta Melasecca, promossa dall’Associazione culturale Il Segno e con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

'Gazzie Rimembranza' è un progetto multidisciplinare che intreccia opere pittoriche, installazioni, azioni performative e video: nasce da una riflessione sulla memoria come luogo di permanenza, trasformazione e relazione tra corpo, gesto e pensiero, fondendo la dimensione intima e personale a quella collettiva.

Durante la serata di inaugurazione, dopo gli interventi di Tiziana Biolghini, Delegata alla Cultura, Politiche sociali, Pari opportunità di Città metropolitana di Roma Capitale, e di Barbara Gentili, Docente di Filosofia e Storia, il progetto si amplia attraverso la presenza di due installazioni viventi dipinte dall’artista - Beatrice Ciccariello e Carlotta Valitutti - che trasformeranno il corpo in superficie espressiva, e attraverso una performance di danza - Marie Claire Graneri - che attraverserà lo spazio espositivo generando un dialogo con le opere in mostra.

Il titolo del progetto, Gazzie, dedicato al padre dell’artista, trae origine da un termine dialettale, calabrese, con il quale vengono denominate le acacie farnesiane, alberi noti per la loro fioritura particolarmente inebriante. Il loro profumo resiste, infatti, anche dopo la scomparsa del fiore grazie alla continuità delle molecole odorose nell’aria e nella vegetazione circostante. Allo stesso modo, la memoria affonda le radici, si stratifica, perdura, abita il nostro essere, è colonna portante del nostro incedere nella vita, genesi della nostra identità personale, trama della nostra trasformazione nel tempo futuro.

Come scrive Roberta Melasecca nel testo di presentazione: «Monica Argentino fonde pittura, corpo, parola, materia, e plasma un linguaggio della memoria attualizzata alla vita. Le diciassette tele, in mostra nelle sale di Villa Altieri, alle quali si affiancano i video e le installazioni viventi e performative, assumono le sembianze di luoghi dell’incontro tra le esperienze personali e le storie collettive e condivise.

L’artista scolpisce le superfici: da esse emergono materiali diversi dai semplici pigmenti, affiorano tessuti, oggetti metallici e legnosi, testi poetici, oggetti cari. Spiriti aleggiano: affetti riversati, ferite aperte e ricucite. Echi che scorrono dentro e fuori narrano perdite e ritrovamenti, di come sia possibile trattenere in noi le memorie identitarie e farle poi volare attraverso le nuvole di quello che siamo ora divenuti, nel tempo inesistente della vita.

Ogni lavoro è intriso di densità polisemiche, che possiamo rimirare da un punto di vista particolare ma sfocato e indeterminato, e funziona come matrice di conoscenza che si rinnova costantemente e ogni volta in chi la osserva. Invece di riflettere esclusivamente il mondo, ogni opera lo apre, lo amplia, ne allarga le dimensioni, quelle macroscopiche e quelle micro, e così facendo espone chi la esperisce ad un procedimento di riconoscimento e rigenerazione.

L’opera diventa corpo vivente: da essa sorgono pensieri, visioni, ricordi; su di essa possiamo trascrivere simboli e segni del transito delle nostre pelli. Nel magma degli impasti e delle concrezioni le assenze si tramutano in presenze incessanti, in immagini abitate nel presente.

L’opera d’arte enuncia, allora, la sua intima capacità, quella di esigere qualcosa in chi la guarda, di dichiarare il processo che la realizza, concedendo di prendere parte ad un percorso che non è più solo appartenente all’artista e all’arte ma interessa ciascuno di noi.

L’opera è soglia di attraversamento, di cambiamento e metamorfosi, e si avvera mediante una partecipazione incarnata, un continuo confronto tra diversi elementi, tutti immediatamente co-presenti - il reale, la storia e la memoria, e le immaginazioni di un futuro - per rivelare i mondi possibili in quello spazio di transizione tra presente effimero ed eternità.

Noi siamo futuro quando “dimentichiamo” il passato e ci “trasformiamo” nell’immagine nuovissima e vecchissima di noi, quella che contiene i tempi delle ere per sempre e le nuove forme di quello che saremo.» 

Fino al 7 agosto 2026
Orari: dal lunedì al venerdì 9.00 - 17.30; sabato e domenica chiuso - Ingresso libero
Villa Altieri - Palazzo della Cultura e della Memoria Storica
Viale Manzoni 47 - Roma

Monica Argentino
argentinomonica@gmail.com
www.gigarte.com/monicaargentino

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