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Vocazione internazionale e radici nel territori: è Sguardi Altrove Women’s International Film Festiv

Vocazione internazionale e radici nel territori: è Sguardi Altrove Women’s International Film Festiv

A Milano dal 10 al 28 marzo la 33ᵃ edizione, con uno spin off a Pavia e Rho. Omaggi a Liliana Cavani e Alice Diop. Racconto per un film su Simone Weil. Donne, Cinema, Sport, Inclusion e Diversity con il Comitato Italiano Paralimpico. Umanesimo e IA

Mercoledi, 25/02/2026 - Ogni anno la manifestazione Sguardi Altrove Women’s International Film Festival, che dal 1993 accende i riflettori e valorizza il cinema a regia femminile, si propone come evento rinnovato ed inatteso, denso di novità, temi al passo coi tempi, evidenze legate alla cinematografia, alle voci ed alle esigenze delle donne, un Festival attualissimo dunque, benché ne ricorra nei prossimi giorni a Milano - dal 10 al 28 marzo - la 33ᵃ edizione, con uno spin off a Pavia e Rho.

La programmazione dell’evento si estende quest’anno su tre settimane ed è diffusa tra sale cinematografiche, spazi polivalenti e istituti universitari, con una selezione di 79 titoli da 22 paesi suddivisi in 11 sezioni ed un percorso che spazia dall’attualità internazionale ai diritti umani, alle lotte per la parità di genere fino alle sfide della modernità e alle reti visibili (e invisibili), che connettono coscienza personale e identità sociale, umanesimo e IA, valore della memoria e slancio verso il futuro.

Sguardi Altrove prosegue nel suo viaggio di ricognizione e scoperta delle voci delle donne che attraverso il linguaggio del cinema indagano la complessità del presente, a partire dalle sfide creative delle intelligenze artificiali e della realtà aumentata che da quest’anno vanno ad arricchire l’area competitiva della rassegna.

«Oltre 70 titoli per questa edizione che coniuga il “vedere” al “sentire” con lo stupore e la curiosità di chi si accosta al cinema proveniente da tutte le parti del mondo, ma anche uno spaccato dell'Italia dei nostri giorni – sottolinea la direttrice di Sguardi Altrove Patrizia Rappazzo - Anteprime internazionali, lezioni di cinema con un focus sui mestieri che strizzano l'occhio alla formazione e all'industry. Reti che incrociano la memoria del passato, con il recupero di archivi storici, riletti dai linguaggi dei new media. E poi incontri con autrici e autori. E tanto entusiasmo per la kermesse 2026 che segna un traguardo di collaborazioni con istituzioni pubbliche e private. Un’edizione pensata ancora una volta per il pubblico che potrà scegliere e costruire il suo programma personale».

Ai tre storici concorsi che da sempre costituiscono il fulcro del festival (Nuovi Sguardi, lungometraggi internazionali a regia femminile; Sguardi (S)confinati, cortometraggi internazionali under 35 a regia femminile; #FrameItalia, cinema italiano indipendente a regia sia femminile che maschile) si aggiunge la nuovissima sezione Sguardi Expanded, riservata alle filmmaker che operano nell’ambito della realtà virtuale. Realizzata in collaborazione con l'Università di Pavia, Officine Creative e il Comune di Pavia, Sguardi Expanded rappresenta la naturale evoluzione tecnologica della manifestazione che nei suoi tre decenni di storia ha attraversato prima la pellicola, poi il digitale fino a esplorare, ora, le frontiere del cinema immersivo.

Alla selezione in concorso (in programma lunedì 16 e martedì 17 marzo presso l’Auditorium di San Tommaso dell’Università di Pavia con premiazione giovedì 26 marzo) si affiancano una tavola rotonda con esperti nei linguaggi dei new media e la mostra Sguardi in Progress. Archivio e innovazione: un percorso interattivo in cui film, locandine, cataloghi, volantini che rappresentano il prezioso archivio del festival vengono rieditati, proiettati nel metaverso e resi accessibili ai fruitori tramite smartphone o pc.

