Clara Sereni: il 28 agosto 80mo anniversario della nascita. Intervista a Benedetta Tobagi
La presidente del Premio Letterario Nazionale Clara Sereni illustra il valore culturale e sociale dell’iniziativa nel campo editoriale che ha anche una sezione dedicata agli inediti
Scrittrice e storica, Benedetta Tobagi è presidente del Premio Letterazio Nazionale Clara Sereni. In tale veste l'abbiamo intervistata in occasione dell'80mo anniversario della nascita della scrittrice (scomparsa a luglio 2018), il 28 agosto. Coincidenza particolare è l'anno di nascita della scrittrice con l'avvio della nostra Repubblica, appunto nel 1946. Due date importanti che l'organizzazione del Premio intende sottolineare con due eventi programmati in autunno a Roma e a Perugia.
Quali sono state le motivazioni che ti portarono ad accettare il ruolo di Presidente del Premio Letterario Nazionale Clara Sereni nel 2021? E' stato un grande onore, sono stata veramente commossa che abbiano pensato a me per questo incarico sia per il profilo della scrittrice cui è dedicato il premio, ma anche perché la presidente onoraria del premio è Liliana Segre. Un grande onore e una responsabilità, anche un riconoscimento del lavoro che ho cercato di portare avanti negli anni come scrittrice e come storica.
Qual è, dal tuo punto di vista di scrittrice e storica, il messaggio e il senso che questo Premio porta nel panorama culturale italiano? Il tentativo che stiamo facendo da tanti anni è prima di tutto scegliere, dare visibilità e premiare la narrativa e le opere letterarie che riescono a coniugare la qualità dal punto di vista della scrittura insieme ad un afflato etico e civile. È uno dei lasciti più grandi di Clara Sereni: una scrittura di grandissima qualità che però è sempre stata un modo di essere nel mondo e nella società con profondo impegno e sempre dalla parte degli umili, dei fragili e, ovviamente, anche delle donne. Poi non dimentichiamo che siamo uno dei pochi premi che ha una sezione di inediti con una giuria che fa un lavoro infaticabile e cerca di accompagnare alla pubblicazione i testi più meritevoli in una cornice di serietà dopo essere passati al vaglio di una giuria di un premio letterario, e questo, nell’epoca del self publishing, ci sembra qualcosa di altrettanto importante.
Il filo rosso dell‘edizione del 2026 è la prima volta del voto per le italiane che coincide con l’80mo della nascita di Clara Sereni. Quali sono le riflessioni che vuoi condividere? Naturalmente ci è parso splendido poter celebrare gli ottant’anni di Clara Sereni, coetanea della Repubblica e questa non è solo una coincidenza. Dire Clara Sereni vuol dire parlare di tutta la famiglia Sereni, che è stata protagonista della storia del Novecento e non soltanto della storia d’Italia. Una famiglia che lei ha raccontato splendidamente nel libro “Il gioco dei regni“ - che consiglio a tutti di leggere - per cui ci è sembrato del tutto naturale dedicare spazio alla riflessione sul voto alle donne. Anche perché il loro ingresso nella vita italiana come cittadine, come protagoniste e non soltanto come elettrici è un tutt’uno col cercare di raccontare Clara Sereni. Sin dal principio, sin dall’impegno nella Resistenza e nell’infaticabile sforzo di alfabetizzazione e di pedagogia politica che le donne impegnate hanno fatto nei confronti di altre donne tra il ‘45 e il ‘46 per portarle al voto. E poi per cominciare la lunga marcia per l’emancipazione. La cifra dell’ingresso delle donne nella vita politica e civile dell’Italia è stata nel segno di una politica vicino alla vita, una politica che entra nel dibattito costituente ma al tempo stesso resta sempre aderente ai bisogni delle persone. Non dimentichiamo la straordinaria esperienza dei treni della felicità, cioè pensare di sfamare i bambini in un paese distrutto dalla guerra oppure l’instancabile lavoro che hanno fatto tante ex partigiane nel frusinate per dare riconoscimento alle donne che avevano subito stupri in tempo di guerra.
E quindi cosa c’è di più vicino a quello che è stata Clara Sereni per tutta la sua vita, non soltanto la sua scrittura ma anche il suo impegno nella vita politica. Ricordiamo che il premio ha sede a Perugia anche in omaggio a questo. Il suo è sempre stato un tentativo di tenere insieme il grande e il piccolo, il quotidiano e gli orizzonti di più vasto respiro. Non a caso per il suo compleanno è stato anche ripubblicato quello straordinario libro in cui Clara trovò la sua voce e la sua scrittura che è “Casalinghitudine”, un neologismo programmatico per dire che questa dimensione della donna legata alla cura è anche dirompente e rivoluzionaria se pensiamo alle devastazioni che ci circondano nel mondo contemporaneo a livello e nazionale e internazionale.