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Dal massacro del Circeo a oggi: un incontro voluto dall'ANPI di Avellino per l'8 marzo

Dal massacro del Circeo a oggi: un incontro voluto dall'ANPI di Avellino per l'8 marzo

A partire dal libro di Serena Terziani 'I fatti del Circeo', dopo ottant’anni dal voto amministrativo delle donne (10 marzo 1946) e dopo le lotte per la parità, la nostra società è realmente cambiata?

Martedi, 10/03/2026 - Il Comitato Provinciale ANPI di Avellino, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ha organizzato un incontro presso il Circolo della stampa di Avellino con Serena Terziani, autrice del saggio “I fatti del Circeo. La storia, le memorie, le immagini” (Le Monnier, 2025). Quelle drammatiche vicende avvenute tra il 29 e 30 settembre 1975 segneranno uno spartiacque per il dibattito che ne deriverà, la rivolta delle donne in piazza e la loro partecipazione al processo, nonché la generazione di una nuova presa di coscienza per l’opinione pubblica, tra ciò che della violenza maschile poteva essere ritenuto sopportabile e ciò che era diventato intollerabile. Serena Terziani, partendo dalla sudditanza di genere e dalla considerazione della violenza sessuale nelle varie epoche e concentrando l’attenzione sul prima e il dopo delle violenze del Circeo, ha tracciato uno spaccato storico, sociologico e culturale, dalla società degli anni Settanta fino a quella odierna.

Terziani riporta come “la ricostruzione storiografica della pratica degli stupri, inaugurata da Susan Brownmiller (1975) e proseguita con i volumi di Georges Vigarello e Joanna Bourke, considerata come strumento di coscientizzazione, consenta di comprendere come la violenza sessuale non sia un fatto della vita inevitabile come la morte o le tasse, bensì una costruzione sociale normalizzata nel corso dei secoli, attraverso un sistema di credenze poggiato sull’asimmetria dei ruoli di genere. Sebbene riconosciuta come reato nei vari codici e nelle varie legislazioni, la definizione di violenza sessuale muta nel corso dei secoli, sia in ambito giuridico che sociale. Nella predominante società maschilista lo stupro, ritenuto un reato minore, viene inserito nella legislazione come un crimine rivolto contro la proprietà maschile. Nel codice Zanardelli (1890) il primo dell’Italia unita, sotto la dicitura di “violenza carnale”, viene inserito come delitto contro il buon costume e l’ordine delle famiglie, tralasciando ogni ripercussione psicologica e morale. Nel 1930 con il codice Rocco, espressione dei principi normativi fascisti improntati alla diseguaglianza dei generi, il delitto viene inserito contro la libertà sessuale, la moralità pubblica e il buon costume. In tale contesto si inserisce il matrimonio riparatore, che con l’articolo 544 del Codice penale, sancisce che la violenza nei confronti di una donna possa essere riparata dalla celebrazione delle nozze con l’autore dell’abuso. Se l’autorizzazione maritale sarà abolita nel 1919, si dovrà attendere il 1975 per la parificazione giuridica dei coniugi, con la riforma del Diritto di famiglia, che ha già visto l’introduzione della legge sul divorzio del 1970.

I cambi di passo che hanno portato alla destrutturazione del concetto dello stupro e alla presa di coscienza, sono da attribuire soprattutto alle lotte femministe. Sono gli anni in cui viene riconosciuta la violenza coniugale, come lo stupro di gruppo. Quanto messo in pratica dai tre giovani aguzzini della Roma bene cresciuti nella sottocultura del maschio dominante, dell’arroganza del potere economico, del benessere e dell’impunità, su due ragazze proletarie, considerate “merce di scarto”, una delle quali Rosaria Lopez, dopo violenza carnale e sevizie, sarà uccisa e l’altra, Donatella Colasanti, superstite e testimone alla ricerca di giustizia, aprirà uno squarcio nel velo di omertà e silenzio. Quei drammatici fatti scuoteranno la società, la politica, la morale. Da questa vicenda, si comincerà a considerare la violenza contro le donne come uno dei meccanismi sociali cruciali per la produzione di asimmetrie e subordinazione. Al grido di “personale è politico”, i movimenti femminili denunciano la società patriarcale, sottolineando il diritto all’autodeterminazione, anche e soprattutto, rispetto al proprio corpo.

Nel 1981 la legge n. 442 cancellerà quanto previsto dal Codice Rocco nel 1930 sul matrimonio riparatore e sul delitto d'onore, che estingueva la pena per la violenza sessuale seguita da nozze o la riduceva per chi, “in stato d'ira”, uccideva moglie, figlia o sorella per “illegittima relazione carnale”.

La legittimità storiografica sul significato simbolico della violenza sessuale si afferma con la pubblicazione de “Le Mariuccine”, di Annarita Buttafuoco, nel 1985.

Nel 1996 finalmente la legge 66, alla cui redazione parteciperà anche l’avvocata delle donne, Tina Lagostena Bassi (che ha difeso Donatella Colasanti) inserirà nel Codice penale, la violenza sessuale come delitto contro la persona (e non più contro la morale). Nel 2013 viene varata la legge n.119 contro il femminicidio e la violenza sulle donne. Il governo Draghi nel 2022 aveva stanziato 17 milioni, nel 2023 il governo Meloni li ha ridotti a 5 milioni e nel 2024 e 25, portati a 10. Eppure, secondo la Convenzione di Istanbul, gli Stati dovrebbero promuovere cambiamenti socioculturali destinati a “prevenire e combattere ogni forma di violenza e fornire una risposta globale alla violenza contro le donne”, dato che la violenza nasce dalla disuguaglianza strutturale tra uomo e donna, che è radicata nei tradizionali “ruoli di genere”.

