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Quando ‘Mo’ è il timbro sul potere della libera scelta

Quando ‘Mo’ è il timbro sul potere della libera scelta

“Mo’ basta. Fermat’! E a quel punto o l’lbr m’a salvat”. Conversazione con Anna Vettigli

Lunedi, 20/04/2026 -

“L’agente C non si ferma davanti agli ostacoli. Continua a cercare appigli, complici, alleanze. Passo dopo passo, tiene insieme visione e concretezza, sempre sul pezzo. Resiste alle resistenze. Mammamia! Quante cose mi si chiariscono ora. Sì, perché l’agente C è fortemente ansiogeno”. Questo passaggio, nell’Incipit, segnala la chiave di lettura di “Mo’”, il libro che Anna Vettigli pubblica – opera prima – in età matura (Coda di Volpe, ed).

È lei stessa ad affidare a NOIDONNE ulteriori elementi per cogliere le motivazioni profonde che l’hanno portata a scrivere quello che, in qualche modo, è una sorta di diario intimo incentrato su alcune scelte che Vettigli riesce a fare sulla base di una presa di coscienza “
racconta un passaggio personale. È il momento in cui, nonostante la paura e il dubbio, si decide di fare un passo. Nel romanzo questo movimento prende corpo in Nina, una donna che, alla soglia dei 60 anni, si sente bloccata, quasi prigioniera. L’incontro con Francesco apre uno spazio: non le dà soluzioni, ma le restituisce la possibilità di scegliere. È lì che accade il ‘Mò’: un gesto intimo che ha però anche una forza quasi politica”. Per formazione culturale l’autrice è portata ‘naturalmente’ a leggere anche in chiave politica quello che parte da un bisogno personale e, in questo senso, Vettigli ci affida una riflessione in una particolare prospettiva associando il nocciolo della storia che racconta nel libro con la Festa della Liberazione. “Il 25 aprile 1945 è il giorno dell’insurrezione in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia chiama cittadini e partigiani a liberare le città prima dell’arrivo degli Alleati. L’invito è a non aspettare ma ad agire. Nel libro succede qualcosa di simile: il cambiamento non può essere delegato e non può essere imposto a chi non lo vuole. Non a caso il libro parla di soglie che si sceglie di oltrepassare, non di mete garantite”.

Sappiamo bene – e questo tempo ce lo ricorda con forza – che di garantito non c’è nulla, compresa la libertà, che va alimentata e continuamente risignificata. Questo vale se guardiamo la libertà tanto nella dimensione pubblica che nella sfera privata. “La libertà si conquista, si difende, a volte si perde. Sono tante le domande, scomode, che ci pone: cosa facciamo oggi della libertà che abbiamo? dove scegliamo di stare? Ecco, ‘Mò’ è un piccolo atto di insurrezione generato da un’inquietudine che vede nella rigenerazione la possibilità concreta di rimettersi in moto, di attraversare una soglia, di non restare fermi. Il movimento come atto di coraggio, di disperazione, di sopravvivenza. E, soprattutto, atto d’amore. verso se stessi e verso gli altri. Perché chi nun s’arricrea s’ammuffisce”.

Anna Vettigli sceglie di attraversare il suo sessantesimo decennio concedendosi la pausa necessaria a fare il punto per affrontare senza timori e con rinnovato entusiasmo il presente e il futuro. Individua Bagnoli come spazio fisico e panorama urbano che, non casualmente, è un luogo ricco di storia e potenzialità dove sarà l’incontro e il dialogo con Francesco ad aiutarla nel percorso intimo di rigenerazione in cui si rivela una sintonia con l’attesa che c’è, analogamente, per Bagnoli. “In fondo il cuore del libro è proprio la rigenerazione come moto di cambiamento, ma anche di responsabilità: verso di sé, verso gli altri, verso la vita che ancora può accadere”.

Sono pagine illuminate da un ottimismo di fondo che contamina chi legge grazie ad una condivisione, lieve e profonda, che si propone come affaccio su un possibile modo di essere partecipi del fluire del mondo intrecciando pubblico e privato. Un racconto intrinsecamente femminista che le atmosfere partenopee rendono particolarmente gradevole e stimolante.

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Anna Vettigli
Mo’
Coda di volpe ed
pagg 140, euro 16,00

Anna Vettigli, è nata a Napoli e vive a Roma. È laureata in Scienze politiche, ha un master in Gestione economica e ha ottenuto una certificazione in Project Management. Dal 1997 lavora nel terzo settore, dove intreccia competenze politiche, gestionali e relazionali con la passione per la crescita delle persone e delle comunità. Dal 2016 è responsabile Legacoopsociali Lazio e svolge attività di formazione e coordinamento, in particolare a supporto delle cooperative sociali.

 


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