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XX Salina Doc Festival: dedicato alle Odissee contemporanee

XX Salina Doc Festival: dedicato alle Odissee contemporanee

Per la sezione Internazionale del SDF, contro la guerra, verrà assegnato il premio IRRITEC alla regista iraniana Sepideh Farsi per il suo docu-film ‘Put Your Soul on Your Hand and Walk’.

Mercoledi, 01/07/2026

Sarà la regista iraniana Sepideh Farsi a ricevere il Premio Irritec, il riconoscimento internazionale assegnato dalla XX edizione del SalinaDocFest, il Festival internazionale del documentario narrativo fondato e diretto da Giovanna Taviani, che si svolgerà quest’anno dall’8 al 12 Luglio a Salina, e sarà dedicato al tema delle Odissee contemporanee come antidoto alla guerra e alla disumanizzazione dello sguardo.

La sezione SDF contro la guerra sarà aperta dal corto di animazione di Simone Massi, Una rosa, “poesia d’amore e di lotta dedicata al popolo palestinese”. Una rosa di Simone Massi, con le voci recitanti di Valerio Mastandrea e Wasim Dahmash, è una poesia d'amore e di lotta dedicata al popolo palestinese. Poco più di quattro minuti per 1.500 tavole che hanno permesso all’artista pergolese di sfondare l’incredibile cifra di mille premi, conquistati in una carriera trentennale.

Sempre nella sezione SDF contro la guerra, altra opera significativa è ‘A War on Women’ della regista Iraniana Raha Shirazi, che racconta la storia quarantennale della resistenza femminista in Iran, dalla Rivoluzione Islamica del 1979 fino alle proteste contemporanee.

L’opera segue i percorsi di attiviste appartenenti a varie generazioni, che nonostante la repressione del regime degli ayatollah hanno sviluppato tra carcere, censura e diaspora una consapevolezza sempre più determinata dei propri obiettivi, attraverso materiali d’archivio, filmati privati e immagini girate clandestinamente in Iran per rompere il muro della propaganda ufficiale e restituire la complessità del movimento.

Il Premio Irritec sarà consegnato la sera di venerdì 10 luglio da Giulia Giuffré, responsabile della Sostenibilità e Consigliere di Amministrazione di IRRITEC, tra le aziende leader mondiali nell’irrigazione. Istituito dal Main Partner del Festival, il Premio Irritec viene assegnato ogni anno a personalità della cultura nate o cresciute con un profondo impegno civile.

Con l'obiettivo di "irrigare la cultura come si irriga la terra", il riconoscimento celebra il connubio tra arte e responsabilità sociale, premiando autori capaci di farsi portavoce di valori universali e diritti umani.

Il Premio Irritec al SalinaDocFest 2026 verrà assegnato a Sepideh Farsi per ‘Put Your Soul on Your Hand and Walk – (Prendi in mano l’anima e cammina)’, perché “è un’opera necessaria che trasforma la distanza in relazione, la fragilità di una videochiamata in testimonianza, il cinema in atto di responsabilità.

Attraverso il dialogo della regista con la fotoreporter palestinese Fatma Hassona, il film restituisce voce e volto a Gaza e a chi, nella guerra, rischia di essere ridotto a numero o silenzio. Un’opera che nasce grazie a due donne che resistono, in luoghi diversi, e costruiscono uno spazio di verità, coraggio e cura. Una filma, l’altra osserva e documenta: le condizioni di vita della popolazione, la sofferenza dei bambini, i bombardamenti. A loro due va tutto il nostro riconoscimento per aver consegnato alla memoria un gesto di libertà e di umanità”.

Sepideh Farsi col suo film manifesto ha denunciato la violazione di ogni diritto umano a Gaza, offrendo una testimonianza dolorosa, urgente e necessaria sui crimini di guerra. L’autrice iraniana racconta la disumanizzazione del conflitto, dando voce alla giovanissima fotoreporter palestinese Fatima Hassouna, uccisa dalle bombe israeliane.