Il futuro del cinema è nelle strade aperte dalle nuove tecnologie ma anche negli occhi dei giovani filmmaker che provano a esprimere per immagini la loro visione del mondo. Giovani che spesso faticano a trovare gli spazi per far conoscere le loro opere e il pubblico che possa apprezzarle. Per questo, per scommettere sulle autrici e sugli autori di domani, una sezione del festival è dedicata alle scuole che formano le nuove generazioni con una selezione di cortometraggi nati nei luoghi in cui il cinema si impara, si sperimenta e si reinventa ogni giorno. In programma quindici lavori realizzati dagli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia, della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, di Accademia09 e di Università IULM: quattro realtà diverse, unite dalla stessa urgenza di raccontare il presente e immaginare nuove forme di sguardo.

E proprio in questa ottica, di scommessa e fiducia verso il futuro, è stata scelta la giovane attrice Letizia Toni come madrina della 33esima edizione. Volto emergente, premiata con il Nastro d’Argento-Miglior rivelazione 2024 per l’interpretazione di Gianna Nannini nel biopic Sei nell’anima di Cinzia TH Torrini, Letizia Toni parteciperà a una conversazione sul cinema italiano, condotta dal critico cinematografico Giorgio Gosetti e dalla direttrice Patrizia Rappazzo, venerdì 20 marzo all’Università IULM.

Non solo film in concorso ma anche una ricca selezione fuori concorso, con lungometraggi e corti (questi ultimi raggruppati in una categoria ad hoc dal titolo (S)confinando) italiani e internazionali, oltre a omaggi e percorsi a tema. Tra questi, in concomitanza con le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, la sezione Donne, Cinema, Sport, Inclusion e Diversity, pensata per raccontare lo sport come potente spazio di affermazione identitaria, inclusione e trasformazione sociale. Con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Ufficio di Milano del Parlamento Europeo, la sezione si articola in una proposta cinematografica con la proiezione di tre film accompagnati dagli autori e in un panel dedicato.

I tre titoli scelti – una serie tv e due documentari - raccontano di come un ex coach olimpico (Raoul Bova) possa trovare riscatto nell’allenare giovani atleti paralimpici in vista dei campionati Europei (I fantastici 5 di Alexis Sweet e Laszlo Barbo, serie tv, 2024), del percorso sportivo e umano dell’atleta transgender ipovedente Valentina Petrillo (5 Nanomoli – Il sogno olimpico di una donna trans di Elisa Mereghetti e Marco Mensa, doc, 2023), dei sogni della piccola Valeria (L’azzurro in alto e l’oro dentro di Pepi Romagnoli, doc, 2025) fuggita dall’Ucraina con mamma e fratello e decisa a diventare una grande ginnasta.

Proprio del tema delle disuguaglianze ancora presenti nel panorama sportivo internazionale e dei progetti in campo affinché la pratica agonistica possa essere sempre più accessibile e rappresentare una concreta occasione di sviluppo e realizzazione personale, si discuterà martedì 10 marzo all’Università Cattolica assieme a rappresentanti del Parlamento Europeo e del Comitato Italiano Paralimpico, a docenti di storia del giornalismo radiotelevisivo e con la partecipazione dell’atleta della Nazionale Paralimpica di tiro a segno Livia Cecagallina.

Superamento dei limiti, orgoglio identitario, potenza espressiva dei corpi: sono parte integrante dello sport ma sono anche al centro di un’idea di cinema ribelle e non riconciliato. Come quello della filmmaker franco senegalese Alice Diop cui Sguardi Altrove dedica, insieme a Fondazione Prada, un omaggio sabato 14 marzo al Cinema Godard. Focus Alice Diop, in collaborazione con Minerva Pictures, presenta tre lavori e un incontro con la regista, capofila di un nuovo corso del cinema francese che ha saputo scardinare i confini tra documentario e finzione, portando al centro dello schermo corpi e storie spinti ai margini della narrazione istituzionale.

