Alchimie e Linguaggi di donne: il Festival giunge alla XIX edizione - di Esther Basile
Dal 17 al 20 settembre a Narni l'evento che porta nella cittadina umbra voci e firme autorevoli del panorama culturale italiano
Lunedi, 07/09/2026
Ideato dalla Filosofa Esther Basile con la collaborazione dell’avv. Roberta Isidori e dottssa Maria Rosaria Rubulotta. Egida dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e Parlamento europeo. Il Festival ha portato le più prestigiose firme unitamente al percorso di studi ed approfondimenti di ricerca su temi di attualità, conservando la memoria delle figure femminili come Sen.Giglia Tedesco Tatò e On.Teresa Mattei, con la presenza delle Società delle Letterate e delle Storiche. Fra le innumerevoli presenze da ricordare Margherita Pieracci Harwell, Dacia Maraini, Adele Cambria, Barbara Alberti, Lia levi, Meri Lao, Giuliana Sgrena, Vittoria Franco che hanno arricchito il confronto.
Appuntamento con le scrittrici e saggiste e artiste da tutta Italia e con la partecipazione di alcuni protagoniste /i del panorama nazionale ed internazionale.
Attrici famose come Milena Vukotic, Anna Maria Ackermann, Maddalena Crippa hanno prestato la loro voce per far rivivere la scrittura di grandi autrici come Anna Maria Ortese, Elsa Morante, Virginia Woolf.
Le scrittrici del Novecento hanno ricevuto in eredità una lunga storia di graduale e costante modificazione della condizione femminile. La più salda incorporazione delle donne al mondo letterario, stimolò in loro la continuazione di una ricerca riguardante una scrittura che esprimesse una prospettiva diversa, accostata ai propri sentimenti e alle proprie ideologie. Si sviluppò così una differenziazione di stile che sboccò nella nascita di una nuova visione della letteratura. Lalla Romano, Elsa Morante ed Anna Maria Ortese, nate all’inizio del secolo, appartengono a questo gruppo di donne: generazione che trascorse la loro infanzia, fanciullezza e maturità tra le due guerre e sotto il fascismo.
Rappresentanti degli Archivi di Stato e della Biblioteca Nazionale di Napoli sempre con noi a Narni, una cittadina che diventa anche quest’anno con le sue atmosfere un’esempio di come si può costruire una nuova cittadinanza e aprire a nuovi saperi.
In questi 19 anni abbiamo portato il mondo della cultura anche ad interrogarsi sui Diritti delle Donne nel Mediterraneo ed Euromediterraneo.
Oggi aver Ideato un Festival di questa valenza significa pima di tutto analizzare la contemporaneità e fare riferimento alle scrittrici e alle Filosofe del 900’ come Simone Weil o ad Hanna Arendt o Maria Zambrano solo per fare qualche esempio.
La teoria filosofica e politica di Hannah Arendt permane nel dibattito intellettuale contemporaneo, in quanto sempre capace di fornire chiavi interpretative della sfera politica e sociale attuale. L’interesse per le tematiche politiche è la stretta conseguenza della sua vita e della sua esperienza di ebrea, esiliata, pensatrice, in un cosmo intellettuale maschile, in tempi bui, in cui ogni individuo ha smarrito la propria analiticacapacità
Tale inclinazione alla comprensione rende il suo pensiero di estrema attualità in quanto anche oggi è necessario interrogarsi sul mondo e sulle sue dinamiche politiche e sociali al fine di garantire la coesistenza di tutti gli individui nella sfera pubblica.
Tra le varie interpretazioni della teoria arendtiana risalta quella attuata dal pensiero di genere, che vede nella sua filosofia politica una base teorica per la rivendicazione dei diritti femminili.
Tutte le Filosofe si interrogano sui termini donna, identità, esperienza portando ad un cambiamento nell’approccio di un pensiero parallelo.. Le rappresentanti del pensiero di genere si chiedono: «Dove sono collocate le donne nella sua teoria politica? Qual’è il loro ruolo, la loro responsabilità e quale valore è dato alle proprie uniche qualità, sfere, attività o punti di vista?». Per non tradire il suo pensiero è necessario fare una distinzione tra le interpretazioni della Arendt nel pensiero femminile: se si cerca nel suo pensiero la questione femminista o se si applica la questione arendtiana al femminismo.