Login Registrati
'Molteplice', il libro di Nicoletta Nuzzo

'Molteplice', il libro di Nicoletta Nuzzo

La prefazione al libro di Nuzzo, firmata da Giusi Ambrosio

Domenica, 12/04/2026 -
'Molteplice', di Nicoletta Nuzzo (Rupe Mutevole) / Postfazione
Molteplice. Con questo titolo Nicoletta Nuzzo ci offre una densa raccolta poetica che incanta per l'autenticità del linguaggio. Ci sorprende già all'inizio con il verso, interrogativo surreale "a che serve la coda se non c'è un giardino?". L'intero testo ha questa forza dirompente del chiedere, porre interrogativi, navigare tra la luce e il sogno. La densità è la cifra racchiusa nell'intera esperienza di relazione con la natura e con la strada reale e simbolica che indica il cammino, il possibile incontro, la ricerca di senso e di significato.
Molteplice indica la pluralità, la varietà, la diversità del mondo naturale percepito fisicamente e di quello psichico elaborato e sofferto nella forma del sogno. Il Molteplice trae quindi origine da una filosofia dell'esperienza che è fondamento della narrazione poetica e ne costituisce alimento "mangiare il pane dei versi".
L' Autrice attinge a una miniera, a uno scrigno di immagini corporee e come corpo di donna, pensiero di donna espone una visione della molteplicità di forme che incantano per la unicità e varietà di senso: Cuore saporito di sale; Ulivi d'oro; La tigre del mattino; Calma eroica di piante e pesci.
Forme di pensiero in una religione della parola che diviene poesia nella relazione con la Madre "io sul tuo altare ti offro parole". Una divinità quella materna che ha la potenza della evocazione, del chiamare dalle tenebre del sonno alla luce del sogno anche l'amato, "mi compari in sogno quando la mamma canta", ancora la possibilità di essere accolta in un capovolgimento di rappresentazioni "nel ventre della mamma ero io la balena". Segreti racchiude l'intensità di un rapporto costitutivo dell'essere.
Nel pensiero poetico emergono suggestioni magiche e nello stesso tempo parole nude, cellule uniche e altre intessute nella forma biologica di organismo vivente. Si intrecciano i molteplici sensi del dire, del ricordare, del sognare: la cellula e l'intero, il cuscino e la balena, il mare in cui rischiare di annegare e il mare immaginato nel paese in cui non c'è.
La parola in Nicoletta racchiude una molteplicità di significati nella sua lineare narrazione e nella ricchezza degli interrogativi che sorgono all'alba e al risveglio. Vera pietra miliare "Per mio padre" propone la visione del padre in lacrime, espone alla verità nascosta o ignorata nel tempo, immagine efficace che emerge come la forza di un dipinto mentre una ferita aperta è il senso inverso dello scorrere del sangue. Una visione straziante per il non aver compreso.
Le Figure familiari esprimono forte potenza nella costituzione del proprio pensiero e nella sensibilità evocativa: lo sguardo fermo della madre è la pedagogia del vivente. "Segreti"
Una sensibilità biologica, come filosofia delle emozioni racconta se stessa partendo dalla cellula fino a giungere all'intero, "conati di cellule e imbrigliamenti di nervi". Costruita nella dimensione immaginaria del proprio essere una rappresentazione fantastica "un nugolo di cellule si affaccia sulla soglia e ha la forma di una margherita. Miei petali contatemi".
Ma Nicoletta è anche capace di saggezza del vivere, di coscienza del limite, di aspirazione alla quiete dei sentimenti " spero mi basti l'amore che ho conosciuto", "l'attesa è il mio tempo per te", "la mia stella guarda la tua".
Forse su tutto si pone una aspirazione alla interezza della conoscenza, alla interezza del donarsi. "parola di una donna osare il proprio intero con l'amato"
Sempre in bilico tra la possibilità di donare e il rischio di essere derubata della interezza di donna che è mente-corpo di donna.
L' Intero è l'essere donna, essere se stessa insieme ad altre donne nella storia, eredi di lotte e di conquiste, capaci di parole di opposizione alla violenza dell'ordine patriarcale che nasce dall' invidia maschile della capacità generativa delle donne e della loro possibilità del mettere al mondo. Esistenza di molte, coscienza ancora di poche?
Tra Oblio e Tempesta, è una composizione emozionante, profonda: una sintesi del vissuto in cui Nicoletta si espone come in una altalena di passioni e di impegno politico, come donna con altre donne, eredi di vite passate e generatrici di nuove.
In questa opera poetica l'Autrice rivela la profondità di una coscienza che tramite la parola si mette al mondo, in cui la parola è generatrice della propria essenza, capace di giochi magici per nascondersi e rivelarsi. "uccellini temerari dei miei versi".
La composizione "Modena" con cui si completa il percorso narrativo rappresenta una sintesi dell'abitare, dell'attraversare, dell'agire politicamente distribuendo mimose per l'8marzo e riandando poi ai luoghi di nebbia in cui raccogliersi e raccontarsi nei mesi invernali. Il fascino di una Città dipinto in un quadro decisamente suggestivo e incantevole.
Attraverso la lettura di Molteplice possiamo dire di aver incontrato una Autrice che si offre originale nel linguaggio, coraggiosa nel pensiero, autonoma nell'agire, libera nei sentimenti.
Giusi Ambrosio
 

Lascia un Commento

©2019 - NoiDonne - Iscrizione ROC n.33421 del 23 /09/ 2019 - P.IVA 00878931005
Privacy Policy - Cookie Policy | Creazione Siti Internet WebDimension®