Il programma inizia alle 14.30 con la proiezione di Nous (2021), un viaggio sulla ReR B parigina che, scorrendo dalle banlieu ai quartieri residenziali, compone un mosaico sociale della città; a seguire, alle 17.30, la direttrice di Sguardi Altrove Patrizia Rappazzo presenta l’incontro con Alice Diop moderato da Paolo Moretti, curatore del Cinema di Fondazione Prada e da Maria Bonsanti, programmatrice e membro del comitato di selezione delle Giornate degli Autori. Il talk è preceduto dalla proiezione del corto Fragments for Venus (2025), un’indagine sulla rappresentazione delle donne nere nella storia dell’arte occidentale, parte del progetto Miu Miu Women’s Tales; in chiusura, alle 20.30, Saint Omer (2022). Ispirato a un fatto realmente accaduto, il film, Leone d’Argento a Venezia, narra di Rama, scrittrice al processo di una madre infanticida. Un confronto perturbante che sgretola ogni certezza sulla maternità.

All’incrocio tra letteratura e cinema sono gli altri due omaggi che il Festival dedica ad altrettante protagoniste del panorama intellettuale italiano del Novecento. Il primo (sabato 21 marzo all’Anteo Palazzo del Cinema per la sezione #FrameItalia fuori concorso) è un tributo alla scrittrice Grazia Deledda, narrata dal regista Peter Marcias nel film Quasi Grazia. Con alle spalle una filmografia ricca di ritratti femminili (da Nilde Iotti a Liliana Cavani e Piera Degli Esposti) Marcias si ispira all’omonimo romanzo di Marcello Fois, già portato in scena da Michela Murgia, per raccontare tre momenti cruciali della vita della scrittrice sarda, unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura, affidandosi ai volti di Laura Morante, Irene Maiorino e Ivana Monti.

Il secondo omaggio (domenica 22 marzo al CAM Garibaldi, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano) ha invece per protagonista la regista Liliana Cavani e il suo soggetto per un film su Simone Weil mai realizzato. Affascinata dalla figura della filosofa francese, già nel 1969 Cavani scrive una prima bozza di sceneggiatura, abbandonata e poi ripresa nel corso degli anni, nel 1974 e infine nel 2025. Ma la stesura rimane incompiuta e il film a tutt’oggi resta sulla carta. Nella lettura scenica Lettere dall'interno. Racconto per un film su Simone Weil l’attrice Annina Pedrini prova a dar vita, con i mezzi del teatro, a un testo che non solo scava nella biografia di Weil ma tenta di tradurne visivamente il pensiero puro e l’estasi filosofica.

Infine il consueto spazio dedicato alla formazione e ai mestieri dell’audiovisivo, con laboratori su adattamento e sottotitolazione, doppiaggio e audiodescrizione (giovedì 12 e venerdì 13 marzo all’Università IULM) e un ciclo di conversazioni sul cinema a cura del critico Giorgio Gosetti (giovedì 19 e venerdì 20 marzo all’Anteo Palazzo del Cinema e all’Università IULM).

A questi appuntamenti si aggiunge il Premio Le Forme del Cinema, il riconoscimento che Sguardi Altrove conferisce ogni anno alle professioniste dello spettacolo e che per l’edizione 2026 verrà assegnato alla sceneggiatrice e scrittrice Ludovica Rampoldi. Autrice per il cinema e la televisione (Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, Esterno notte di Marco Bellocchio, Il Maestro di Andrea Di Stefano), all’esordio alla regia con Breve storia d’amore (2025), Rampoldi riceverà il premio nel corso della cerimonia di proclamazione dei vincitori dei concorsi lungometraggi, corti e cinema italiano indipendente, venerdì 20 marzo all’Auditorium dell’Università IULM.


I FILM IN CONCORSO

NUOVI SGUARDI – concorso internazionale lungometraggi a regia femminile

In concorso 10 lungometraggi.
La Giuria Ufficiale composta da Lyda Patitucci, Didi Gnocchi, Emanuela Martini assegnerà il Premio Cinema Donna 2026 del valore di 2.000€. Verranno inoltre assegnati il Premio della Giuria SNCCI Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani composta da Pierfranco Bianchetti, Massimo Moscati, Annamaria Pasetti, il Premio della Giuria Docenti composta dai docenti di Accademia09, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, il Premio della Giuria SKY Documentaries composta da Mattia Mariotti, Erika Minoia, Silvia Muntoni e il Premio MYmovies ONE.

