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'VIVA VARDA! Il cinema è donna': la mostra è allestita a Bologna

'VIVA VARDA! Il cinema è donna': la mostra è allestita a Bologna

Fino al 10 gennaio 2027 è aperta al pubblico l'esposizione dedicata alla prima regista insignita dell’Oscar alla carriera e vincitrice a Cannes, Venezia, Berlino e Locarno

Giovedi, 06/08/2026

A Bologna (Galleria Modernissimo) fino al 10 gennaio 2027 è allestita la mostra monografica 'VIVA VARDA! Il cinema è donna', un viaggio lungo 1.200 mq dedicato a una figura unica della storia del cinema, dell’arte, della fotografia, della militanza politica e culturale, tra Novecento e Duemila.
Prima regista donna a essere insignita dell’Oscar alla carriera (consegnatole da Angelina Jolie nel 2017), prima regista donna a vincere a Cannes, Venezia, Locarno, Berlino, San Sebastián, Agnès Varda è al centro della mostra Viva Varda! Il cinema è donna (a cura di Florence Tissot, con la direzione artistica di Rosalie Varda e le scenografie di Giancarlo Basili), alla Galleria Modernissimo di Bologna dal 5 marzo 2026 al 10 gennaio 2027, prodotta dalla Cineteca di Bologna e La Cinémathèque française, con il sostegno istituzionale di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura, in collaborazione con Ciné-Tamaris, con il main sponsor Gruppo Hera e gli sponsor Selenella e Coop Alleanza 3.0.

La mostra: film, foto, costumi, installazioni. Il mondo di Agnès Varda tra fotografia, cinema, creatività artistica, impegno politico. E i gatti
Film, foto, installazioni, cimeli e costumi: "Viva Varda!" testimonia un’opera personale, creativa, poliedrica che abbraccia la pittura, la Nouvelle Vague, Jacques Demy, il teatro e i gatti, Fidel Castro, Jim Morrison, Jane Birkin, Catherine Deneuve, Marcello Mastroianni, Madonna, Jean-Luc Godard.
La mostra permette di conoscere l’approccio di Agnès Varda alle immagini (l’autoritratto, la fotografia, la pittura), la sua idea di scrittura per il cinema (in particolare alla creazione di personaggi femminili profondi e sorprendenti), lo sguardo “sociale” e “nomade” dei suoi film (il gusto di documentare il mondo, gli sconvolgimenti politici e i mutamenti culturali) e si arricchisce di una sezione interamente dedicata al rapporto tra Agnès e l’Italia.

Le sezioni della mostra
Viva Varda! è suddivisa in sei macro-sezioni:
- Rinnovare lo sguardo: dai legami con la storia dell’arte, alla dimensione sociale e politica, la mostra ripercorre i grandi temi della sua opera polimorfa. Agnès Varda fa transitare le sue immagini da un supporto all’altro, dall’immagine bidimensionale all’installazione d’arte contemporanea: “Non voglio mostrare, ma trasmettere la voglia di vedere”;
- Cinescrittura: “Cinécriture” è un neologismo coniato dalla stessa Varda, una parola composta con la quale intende l’intero processo creativo come forma di scrittura;
- Le famiglie di Agnès: indipendente fin dall’adolescenza, Agnès Varda ha fatto scelte sentimentali, coniugali e familiari poco convenzionali. Incontra personalità molto diverse tra loro, come Valentine Schlegel (sua compagna, che la introduce all’arte), Jean Vilar (personalità di spicco del teatro francese ed europeo), Alexander Calder (artista e amico), Chris Marker e Alain Resnais (registi del Groupe Rive Gauche) o ancora Catherine Deneuve, interprete di alcuni dei suoi film di finzione; e ovviamente Jacques Demy, suo marito e complice;
- Curiosa del mondo: la sua filmografia degli anni Sessanta e Settanta riflette l’effervescenza artistica e politica di quell’epoca: la rivoluzione cubana (Salut les Cubains, 1964), i movimenti per i diritti civili negli Stati Uniti (Black Panthers, 1968) e la generazione hippie (Lions Love (… and Lies), 1969). A partire dagli anni Ottanta, Varda approfondisce i temi della marginalità e della povertà, prima a Los Angeles (Mur Murs, 1982), poi nelle città e nelle campagne francesi, in particolare con La vita è un racconto (2000). Continua in Visages Villages (2017), dove, all’età di ottantotto anni, riprende a viaggiare insieme all’artista JR);
- Femminista, felice e libera: il suo femminismo si manifesta nelle amicizie (in particolare con Delphine Seyrig), nella sua indipendenza economica, costruita già nel 1954 con la società di produzione Ciné-Tamaris, e nei numerosi interventi sul ruolo delle donne nel mondo del cinema. La sua sensibilità femminista traspare anche nel modo in cui rinnova i racconti e i personaggi sullo schermo, con l’intenzione di proporre un’immagine alternativa delle donne e della coppia, lontana da ciò che lei stessa definiva i “cliché collettivi”;
- Passeggiata italiana: Agnès Varda, per settant’anni, ha vissuto l’Italia come spazio dell’arte e dell’amicizia; questa relazione non poteva che cominciare a Venezia dove scopre Il Miracolo della Croce al Ponte di San Lorenzo, grande tela dipinta da Gentile Bellini alla fine del Quattrocento. Agnès se ne appropria, si immagina e si fotograferà tra i protagonisti del dipinto, divenendo cittadina della Venezia rinascimentale. Venezia tornerà spesso nella sua vita: la Mostra di Venezia accoglie nel 1962 il suo Cleo de 5 à 7 e poi Les Créatures; nel 1985, Senza tetto né legge le vale il Leone d’oro al Miglior film e la Biennale d’Arte di Venezia, nel 1982, segnerà anche il suo ingresso nel mondo dell’arte. Fin dagli anni Cinquanta, Agnès fotografa e racconta i colleghi italiani, Federico Fellini e Giulietta Masina a Parigi, Luchino Visconti, intervista Pasolini a New York, nel 1966, e naturalmente segue Jean-Luc Godard e Anna Karina a Roma, sul set del Disprezzo).

