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Spazio alla creatività

Spazio alla creatività

Villa5 - Un luogo, un progetto culturale e un vivaio per artiste. E’ APPRODI e si trova a Collegno

Mirella Caveggia Mercoledi, 25/03/2009 - Articolo pubblicato nel mensile NoiDonne di Luglio 2008

Dietro al nome in apparenza pomposo, ”Villa5, residenza multidisciplinare per l’arte delle donne”, c’è una un’associazione simpatica e affabile, destinata alla creatività femminile, un vivaio dove artiste, critiche d’arte, studiose, operatrici culturali intrattengono un dialogo critico e costruttivo, scambiano riflessioni e realizzano progetti concreti che hanno preso il nome di APPRODI. Hanno ideato questo progetto Susi Monzali, Rosanna Rabezzana e Mirella Violato, e lo hanno confermato anche con il concorso di altre realtà associative. La loro sede è una villa in un parco di Collegno, vicino a Torino, nel complesso ristrutturato che accoglieva nel passato un ospedale psichiatrico. L’idea delle due fondatrici si era profilata alcuni anni fa: un cantiere nel verde dove le donne impegnate in ogni aspetto dell’arte dalla pittura alla danza, dalla musica al canto, dalla scrittura alla fotografia e alla cinematografia potessero trovare insieme a studiose e critiche d’arte accoglienza, spazio, realizzazione in un luogo dove senza costrizioni e timidezze potessero esprimere creatività talento, intelligenza e cuore.
Una visita alla sede circondata dal verde e l’incontro con le fondatrici conferma la concretezza e la validità dell’iniziativa. Al piano terra hanno trovato posto gli uffici, un bar, un ristorante, una sala per le mostre, le prove e gli spettacoli uno spazio per i bambini affidati in custodia, un hammam. Sopra, lungo un corridoio sono distribuite stanze di diversa grandezza, anche per una piccola formazione familiare, tutte fornite di servizi confortevoli e di un angolo cottura.

Qual è il fine di questa iniziativa ? Ci sono alti esempi? C’è un bel fiore all’occhiello?
In Italia forse siamo solo noi. Lo scopo è di lavorare nell’impegno civile, far sì che questa villa diventi un vero punto di riferimento per le artiste, un progetto permanente che stimola l’incontro e la valorizzazione delle differenze, la coesistenza pacifica, il meticciato culturale. E con l’intreccio di diverse capacità “approdare” appunto ad eventi interdisciplinari di qualità e ad incontri. Una bella riuscita è stata l’inaugurazione di quest’anno con due artiste che amiamo molto: Lina Marazzi, regista del film “Un’ora sola ti vorrei” e “Vogliamo anche le rose” e Sandra Baruzzi, nota esperta in ceramica che ha esposto le sue belle e delicate “Sculture di carta”.

Cosa vi aspettate nel futuro?
L’affermazione di una comunità di artiste sensibili alle arti in genere e di un luogo dove possano creare e comunicare. Oltre alla mancanza di soldi, di spazi, di visibilità, per le donne nell’arte c’è carenza di luoghi “amici” che accolgano e permettano contatti e scambi.

Cosa vuol dire la cifra 5?
È il contrassegno della palazzina, quando questo complesso era un centro manicomiale. Vi erano recluse le donne, abbiamo voluto mantenere questo connotato.

Come vi organizzate e vi mantenete concretamente?
L’Associazione culturale scrive progetti, li presenta alle istituzioni che deliberano finanziamenti. Abbiamo un preventivo di spesa e riusciamo a trarre non proprio un reddito, ma una piccola somma. Si aggiunge poi qualche attività esterna complementare, mettendo insieme pezzi di vita.
I momenti di scoraggiamento non mancano. Come dice Rosanna Rabezzana, questi dipendono anche dalla storia di ciascuna di loro. Lei, una bella signora di 54 anni dal tratto di artista, ha lavorato vent’anni con la coreografa Anna Sagna nella sua cooperativa, ma anche lì con pochi guadagni. Sono comunque un contrappeso i risultati positivi, come un suo allestimento che ha coinvolto sul tema della follia una trentina di artisti. Le loro artiste sono sempre già affermate. Il fatto è che anche personalità di buon livello in Italia fanno fatica a emergere, anche se la segnate da una fama internazionale. Il compito di APPRODI è metterle in luce, ma soprattutto introdurle in una rete efficiente che dia una visibilità, crei sbocchi e comunicazioni in vista di produzioni comuni.

Qualche bel nome?
Le arti sono tante. Abbiamo presentato l’8 maggio Maria Rosa Cutrufelli autrice di “D’amore e d’odio”, un bellissimo romanzo che narra le vicende di tre donne con una ricostruzione storica puntuale appassionata. Recentemente abbiamo proposto la danzatrice Soraya Peréz e la musicista Regula Idea Wagner. Lo scorso anno con le Mujeres en luche, donne in lotta oltre ogni confine, è stata una vera emozione. L’autunno prossimo avremo Ottavia Piccolo con il suo spettacolo sulla giornalista russa Anna Politkovskaya uccisa per le sue coraggiose indagini.

Le artiste devono pagare quando soggiornano?
No, le ospitiamo e riconosciamo il lavoro con un compenso. Non ci chiedono mai un cachet alto perchè sanno che non abbiamo grandi cifre a disposizione. Ma tutte si impegnano nei temi legati ai confini, ai conflitti, alle lacerazioni, sempre all’insegna dell’impegno civile e culturale. Al di là delle frontiere geopolitiche, affrontando i temi della guerra, dell’inviolabilità del corpo, della democrazia, dell’autodeterminazione individuale e collettiva.


(1 luglio 2008)

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