•Catane (Ioana Mischie, Italia/Romania, 2025, 96’)
•Happy Birthday (Sarah Goher, Egitto, 2025, 91’) prima italiana
•Her Difference (Lola Doillon, Francia, 2025, 100’) prima italiana
•I’m Here, I’m Fine (Emine Emel Balci, Turchia/Germania, 2025, 100’) prima italiana
•Not Made for Politics (Volia Chajkouskaya, Estonia/Francia/USA, 2025, 89’) prima italiana
•Rocket Girl (Agnes Swiercz, USA/Svezia, 2025, 69’) prima italiana
•Sisters (Julia Zahar, Francia, 2025, 60’) prima italiana
•Songs Within (Katalin Gödrös, Svizzera/Lussemburgo, 2024, 103’) prima italiana
•The Last Ambassador (Natalie Halla, Austria, 2025, 80’)
•Timestamp (Kateryna Gornostai, Francia/Lussemburgo/Paesi Bassi/Ucraina 2025, 125’)

Con le voci di registe da ogni parte del mondo, i dieci film del concorso internazionale lungometraggi attraversano confini geografici, culturali, sociali, per superare le differenze e affrontare le sfide dei nostri giorni. Dalla convivenza con la sindrome autistica in Her Difference di Lola Doillon, figlia del regista francese Jacques e sorella delle attrici Charlotte Gainsbourg e Lou Doillon (nonché moglie del regista Cédric Klapisch); alla necessità di opporsi alla cultura patriarcale in Songs Within della regista svizzero-tedesca Katalin Gödrös, premio Marcello Mastroianni all’ultima Mostra del Cinema di Venezia alla protagonista Luna Wedler; fino ai chiaroscuri della giovinezza e alla ricerca del proprio posto nel mondo in Rocket Girl di Agnes Swiercz, ritratto di un’adolescente con la passione per la scienza e la costruzione di razzi. Non solo percorsi personali ma anche uno sguardo alle differenze di classe in un paese, l’Egitto, in cui le gerarchie sociali sono profondamente radicate. Ne parla Sara Goher, autrice e produttrice egiziano-americana, qui alla sua prima regia, in Happy Birthday, racconto corale che ha per protagonista la piccola Toha, otto anni, domestica in una ricca famiglia borghese.

Storie di resistenza sono al centro di molti dei documentari selezionati: a partire da Timestamp della regista ucraina Kateryna Gornostai, dove il conflitto in corso nella regione di Kiev è visto attraverso gli occhi dei bambini delle scuole elementari in cui si insegna, oltre a scrivere e fare di conto, a confezionare kit di sopravvivenza per i bombardamenti. Così come in Not made for politics di Volia Chajkouskaya, che svela una dittatura di cui si parla poco, quella di Alexander Lukashenko, al potere in Bielorussia da oltre trent’anni.

Ancora di lotta per la libertà e i diritti civili si parla nel documentario The Last Ambassador della regista e produttrice austriaca Natalie Halla: la storia di un’ambasciatrice afghana in Austria che, dopo il ritorno dei talebani a Kabul, continua la sua fiera opposizione al regime. Dalla violenza delle guerre e del potere a quella subìta dalle donne. In Sisters la giovanissima sceneggiatrice canadese Julia Zahar descrive in tempo reale il modo in cui sua sorella Elena ha affrontato la depressione dopo il sequestro per mano di uno squilibrato. In Catane, con un cast misto di attori professionisti e non, la filmmaker rumena Ioana Mischie narra invece la forza del fare comunità in un villaggio isolato sulle alture della Transilvania. Infine in I’m here I’m fine il racconto dello smarrimento causato da una nuova maternità dà l’occasione a Emine Emel Balci di mescolare generi e prospettive e creare nuove relazioni e nuove solidarietà.

SGUARDI (S)CONFINATI – concorso internazionale cortometraggi under 35 a regia femminile

In concorso 10 cortometraggi.
La Giuria Ufficiale composta da Germana Bianco, Francesca Marconi, Fabio Francione, Gaetano Liguori, Sara Silletti assegnerà il Premio Il cinema che verrà 2026. Verranno inoltre assegnati il Premio Talent Under 35 del Comune di Rho del valore di 1.000€, il Premio della Giuria Scuole di Cinema composta dagli studenti di Accademia09, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Università Cattolica del Sacro Cuore e il Premio Pubblico Giovane.

