Lunedi, 02/03/2026 - La manifestazione nazionale del 28 febbraio - che ha visto sfilare a Roma Centri antiviolenza, associazioni, società civile, sindacati, tanti giovani e il variegato mondo femminista - ha mandato un messaggio forte e chiaro: NO AL DDL BONGIORNO, che ha cancellato dal testo approvato alla Camera la definizione “senza il consenso libero e attuale“ per inserire “contro la volontà della persona“, sbilanciando pericolosamente il processo a sfavore della donna che denuncia.
“Solo sì è sì” era uno degli slogan gridati e scritti sui cartelli.
Un corteo multigenerazionale, allegro e determinato ha sottolineato il pericolo reale di un passo indietro nei tribunali nell’interpretazione delle norme, con il paradosso che questo brutto film rende particolarmente amaro il trentesimo anniversario della legge contro lo stupro (1996). Una triste dimostrazione, tra l’altro, di come alcune donne riescono ad usare il loro potere contro i diritti delle donne. Deve far riflettere il fatto che in prima linea nelle proteste, fin dai primi presidi nelle varie città, ci sono i Centri antiviolenza proprio perché ben conoscono le difficoltà che incontrano le donne nel denunciare molestie o stupri e prevedono gli effetti di questa norma, se verrà approvata.
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