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La potenza della genealogia al femminile, tra assenze e cura

La potenza della genealogia al femminile, tra assenze e cura

'Una delicata collezione di assenze' di Aline Bei (La Nuova Frontiera, 2026). Conversazione Marta Silvetti, che ha tradotto il libro dal portoghese

Domenica, 19/04/2026 - “È una storia molto forte, che sconvolge anche per un finale inquietante. Al tempo stesso la sua lettura ti accoglie con un andamento dolce e sinuoso”. Stiamo parlando di “Una delicata collezione di assenze” di Aline Bei (recentemente pubblicato in Italia da La Nuova Frontiera) e Marta Silvetti, editor e traduttrice editoriale, spiega a NOIDONNE che ha trovato questo libro “seguendo il dibattito, molto vivo ed esteso, che lo accompagnava nella stampa, nei gruppi di lettura e sui social in Brasile”. Silvetti, che ne ha curato la traduzione dal portoghese, sottolinea che “un’attenzione così larga era indicativa di una qualche particolarità che aveva colpito il pubblico, probabilmente intercettando qualcosa di profondo; leggendolo ho capito le ragioni di tanto interesse”.

Il libro inizialmente sembra accompagnarci nell’ordinaria quotidianità di una casa in cui vive Margarida, chiromante, insieme a Laura, la nipote adolescente della quale si è presa cura da quando Glória, la mamma e figlia di Margarida, l’ha abbandonata appena nata fuggendo senza dare spiegazioni né più sue notizie. A completamento della genealogia femminile ad un certo punto entra in scena Filipa, bisnonna di Laura e madre di Margarida, gravando quest’ultima di un ulteriore carico di cura e costringendola a ripensare ruoli ed equilibri in un già precario nucleo.

“Sotto questa superficie, apparentemente rassicurante, si nascondono segreti e traumi che si trascinano da una generazione all’altra, problemi che lentamente emergono e riguardano atti gravissimi agiti in famiglia, un luogo che dovrebbe garantire amore e protezione”. Il tema che l’autrice vuole mettere in primo piano, però, è soprattutto il non detto. Sono i silenzi che si addensano in quella ‘collezione di assenze’ segnalate a partire dal titolo. Il motore della storia è la “complessità delle relazioni nelle famiglie e la stratificazione dei silenzi che costruiscono barriere tra generazioni di donne, incidendo nelle relazioni in modo talmente profondo da cambiare le traiettorie delle esistenze”.

Tra le non poche scelte narrative che catturano l’attenzione c’è quella di Glória, “assenza molto potente nonostante non prenda mai la parola nella storia”.

Marta Silvetti tiene molto a valorizzare anche lo stile dell’autrice ed entra nei dettagli. “Aline Bei ha una formazione teatrale e questa sua sensibilità si riversa nel registro narrativo, che è molto originale e insolito. È un libro che ‘mette in scena’ la storia, come se la pagina fosse un palcoscenico: è un modo molto particolare in cui la forma riflette il contenuto. Del romanzo mi aveva molto colpito questa interpolazione dei diversi linguaggi, con influenze del linguaggio poetico e di quello teatrale. Una struttura così particolare richiede molta attenzione anche nella costruzione della storia”.

Questa cura la si ritrova, altra particolarità, nella grafica: una colonna bianca nelle pagine, come a voler lasciare un margine per quelle assenze che attraversano la storia. “È un’impaginazione che respira insieme all’andamento del libro, per esempio aumentando quello spazio bianco verso la fine. Poi c’è l’assenza di maiuscole, per lasciare a chi legge la scelta della pausa; oppure interlinee a sorpresa che interrompono il ritmo della pagina isolando parole o brevi frasi: come tracce che l’autrice dissemina per sottolineare o preannunciare qualcosa”.

Nell’affascinante intreccio che il libro propone c’è il tema femminile, importantissimo e totalizzante, della cura “vista nella doppia accezione di occupazione e preoccupazione, di amore e fastidio o rancore, mentre del rifiuto della cura Glória diviene simbolo negativo che si coniuga con la condanna sociale per la fuga”.

Le donne, con le trasformazioni dei corpi nelle varie stagioni della vita, sono protagoniste assolute della storia, singolarmente o nella complessità delle relazioni, mentre le figure maschili rimangono marginali elementi di disturbo che, solo alla fine, emergono negativamente.

È questo un libro prezioso, in perfetta sintonia con il progetto editoriale de La Nuova Frontiera, “una casa editrice che pubblica autori brasiliani da quando è nata, oltre 20 anni fa, con l’obiettivo coraggioso di sostenere la ricerca intorno ad autori e autrici sconosciuti in Italia e che in questo periodo stanno emergendo anche ottenendo importanti riconoscimenti internazionali”.

Aline Bei
Una delicata collezione di assenze

traduzione dal portoghese di Marta Silvetti
La Nuova Frontiera, 2026
pagg 288
euro 19,00 libro
euro 12,99
ebook

Isbn libro: 9788883735066
Isbn ebook: 9788883735141


 


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