Un Oscar (meritatissimo) dedicato al cuore delle madri
Jessie Buckley, vincitrice dell’Oscar come migliore attrice protagonista per il film ‘Hamnet - Nel nome del figlio’, della regista Chloé Zhao, dedica il premio al legame che unisce generazioni di donne e madri
Mercoledi, 18/03/2026 - Tra gli Oscar assegnati quest’anno, che hanno suscitato i consueti dibattiti, delusioni, curiosità, confermando o disconfermando aspettative riposte su film più o meno commerciali nella scelta, il premio più universalmente condiviso è stato senz’altro quello attribuito a Jessie Buckley come Miglior Attrice Protagonista, sia per la sua straordinaria prova attoriale nel film ‘Hamnet - Nel nome del figlio’, diretto da Chloé Zhao (premio Oscar® nel 2021 per il miglior film e la migliore regia con Nomadland) e distribuito nella sale italiane da Universal Pictures, sia perché l’attrice ha voluto rendere omaggio alla linea delle donne della sua famiglia e idealmente a tutte le generazioni di donne e madri che si susseguono.
Già presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 e basato sul romanzo di Maggie O'Farrell, ‘Hamnet’ è liberamente ispirato ad una storia che ha qualche legame con la realtà, in particolare nel dramma vissuto dalla famiglia di William Shakespeare, segnata dalla morte del figlio undicenne Hamnet. Nel film la Buckley interpreta un’intensa, istintiva e quasi selvaggia Agnes Hathaway, che diventerà la moglie del futuro drammaturgo inglese (all’epoca maestro e precettore).
Agnes è una giovane donna che, nelle prime scene del film, appare come una creatura ancestrale, immersa nel bosco, che dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare: è vestita di rosso cupo, accompagnata da un falco che risponde ai suoi richiami, conosce erbe e pozioni e si dice non sia nata da sua madre, ma da una donna venuta dal bosco. Quando Will (il giovane William Shakespeare) la vede s’innamora subito di lei e riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet diventa ‘Hamlet’.
Il drammaturgo riuscirà ad elaborare il suo lutto e l’immenso dolore provato per la scomparsa del figlio, dando vita a quella che diventerà forse la sua più nota delle sue tragedie, quella di ‘Amleto’, ed a trasmettere (anche alla moglie, che lo crede distante e freddo) le proprie fortissime emozioni attraverso la messa in scena pubblica dell’opera, dalla quale emergerà il messaggio universale del potere salvifico dell’arte e della creatività.
La Buckley – attualmente al cinema anche con il film La Sposa! - interpreta il personaggio di Agnes con intensità e mistero, vivendo il dramma della perdita e del ritrovamento di sé stessa e del marito con un’espressività narrativa ed emotiva capace di coinvolgere lo spettatore fino alle lacrime, producendo quella famosa azione catartica tanto cara agli antichi greci.
Nel momento in cui è le stato consegnato l’Oscar (tra l’altro il giorno della cerimonia cadeva proprio nel Mother’s Day britannico) l’attrice irlandese ha affermato “Vorrei dedicare questo premio al bellissimo caos del cuore di una madre”, ricordando il legame profondo tra generazioni di donne. La Buckley, divenuta madre da pochi mesi, ha parlato poi della figlia di otto mesi e della linea invisibile che unisce le donne della sua famiglia, aggiungendo: “Tutti noi veniamo da una stirpe di donne che continuano a creare contro ogni probabilità”, ringraziando così anche la regista Chloé Zhao e la scrittrice Maggie O’Farrell, autrice del romanzo da cui è stato tratto il film.
Un plauso per la scelta di assegnare il premio come Miglior Film Straniero a ‘Sentimental Value’, un film non facile del regista danese Joachim Trier, che parla del rapporto fra un padre regista e le due figlie, anch’esso basato sulla forza del teatro e dell’arte (https://www.noidonne.org/articoli/asentimental-valuea-tra-figlie-e-padre-tra-arte-e-vita-21980.php)
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