•Aura (Stefania Accettulli, Italia, 2024, 15’)
•Cura Sana (Lucía G. Romero, Spagna, 2024, 18’)
•Éiru (Giovanna Ferrari, Irlanda, 2025, 13’)
•First Summer (Heo Gayoung, Corea del sud, 2025, 31’) prima italiana
•Minuet (Diana Darhaieva, Russia, 2024, 20’) prima italiana
•Saline Water (Ivet Moreno, Abraham Delgado, Spagna, 2025, 17’)
•Stay With Me (Miriam Quesada, Spagna, 2025, 14’) prima italiana
•The Third Child (Serna Amini, Iran, 2025, 25’) prima italiana
•Turnaround (Aisling Byrne, Irlanda, 2024, 17’)
•Under the Radar (Frederique de Montblanc, Belgio, 2025, 21’) prima italiana

Dieci titoli diversi per provenienza, linguaggio e stile, ma uniti da una stessa urgenza: raccontare la complessità dell’esperienza femminile attraverso la maternità, la sorellanza, il peso delle aspettative sociali, la scelta di sé, il coraggio di cambiare direzione. Con registro leggero e fortemente identitario, in Under the Radar la regista belga Frédérique de Montblanc osserva la quotidianità di una madre alle prese con un solitario e comicamente ossessivo carico di responsabilità.

È uno sguardo perturbante sulla gravidanza quello che restituisce la spagnola Miriam Quesada in Stay with Me, racconto inquieto in cui il controllo sul corpo femminile e la promessa di protezione si trasformano in strumenti di dominio. Una maternità desiderata e negata è invece il focus di Saline Water, opera prima di Ivet Moreno e Abraham Delgado, che dipinge il dolore della perdita intrecciandolo alla sorellanza. Un’altra opera prima, con una narrazione simbolicamente potentissima, è Minuet della regista russa Diana Darhaieva che mette in scena il ruolo subordinato delle donne e il trionfo del patriarcato, raffigurando un senso di oppressione difficile da eludere.

Nelle opere in concorso, la famiglia si trasforma in gabbia ma anche in opportunità di guarigione dell’anima. La scelta di sé, dopo una vita di rinunce, è al centro del coreano First Summer, diretto da Heo Gayoung, che racconta l’emancipazione tardiva come atto radicale, nella consapevolezza di ciò che è stato perduto. Il tema dell’affrancamento dalle proprie radici torna in The Third Child dell’iraniana Serna Amini, dove il coraggio di lasciare le origini diventa il primo passo per ridefinire il proprio ruolo nel mondo, in un equilibrio fragile tra appartenenza e autodeterminazione. Con il corto d’animazione Éiru, Giovanna Ferrari si avventura nell’Età del Ferro, grazie a una storia di formazione intrisa di coraggio e spiritualità.

L’amore diventa antidoto alla violenza in Cura Sana di Lucía G. Romero che, nella cornice di una città catalana, indaga il rapporto tra sorelle come spazio di guarigione reciproca. Una forza dei legami che emerge con chiarezza anche in Turnaround, diretto dalla regista irlandese Aisling Byrne: qui l’amicizia e la solidarietà diventano strumenti di sopravvivenza, capaci di aprire nuovi orizzonti di possibilità. In Aura di Stefania Accettulli è invece lo sport il collante tra anime, lo spazio di sublimazione e di crescita: una palestra di judo diventa la chiave per superare i propri limiti fisici ed emotivi, ridefinendo con coraggio il rapporto con sé e con l’altro.

#FRAMEITALIA – concorso cinema italiano indipendente a regia femminile e maschile

In concorso 9 lungometraggi.
La selezione concorre al Premio SNGCI Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, al Premio Women in Film Television & Media Italia assegnato dalla Giuria composta da Chiara Zanini, Nina Di Majo, Francesca Vintaloro, al Premio AIR3 – Associazione Italiana Registi e al Premio del pubblico.

