Per la prima volta a Roma un lavoro della drammaturga inglese più importante nella scena europea, un progetto 'non rassicurante' per celebrare i suoi 80 anni
Martedi, 27/02/2018
Bisogna dire che fin dall’ arrivo in teatro si ha in effetti la sensazione di essere risucchiati in un vortice spazio-tempo, quando agli spettatori viene chiesto di partecipare ad un rito collettivo di inizio spettacolo che obbliga gli spettatori ad attendere 20 minuti fuori le porte della sala in modo da poter entrare tutti insieme mentre attori e attrici sono già schierati ai loro posti, per ripetere poi il rito anche all’intervallo….cose d’altri tempi si dirà, esperienza nostalgica che richiama il Living Theatre. Forse.
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