Una mostra che ci immerge nella vita di un’artista
“Per cogliere la rilevanza della Varda – rileva il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli – bisogna stare dentro, ma anche fuori dal cinema, nel senso che la sua opera non si esaurisce nei film. Varda è stata fotografa, cineasta, artista, attivista politica, femminista, sostenitrice della rivoluzione cubana e della lotta delle Pantere Nere, amica di Jim Morrison, ammaliatrice di Madonna, compagna di Jacques Demy; artista della vita, si è sempre messa in scena, da quando giovanissima aspettava la prima figlia, fino all’ultimo film, interpretando il tempo che passa. Il suo è un caso rarissimo di artista che è stata fiera d’invecchiare: ormai anziana, ha reinventato una propria immagine, giocosa, piena di colori, diventando quasi un disegno o il personaggio di un cartone animato. Sempre sperimentale, sempre in ascolto, straordinaria testimone dei cambiamenti sociali e antropologici che per settant’anni ha raccontato mettendosi dalla parte degli ultimi.
La mostra "Viva Varda! Il cinema è donna", ci immerge nel lavoro e nella vita di un’artista che finalmente possiamo guardare nella sua grandezza, cercando di apprendere il suo metodo, la sua indipendenza, le sue intuizioni”.

Agnès Varda e Bologna
È lo stesso Farinelli a ricordare il rapporto speciale che Agnès Varda aveva con Bologna: “Agnès seguì personalmente il restauro dei suoi film, si trova bene con la giovane equipe del laboratorio L’Immagine Ritrovata. Partecipa varie volte al festival Il Cinema Ritrovato, con bellissime masterclass, presenta in piazza Maggiore, nel 2012, Lola di Jacques Demy. Nel 2013 assistette, in Piazza Maggiore, alla proiezione del restauro di Hiroshima mon amour. Alla fine mi si avvicina e con aria grave, ma anche sorridente mi dice: «Non ho mai fatto un film così bello, infatti un mio film non sarà mai proiettato qui in questa Piazza». Quattro anni dopo, avrebbe presentato in Piazza, con JR, l’anteprima di Visages Villages, in una memorabile serata di felicità e sorrisi”.


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VIVA VARDA!
Il cinema è donna

Bologna – Galleria Modernissimo
5 marzo 2026 – 10 gennaio 2027 (chiusura estiva 3/25 agosto)
una mostra a cura di: Florence Tissot, con la direzione artistica di Rosalie Varda e le scenografie di Giancarlo Basili
Una coproduzione: Cineteca di Bologna e La Cinémathèque française
Con il sostegno istituzionale di: Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura
In collaborazione con: Ciné-Tamaris
Main sponsor: Gruppo Hera
Sponsor: Selenella e Coop Alleanza 3.0
Con il patrocinio di: Institut français e la collaborazione di Alliance Française di Bologna
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 14-20; sabato, domenica e festivi 10-20; martedì chiuso
Intero: € 11; ridotto: € 9; ridotto Amici Cineteca: € 8; studenti UniBo: € 5; ragazzi € 7-17 anni: 7;
bambini 0-6: gratuito (il biglietto consente l’accesso agli spazi della Galleria Modernissimo)

 

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