ActionAid, organizzazione internazionale indipendente, in un report su “La miopia della politica italiana nella lotta alla violenza maschile contro le donne” evidenzia come gli obiettivi degli investimenti, tralascino prevenzione ed educazione, cioè le pratiche necessarie a scardinare norme e comportamenti sociali che producono la violenza, concentrandosi solo sulle misure di punizione e repressione, a violenza avvenuta.

Terziani ha ricostruito meticolosamente i fatti dell’orrore nella villa di San Felice Circeo e ha descritto in maniera vivida personaggi e situazioni. Ha tracciato un excursus nella rappresentazione del delitto nella contemporaneità, sia nella letteratura o attraverso i convegni, che nella trasposizione cinematografica e televisiva, perché “se la memoria prende forma, si struttura e muta nel tempo e nello spazio sociali, assume una significativa funzione pubblica”. Ha passato in rassegna film sulla violenza rifacentisi a quei fatti come: “I ragazzi della Roma violenta”, “I violenti di Roma bene”, “Amori violenti di Roma bene”, fino al recente (2021) “La scuola cattolica”, di Stefano Mordini, che, ispirato al romanzo di Edoardo Albinati, evidenzia il ruolo della religione nella formazione dei giovani, ma anche l’incapacità di distinguere il bene dal male, tanto che il film sembra mettere sullo stesso piano vittime e carnefici, in cui i protagonisti sembrano incapaci di comprendere la situazione nella quale vengono a trovarsi. Il film cerca di rappresentare la società italiana degli anni Settanta focalizzando l’attenzione sull’ambiente scolastico cattolico, sede del culto del maschio, all’interno del quale campeggia il mito della virilità, nonché sull’istituzione familiare, in cui i genitori sono estranei alla vita dei figli, interessati unicamente alla propria immagine e inclini alla violenza. Un ambiente tutto al maschile, al cui centro c’è lo sfogo dell’aggressività e la sopraffazione per non essere sopraffatti. Da non trascurare la miniserie televisiva “Circeo” (2022), che si focalizza sul processo ai tre criminali - Angelo Izzo, Andrea Ghira, Gianni Guido - e sul vissuto della superstite, spesso oggetto di vittimizzazione secondaria, ovvero quel fenomeno di colpevolizzazione che si riversa contro chi ha subito un torto. Ben lo evidenzia il documentario, “Processo per stupro”, trasmesso da Rai 2 il 26 aprile 1979. Nel video-collegamento con il Circolo della Stampa di Avellino, per la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, l’autrice ha evidenziato come il fenomeno della violenza abbia radici profonde e che a tutt’oggi una donna su tre nella sua vita, è vittima di violenza. “Bisogna fare attenzione al linguaggio - ha precisato Terziani - perché è ciò che plasma la realtà, è lo strumento con cui la costruiamo. C’è da superare una politica della disuguaglianza, di cui spesso siamo noi donne le prime responsabili, mentre dobbiamo impegnarci, al contrario, nel riconoscere una battaglia comune da portare avanti”. E in una società che qualcuno ritiene non più patriarcale, il Ddl Bongiorno (o “Ddl stupri”) rischia di rendere più difficile punire l’autore, spostando il sospetto sulla vittima e viene respinta la proposta di un congedo parentale paritario, l’Inps ha pubblicato il terzo rendiconto di genere. Secondo il report, il tasso di occupazione femminile nel 2024 è del 53,3 per cento, 18 punti in meno di quello maschile. Più del 65 per cento delle donne lavora part time: il 13 per cento in maniera involontaria (contro il 4,6% gli uomini), quasi una donna su due ha smesso di cercare lavoro o non l’ha mai cercato. Le donne sono più istruite e specializzate, ma vengono pagate il 25 per cento in meno dei colleghi uomini e ricoprono ruoli dirigenziali solo nel 21,8 per cento dei casi. Come ha sottolineato la docente e scrittrice Claudia Iandolo: “la parità effettiva è ancora lunga da venire e deve passare dall’educazione: familiare, scolastica, della società, che ha bisogno di un’inversione culturale per superare gli atavici stereotipi di genere, ostativi del progresso e dell’uguaglianza. Per questo motivo è fondamentale che nelle scuole siano proposti testi come quello sugli orrendi fatti del Circeo". Il partecipato incontro, al quale è intervenuto il presidente ANPI provinciale Giovanni Capobianco, è stato coordinato da Giulia Di Cairano.

Breve nota sull’Autrice
Serena Terziani è laureata in Studi storico-letterari e di genere, presso la Sapienza di Roma. Vincitrice della prima edizione del Premio di laurea Angela Romanin e del Premio Tralerighe Storia, del 2021. Collabora con il Dipartimento di Scienze politiche internazionali dell’Università di Siena.

Serena Terziani
I fatti del Circeo
La storia, le memorie, le immagini
Ed. Le Monnier
Pagg 161 € 14

 

Floriana Mastandrea


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