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'Zainetti in spalla', autobiografie di noi ragazze degli Anni Settanta tra nord e sud

'Zainetti in spalla', autobiografie di noi ragazze degli Anni Settanta tra nord e sud

Il libro a cura di Rita Laganà e Terry Olivi è un mosaico composto dalle biografie di donne nate tra gli anni Quaranta e Sessanta che 'sono andate alla scoperta di nuovi mondi e differenti culture...'

Sabato, 11/07/2026

I 90 racconti di vite vere propongono un'antologia di biografie di donne nate tra gli anni Quaranta e Sessanta che "hanno vissuto da protagoniste gli eventi della seconda metà del Novecento". Non è una raccolta di memorie, ma una sollecitazione a guardare il cammino compiuto per poter meglio vivere il futuro che, giorno per giorno, possiamo costruire.
"Zainetti in spalla, cuori in libertà" (Tevere edizioni) è il titolo del libro curato da Rita Laganà e Terry Olivi, le quali nella presentazione definiscono questo libro un "grande affresco, anzi meglio, un arazzo, la cui trama è intessuta dai racconti di coloro che, da ragazze, con gli 'zainetti in spalla' sono uscite di casa, inserite nel flusso migratorio, caratteristico di quell’epoca, dal sud al nord, mentre le più ardite, sono andate alla scoperta di nuovi mondi e differenti culture. L’ordito, invece, è costituito da quelle che, con i 'cuori in libertà', hanno privilegiato esperienze di vita più intime, radicate nella sfera privata: l’amicizia, l’amore, la spiritualità, la maternità e tanto altro ancora".
Questo volume propone le storie di  "una generazione al femminile in continuo movimento, molto diversa da quella raccontata nel precedente libro 'Mia madre era – Donne e famiglie del Novecento', in cui il ruolo sociale delle donne era rigidamente relegato alla dimensione di spose e di madri, dedite alla famiglia e all’educazione della prole". Qui a parlare sono le figlie di quelle madri alle quali "fu concesso il diritto di voto, ma che sono andate pure ben oltre, concedendosi il diritto di volo. Le loro vite si sono intrecciate con gli accadimenti più importanti e significativi dell’ultimo trentennio del Novecento: un periodo ricco di eventi e di cambiamenti epocali come il Sessantotto, il Femminismo e gli Anni di piombo", una generazione che ha combattuto "modelli culturali ormai vecchi, cercando di crearne di nuovi".
La galleria femminile che il libro propone va da ragazze del Sud alla ricerca di un lavoro "anche se faticoso e mal retribuito per rendersi indipendenti e all’occorrenza, aiutare anche la famiglia" alle giovani che "non hanno avuto la possibilità di proseguire gli studi, con il rammarico di non aver potuto farlo" fino a quelle che hanno sentito "il piacere di apprendere come una possibilità di capire il mondo e di evadere dai ristretti limiti familiari". Pagine che diventano un caleidoscopio di sguardi femminili che rendono questo libro "un documento interessante sotto molteplici aspetti: letterario, storico e sociologico". 
L'intento delle curatrici è "restituire la giusta dignità e visibilità a un intero universo femminile, di cui si sarebbe rischiato di perdere inesorabilmente il ricordo" offrendo "una sorta di dizionario della memoria storica che vogliamo mantenere viva e far conoscere anche alle persone giovani, con l’obiettivo di colmare il gap generazionale avvertito da più parti".
Non a caso nelle note introduttive Dacia Maraini afferma "finalmente le donne si raccontano ... coraggiose e sincere, parlano di sé, senza peli sulla lingua, ma anche con intelligenza letteraria. Non si tratta solo di testimonianze che rivelano le rabbie, le paure, le battaglie intraprese, o anche i sogni e le aspettative, le piccole vittorie e gli eterni ritorni indietro del nostro paese" e aggiunge che "vale la pena leggere queste pagine per capire meglio le complicazioni che abbiamo attraversato, ricordando sempre che la narrazione crea coscienza e di seguito responsabilità civile e sociale".
Elio Pecora, sulla stessa lunghezza d'onda, sottolinea l'importanza di conoscere le storie di donne che "hanno vissuto gli anni della contestazione, delle battaglie accese per l’aborto e per il divorzio, hanno lottato a lungo e seguitano a lottare per uscire dalle costrizioni di una società ancora in parte oppressa da stretture patriarcali e da umilianti disparità .....e sono la diretta testimonianza e la narrazione aperta di un’esistenza femminile che ha imparato non solo a vigilarsi, difendendosi da abusi e prepotenze. ma ha saputo assumere una nuova consapevolezza, un più ampio rispetto di sé nel rispetto del mondo".
Nelle conclusioni Eva Grippa cita "La storia siamo noi" di Francesco De Gregori per dire "quanto le donne comuni siano speciali.
Perché il loro vissuto rispecchia la vera storia del Paese, dell'Italia, a partire dai patimenti e dagli insuccessi. Sono le storie di donne che non hanno fatto la Storia ma con le loro vite semplici possono raccontarla nel più chiaro dei modi possibili. Le loro storie sono la nostra memoria, illuminano il passato e ci aiutano a capire meglio il presente, e questo libro è qui per ricordarlo. Erminia, Maria Teresa, Annamaria, Daniela e tante altre ancora hanno preso carta e penna e si sono scoperte scrittrici nel raccontare vicende biografiche, significativi esempi della condizione di molte donne della loro generazione: attraversano prove, godono di piccole e grandi gioie, si innamorano e vengono tradite, danno alla luce figli e trovano nella maternità una definizione, riescono a prendere coscienza di se stesse e delle proprie risorse, si ricostruiscono ripartendo da un fallimento, un tradimento, un abbandono e ricominciano una nuova vita. Oppure, cancellano la strada che qualcun altro ha disegnato per loro e intraprendono vie nuove, verso un futuro non scritto".
Tante storie diverse accomunate dal "coraggio" di riverlarsi riflettendo "su chi si è diventate che a volte riapre ferite, dissotterra gli sbagli, commuove" ma certamente sollecita la "gioia nel vedere dove si è arrivate".
Le parole con cui si conclude questo viaggio sono riservate agli uomini "perché non si sentano esclusi da questo libro al femminile: ci siete anche voi, padri, compagni, amanti, mariti e figli. Restateci accanto e non sottovalutate mai il nostro valore". Un monito per ricordare a tutti e tutte da dove veniamo e la strada ancora da percorrere, anche insieme alle nuove generazioni. 

A cura di Tiziana Bartolini




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