•Dacia, vita mia - Dialoghi Giapponesi (Izumi Chiaraluce, Italia, 2025, 85’)
•Domani - Il viaggio di Maysoon Majidi (Vincenzo Caricari, Barbara Di Fabio, Italia, 2025, 67’)
•Going Underground (Lisa Bosi, Italia, 2024, 80’)
•Guts (Patrizia Bruno, Francia, 2025, 64’) prima italiana
•Il fantasma che è in me (Michael Beltrami, Italia/Svizzera, 2025, 100’) prima mondiale
•Le bambine (Valentina e Nicole Bertani, Italia/Svizzera/Francia, 2025, 110’)
•Memorie di carta (Francesca Muci, Italia, 2025, 60’) prima mondiale
•Nóstos (Simona Palmieri, Italia, 2025, 46’) prima mondiale
•Oltre la pelle (Alessandra Usai, Italia, 2025, 54’)

Donna, vita, libertà: è attraverso tre parole, uno slogan scandito nelle piazze e nelle strade di Teheran, che oggi le ragazze e i ragazzi iraniani lottano e alzano la voce. Parole che superano i confini e risuonano con forza tra chi sceglie la cultura e la creatività come strumenti di resistenza. Non è un caso, quindi, che tra i nove titoli in concorso nella sezione #FrameItalia trovi spazio Domani–Il viaggio di Maysoon Majidi, attivista e regista fuggita dal regime di Teheran, rimasta intrappolata in Italia in un incubo giudiziario. Il documentario di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio ne segue il percorso, dalla reclusione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina fino alla sentenza di assoluzione.

Una storia potente, che dialoga con quella raccontata in Oltre la pelle di Alessandra Usai: il ritratto di un chirurgo italiano che in Pakistan opera donne, ragazze e bambine sfigurate dall’acido. Donne che si ribellano e diventano punti di riferimento per le loro comunità sono le protagoniste di Guts di Patrizia Bruno: due amiche, unite dalla passione per il surf, attraversano l’Africa on the road alla ricerca di storie femminili di forza e libertà. Le radici e l’identità emergono anche nei legami familiari, come in Nóstos di Simona Palmieri. Tornata nella casa dei genitori, la giovane regista cerca un dialogo con il padre per provare a svelare un mistero che attraversa la sua famiglia.

Riflessioni più intime sono al centro di Il fantasma che è in me del regista svizzero Michael Beltrami che, con uno stile onirico, indaga sé stesso, le proprie paure e fragilità, mettendo in scena le prove che la vita gli pone davanti. La storia è importante. Consente di capire il percorso fatto, le scelte, gli errori. È un bel ritratto sociale quello di Lisa Bosi in Going Underground che, attraverso le parole della band Gaznevada, ripercorre la scena musicale e culturale bolognese degli anni ’70 e ’80.

Mentre Memorie di carta di Francesca Muci è un interessante documentario sulle cartiere di Fabriano e sulla loro storia sindacale. La storia è anche quella di due grandi scrittrici: Dacia, vita mia di Izumi Chiaraluce è la storia-ritratto di Dacia Maraini. Davanti alla cinepresa la scrittrice racconta la sua prigionia in un campo di concentramento in Giappone, le manifestazioni in piazza con le femministe, il teatro delle donne, l’amicizia con Pier Paolo Pasolini e l’amore con Alberto Moravia. E il futuro? Guardiamoci con gli occhi dell’infanzia, sembrano dire Valentina e Nicole Bertani con il film Le bambine, romanzo di frontiera dove il colore saturo degli Anni ’90 s’intreccia alla leggerezza inquieta del romanzo di formazione.

SGUARDI EXPANDED – concorso internazionale Realtà Virtuale

In concorso 4 opere.
La Giuria composta dai docenti Susanna Bandi, Stefano Conca Bonizzoni, Federica Villa (Università di Pavia) e Elisabetta Modena (Università IULM) assegnerà un premio del valore di 1.500€ nel corso della cerimonia di chiusura prevista giovedì 26 marzo alle ore 18.00 all’Auditorium di San Tommaso di Pavia.