Con i suoi film la Farsi non ha mai smesso di raccontare il mondo e le persone che lo abitano, in particolare l’Iran degli ayatollah, le donne, i giovani, la gente comune intenta a sopravvivere alla dittatura.
Il SalinaDocFest è diretto da Giovanna Taviani, la presidenza dell’Associazione SDF è affidata a Giulia Giuffrè (Main Partner del Festival con Irritec), mentre la vice presidenza è ricoperta da Gaetano Calà.

Nel 2025 il festival è stato realizzato con il contributo del MiC - Direzione generale Cinema e audiovisivo, con il contributo della Regione Siciliana, Assessorato Turismo Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission, Comune di Malfa, Comune di Santa Marina Salina, con il sostegno e la compartecipazione di Fondazione Messina per la Cultura, Città di Messina, Città metropolitana di Messina, con il contributo di Fondazione Sicilia.

‘Put Your Soul on Your Hand and Walk’, per la sezione internazionale SDF Contro Le Guerre, sarà proiettato a Salina la sera del 10 luglio al termine della premiazione.

“Il film è la mia risposta, come regista - afferma Sepideh Farsi - ai massacri in corso dei palestinesi. Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo, dalla sua ‘prigione di Gaza’, come la definiva lei. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno. I frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L'assassinio di Fatma il 16 aprile 2025, in seguito a un attacco israeliano alla sua casa, ne cambia per sempre il significato”.

Come già diceva la fotografa, in una purtroppo veridica premonizione: “Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita da tutto il mondo”.

Il documentario nasce dall’incontro tra la regista, di base a Parigi, e la fotoreporter palestinese che ha testimoniato col suo lavoro fotografico la realtà di Gaza sotto l’assedio dell’esercito israeliano. Farsi e Hassona si contattano in videochiamata per progettare il lavoro sulla disperata condizione del popolo di Palestina, ma parlano anche dei sogni della ragazza che vorrebbe girare il mondo con la sua macchina fotografica.

Quando Farsi le annuncia che sono invitate a Cannes per presentare il film, Fatma è piena di gioia, ma proprio il giorno seguente, il 16 aprile 2025, la casa della famiglia Hassona viene colpita da missili di precisione che la uccidono insieme a suoi familiari. A partire da quelle chiamate, e dalle immagini di Fatma, Sepideh Farsi realizza il film, che è una denuncia degli orrori dell’assedio di Gaza e un ricordo di chi ha cercato di farli vedere al mondo.

Il SalinaDocFest è diretto da Giovanna Taviani; la presidenza dell’Associazione SDF è affidata a Giulia Giuffrè (Main Partner del Festival con Irritec), mentre la vice presidenza è ricoperta da Gaetano Calà.

Sepideh Farsi, nata a Teheran nel 1965, ha lasciato l’Iran appena diciannovenne, rifugiandosi in Francia nel 1984. Proviene da una famiglia di attivisti politici, e lei stessa lo è diventata fin da giovanissima. Prima della rivoluzione iraniana del 1979 si è trasferita da Teheran a Mashhad. Trascorre otto mesi in prigione per aver nascosto un amico durante i massacri del 1981-82. Nel 1984 va a Parigi a studiare matematica, ma intanto iniziava i suoi esperimenti come fotografa.

Negli anni Novanta arrivano i primi corti e poi mediometraggi. È protagonista del suo primo lungo, Le voyage de Maryam (2002). Seguono Khāb-e khāk/Dreams of Dust (2003), Negāh/The Gaze (2006), Harāt(2007, premiato al Festival dei Popoli di Firenze). Gira Tehrān bedun-e mojavvez/Tehran Without Permission (2009) usando la videocamera del suo cellulare per aggirare le restrizioni del governo iraniano. Seguon Zir-e āb/The House Under the Water (2010) e Red Rose(2014). La Sirène(2023) segna la sua prima esperienza nell’animazione. Dal 2009 è stata bandita dal regime per la sua attività politica e artistica, e non può fare ritorno in patria. Attualmente lavora ai progetti di un western iraniano e di una graphic novel autobiografica, Mémoires d’une fille pas rangée (Memorie di una ragazza disordinata).

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