·Les Délices (Catherine Belanger, Francia, 2025, 10’)
·Affiorare (Rossella Schillaci, Italia, 2022, 18’)
·The Theater and I (Susan Shuhsien Wang, Corea, 2025, 16’)
·Recorda me (Emilia Gozzano, Italia, 2022, ‘6)

Artista e docente, Catherine Belanger, con Les Délices, esplora il rito quotidiano di una mensa sociale in cui i gesti dello spettatore, chiamato a interagire con la comunità, si trasformano in impronte luminose e mappe poetiche. Si sposta tra le mura di un carcere, nella vita di madri e figli detenuti, il documentario VR Affiorare, diretto dalla regista e antropologa visuale Rossella Schillaci: tra riprese 360° e animazioni, la prigione si apre a un mondo fiabesco di resilienza e speranza. Arriva da Taiwan, con produzione coreana, The Theater and I di Susan Shuhsien Wang, esperta di Industrial Intelligence e Digital Twins.

Con scansioni 3D e catture volumetriche 4D, un proiezionista spettrale guida il pubblico a esplorare le memorie architettoniche dello storico cinema Tengaiten ormai distrutto: un atto di resistenza contro l'oblio urbano che intreccia memoria locale e nuove tecnologie. È ispirata a Moebius Recorda me di Emilia Gozzano, pluripremiata filmmaker e XR artist, un’esperienza 6DOF che accoglie lo spettatore in una natura sospesa, tra bolle fluttuanti ed ecosistemi fantastici.

Sguardi Altrove Women’s International Film Festival è socio fondatore di Milano Film Network ed è socio di AFIC e EWA. Comitato scientifico: Patrizia Rappazzo, Giorgio Gosetti, Cristiana Paternò, Maria Grazia Fanchi, Mara Logaldo, Elisabetta Brunella. Comitato artistico: Patrizia Rappazzo, Sabina Berra, Paola Casella, Barbara Tarricone, Isabella Fava, Silvia Muntoni, Michela Saltara.

Il Festival è realizzato sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo; con il patrocinio di Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Sport e Salute S.p.A., Regione Lombardia, Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano, Comune di Pavia, Comune di Rho, Comitato Regionale CIP Lombardia, ENAC-Ente Nazionale Attività Culturali, Forum Austriaco di Cultura di Milano, Goethe-Institut Mailand, Instituto Cervantes Milán; con il Patrocinio Morale di SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori; in collaborazione con UNIMED-Unione delle Università del Mediterraneo, ALMED-Università Cattolica del Sacro Cuore, Università IULM, Università di Pavia, Accademia09, Anteo SpazioCinema, Fondazione Prada, Centro Sperimentale di Cinematografia, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, MYmovies ONE. Giurie: AIR 3, SKY Documentaries, WIFT&M-Women in Film Television & Media Italia. Sponsor: BPER. Media Partner: Rai Cultura, Cinefacts, Noi Donne, Sentieri Selvaggi.

INFORMAZIONI

Abbonamenti
⁠Intero: 30€
Ridotto: 20€ per i possessori della tessera Sguardi Altrove
Ridotto: 25€ convenzioni Teatro Filodrammatici, Menotti, Elfo Puccini

Biglietti
Anteo Palazzo del Cinema: 5,50€
Cinema Godard di Fondazione Prada: intero 6,00€; ridotto (under 26 e over 65) 4,00€; gratuito per spettatori diversamente abili e loro accompagnatori; incontro con Alice Diop e proiezione di Fragments for Venus - evento gratuito su prenotazione https://www.fondazioneprada.org/cinema-godard/
Accademia09, Auditorium Comunale di Rho, Auditorium di San Tommaso Università di Pavia, CAM Garibaldi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università IULM: ingresso libero

Location
Accademia09 - via Tertulliano 68/70
Anteo Palazzo del Cinema – piazza XXV Aprile 8
Auditorium Comunale di Rho – via Filippo Meda 20, Rho (MI)
Auditorium di San Tommaso Università di Pavia – piazza del Lino 1, Pavia
CAM Garibaldi – corso Garibaldi 27
Cinema Godard di Fondazione Prada – largo Isarco 2
Università Cattolica del Sacro Cuore – largo A. Gemelli 1
Università Iulm – via Carlo Bo 1

Contatti, website e social
Sguardi Altrove Film Festival
Email - info@sguardialtrovefilmfestival.it
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